Caratterizzazione della dinamica di eiezione del latte nelle Bufale Mediterranee Italiane basata su misurazioni con i Lactocorder

L’allevamento bufalino è un settore chiave dell’economia italiana, concentrato soprattutto nel Sud, con oltre 430.000 capi nel 2025 (BDN, 2025) e una crescita costante trainata dalla domanda di prodotti di alta qualità come la Mozzarella di Bufala Campana DOP (Zicarelli, 2021). Per sostenere la redditività del comparto è necessario migliorare efficienza produttiva, qualità del latte e benessere animale (Matera et al. 2023). I protocolli di mungitura rivestono un ruolo centrale, poiché influenzano resa, la composizione del latte e salute della mammella (Moore-Foster et al. 2019).
Nonostante le differenze anatomiche e fisiologiche tra bufale e vacche, i protocolli di mungitura per le specie bufalina derivano ancora da quelli per la bovina (Costa et al. 2020). Le bufale, infatti, possiedono una morfologia mammaria distinta, con legamento sospensore meno sviluppato e quarti posteriori più produttivi (Borghese et al. 2013). Inoltre, trattengono il 90-95% del latte negli alveoli, richiedendo una stimolazione più lunga o a volte l’uso di ossitocina esogena per l’eiezione del latte (Mota-Rojas et al. 2024). Questa caratteristica può causare curve di flusso bimodali, associate a ridotta efficienza di mungitura e stress mammario. Tutto ciò evidenzia la necessità di protocolli di mungitura specifici per la bufala.
A tal fine, il dispositivo Lactocorder® consente di analizzare in modo non invasivo le dinamiche di flusso del latte e la durata della mungitura, fornendo dati utili per ottimizzare i protocolli e adattarli alle peculiarità fisiologiche della bufala mediterranea italiana. In sintesi, lo studio descritto mira a comprendere meglio le dinamiche di eiezione del latte nelle bufale mediante l’uso del Lactocorder®, al fine di sviluppare protocolli di mungitura specifici, migliorando efficienza produttiva, salute della mammella e benessere animale.
Lo studio è stato condotto tra marzo e settembre 2024 grazie alla collaborazione tra il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni animali di Napoli, il Servizio Controllo Mungitura dell’Associazione Italiana Allevatori (AIA) e l’Associazione Regionale Allevatori Campania e Molise (AACM), prendendo in analisi 4 allevamenti bufalini in provincia di Salerno.
Tutti gli allevamenti avevano modalità gestionali uniformi: sale di mungitura di tipo tandem 3×3, non erano dotati di sistemi di rimozione automatica dei gruppi e non impiegavano ossitocina durante la mungitura. I livelli medi di vuoto variavano tra 38,4 e 44,0 kPa; i rapporti di pulsazione erano pari a 60:40 negli allevamenti 1 e 2, e 65:35 negli allevamenti 3 e 4, con pulsatori impostati su 60 cicli/min. La conta delle cellule somatiche del latte di massa risultava compresa tra 83.200 e 169.500 cellule/ml.
I dati di mungitura sono stati registrati con il Lactocorder® (WMB AG, Svizzera), e raccolti nell’ambito dell’attività ufficiale del Servizio Controllo Mungitura (SCM). Tutte le elaborazioni sono state effettuate con il software LactoPro 6.0.95, la gestione dello strumento è stato affidato a un unico tecnico qualificato, per ridurre la variabilità operatore-dipendente.
Sono stati raccolti 2.768 record individuali (test day) da 798 bufale, considerando:
- flusso massimo istantaneo (HMF),
- flusso massimo sostenuto per almeno 1 minuto (HMG),
- tempo totale di mungitura (tMGG),
- sovramungitura, durata del flusso di latte al di sotto degli 0.02 Kg/min
- latte ottenuto nei primi 3 minuti (1MG, 2MH, 3MG),
- dati produttivi (MY),
- stadio di lattazione (DIM),
- ordine di parto.
Tutte le analisi statistiche sono state condotte utilizzando il software R (versione 2023.03.0; RStudio PBC, Boston, MA). La visualizzazione e l’editing dei dati sono stati eseguiti con i pacchetti tydiverse e dplyr (Wickham et al. 2016). Per valutare le fonti di variazione nei tratti di eiezione del latte, è stato adattato un modello misto generalizzato con misurazioni ripetute.
L’analisi dei dati ha evidenziato una variabilità moderata nei caratteri di eiezione del latte, con coefficienti di variazione sempre superiori al 35%. Tra i parametri considerati, il tempo totale di mungitura (tMGG) è risultato il meno variabile, mentre la sovramungitura ha mostrato la variabilità maggiore. In media, il tMGG è stato di 7,35 minuti e la sovramungitura di 2,09 minuti. La quota di latte rilasciata nei primi tre minuti (Figura 1) è diminuita con l’aumentare dei giorni in lattazione (DIM): mediamente il 21% del latte veniva espulso entro il primo minuto, il 46% entro il secondo e il 66% entro il terzo.
Le bufale nei primi 30 DIM hanno registrato la maggiore produzione nel primo minuto di mungitura (1MG), con una media di 1,15 kg, mentre quelle tra 30 e 60 DIM hanno raggiunto le produzioni più elevate nel secondo e terzo minuto (2,56 e 3,86 kg rispettivamente). L’ordine di parto non ha mostrato effetti significativi sulla produzione iniziale.

Figura 1. Produzione di latte (Kg) durante il primo, secondo e terzo minuto di mungitura in base all’effetto dei giorni in mungitura. 1MG, 2MG e 3MG, rappresentano la proporzione della produzione di latte rilasciata rispettivamente durante il primo, il secondo e il terzo minuto di mungitura.
L’effetto allevamento (Tabella 1) ha influito in modo significativo su HMG, tMGG e sovramungitura. Sia i giorni in lattazione (DIM) sia il numero di parti hanno avuto un effetto significativo su HMF e HMG, mentre il tMGG è risultato influenzato solo dal numero di parti. Anche la classe di produzione e il mese di campionamento sono risultati significativi per quasi tutti i parametri, ad eccezione della sovramungitura, che è stata influenzata unicamente dalle classi produttive.
Tra gli allevamenti, il 2 e il 4 hanno mostrato i valori più elevati di HMG, pari rispettivamente a 1,65 e 1,59 kg/min. L’allevamento 3 ha fatto registrare i tempi maggiori sia per il tMGG (7,97 minuti) sia per la sovramungitura (2,26 minuti), mentre l’allevamento 1 ha evidenziato il livello più basso di sovramungitura, pari a 1,43 minuti.

Tabella 1. Medie dei minimi quadrati ed errore standard della media (SEM) dei tratti di eiezione del latte LactocorderVR1 in base all’effetto allevamento. Caratteristiche di eiezione del latte del Lactocorder®: HMF, portata istantanea massima registrata durante la sessione di mungitura; HMG, flusso medio massimo sostenuto in un intervallo di un minuto; tMGG, tempo totale di mungitura calcolato come il tempo trascorso dall’attacco al distacco del capezzolo; sovramungitura, calcolata come la somma di due parametri registrati dal Lactocorder®: (i) tempo post-stripping, corrispondente all’intervallo tra il calo del flusso di latte al di sotto di 0,20 kg/min e la sua completa cessazione a 0 kg/min e (ii) tempo di mungitura in bianco, definito come il periodo durante il quale il gruppo di mungitura rimane attaccato ai capezzoli in assenza di flusso di latte. Le medie dei minimi quadrati con diverse lettere in apice differiscono significativamente in base all’aggiustamento post-hoc per confronti multipli LSD (p < 0,05).
Sia l’HMF sia l’HMG diminuiscono in modo significativo con l’aumentare dei giorni in lattazione (DIM) (Figura 2): i valori più elevati si registrano nei primi 30 DIM e si riducono progressivamente con l’avanzare della lattazione. Al contrario, il tempo totale di mungitura (tMGG) e la durata della sovramungitura non mostrano variazioni significative tra le diverse classi di DIM.

Figura 2. Medie dei minimi quadrati dei caratteri di eiezione del latte LactocorderVR1 in base all’effetto dei giorni di allattamento (DIM). Caratteristiche di eiezione del latte del Lactocorder®: HMF, portata istantanea massima registrata durante la sessione di mungitura; HMG, flusso medio massimo sostenuto in un intervallo di un minuto; tMGG, tempo totale di mungitura calcolato come il tempo trascorso dall’attacco al distacco del capezzolo; sovramungitura, calcolata come la somma di due parametri registrati dal Lactocorder®: (i) tempo post-stripping, corrispondente all’intervallo tra il calo del flusso di latte al di sotto di 0,20 kg/min e la sua completa cessazione a 0 kg/min e (ii) tempo di mungitura in bianco, definito come il periodo durante il quale il gruppo di mungitura rimane attaccato ai capezzoli in assenza di flusso di latte. Le medie dei minimi quadrati con diverse lettere in apice differiscono significativamente in base all’aggiustamento post-hoc per confronti multipli LSD (p < 0,05).
L’ordine di parto influisce anch’esso sulle dinamiche di eiezione (Tabella 2): le bufale al secondo parto presentano i valori più elevati di HMF e HMG (1,82 e 1,66 kg/min; p < 0,05), mentre il tMGG tende ad aumentare con l’aumentare del numero di parti, raggiungendo il massimo oltre il quinto parto (7,83 min; p < 0,05). La sovramungitura, invece, non varia in modo significativo tra le diverse classi di parto.

Tabella 2. Medie dei minimi quadrati ed errore standard della media (SEM) dei caratteri di eiezione del latte LactocorderVR1 in base all’effetto dell’ordine di parità. Caratteristiche di eiezione del latte del Lactocorder®: HMF, portata istantanea massima registrata durante la sessione di mungitura; HMG, flusso medio massimo sostenuto in un intervallo di un minuto; tMGG, tempo totale di mungitura calcolato come il tempo trascorso dall’attacco al distacco del capezzolo; sovramungitura, calcolata come la somma di due parametri registrati dal Lactocorder®: (i) tempo post-stripping, corrispondente all’intervallo tra il calo del flusso di latte al di sotto di 0,20 kg/min e la sua completa cessazione a 0 kg/min e (ii) tempo di mungitura in bianco, definito come il periodo durante il quale il gruppo di mungitura rimane attaccato ai capezzoli in assenza di flusso di latte. Le medie dei minimi quadrati con diverse lettere in apice differiscono significativamente in base all’aggiustamento post-hoc per confronti multipli LSD (p < 0,05).
Infine, l’analisi per classe produttiva (Tabella 3) mostra che all’aumentare della produzione di latte aumentano significativamente anche HMF, HMG e tMGG (p < 0,05). La sovramungitura rappresenta nuovamente un’eccezione, poiché non differisce tra le classi produttive (p > 0,05) e non segue quindi l’andamento degli altri parametri.

Tabella 3. Medie dei minimi quadrati ed errore standard della media (SEM) dei caratteri di eiezione del latte LactocorderVR1 in base all’effetto della classe di produzione di latte. Caratteristiche di eiezione del latte del Lactocorder®: HMF, portata istantanea massima registrata durante la sessione di mungitura; HMG, flusso medio massimo sostenuto in un intervallo di un minuto; tMGG, tempo totale di mungitura calcolato come il tempo trascorso dall’attacco al distacco del capezzolo; sovramungitura, calcolata come la somma di due parametri registrati dal Lactocorder®: (i) tempo post-stripping, corrispondente all’intervallo tra il calo del flusso di latte al di sotto di 0,20 kg/min e la sua completa cessazione a 0 kg/min e (ii) tempo di mungitura in bianco, definito come il periodo durante il quale il gruppo di mungitura rimane attaccato ai capezzoli in assenza di flusso di latte. Le medie dei minimi quadrati con diverse lettere in apice differiscono significativamente in base all’aggiustamento post-hoc per confronti multipli LSD (p < 0,05).
Lo studio analizza le dinamiche di eiezione del latte nelle bufale mediterranee italiane e mostra che questi animali presentano flussi di latte elevati (HMF 1,77; HMG 1,59 kg/min), valori leggermente superiori a quelli riportati in passato (Bava et al. 2007) e con un tempo medio di mungitura (tMGG) di 7,35 minuti, superiore però a quello osservato nelle vacche Holstein, che risultano più veloci ed efficienti nella mungitura grazie alla maggiore produttività. La sovramungitura è ridotta rispetto a studi precedenti (Di Palo et al. 2007), ma rappresenta ancora un rischio per la mammella.
La maggior parte del latte viene emessa nei primi tre minuti, comportamento simile a quello delle bovine da latte (Sandrucci et al. 2007). Con l’aumentare dei DIM il flusso diminuisce, mentre le bufale al secondo e terzo parto mostrano le migliori prestazioni, come accade anche nelle vacche. Le differenze tra allevamenti riguardano soprattutto tMGG e sovramungitura, legate alle impostazioni tecniche e alla gestione, mentre nelle bufale più produttive aumentano HMF, HMG e i tempi di mungitura, in accordo con quanto riportato anche nei bovini da latte (Milanesi et al., 2024).
Nel complesso, i risultati mostrano chiaramente la necessità di protocolli di mungitura specifici per la bufala, calibrati sulle sue reali esigenze fisiologiche e non semplicemente adattati da quelli delle vacche. Un approccio più mirato, che includa l’uso della rimozione automatica dei gruppi e un adeguamento delle impostazioni in base ai DIM e all’ordine di parto, potrebbe migliorare la regolarità del flusso di mungitura, ridurre la sovramungitura e contribuire in modo significativo alla salute e al benessere della mammella.
Autori
Sinossi a cura della Dott.ssa Federica Pierro1 e del Dott. Lorenzo Pascarella2,3
1Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali, Università degli studi di Napoli Federico II, Via Del Pino 80137, Napoli, Italia.
2Associazione Italiana Allevatori(AIA), Roma, Italia
3Dipartimento di Scienze animali, della nutrizione e degli alimenti, Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza, Italia
Sinossi dell’articolo: Pierro, F., Pascarella, L., Santinello, M., Matera, R., Lettieri, S., Biffani, S., & Neglia, G. (2025). Characterisation of milk ejection dynamics in dairy buffaloes based on Lactocorder® measurements. Italian Journal of Animal Science, 24(1), 2169–2180. https://doi.org/10.1080/1828051X.2025.2563300
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Matera R, Pascarella L, Cotticelli A, Conte G, Tondo A, Campanile G, Neglia G. 2023. Milk characteristics and milk- ing efficiency in Italian Mediterranean buffalo. Ital J Anim Sci. 22(1):1110–1119. https://doi.org/10.1080/1828051X. 2023.2271951
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