Controlli ufficiali 2024: risultati rassicuranti lungo tutta la filiera agroalimentare

Dalla carne al biologico, dalle DOP e IGP ai mangimi, i dati confermano un sistema di controllo efficace e una filiera affidabile per i consumatori

12 Gennaio, 2026

Pubblicata, dal Ministero della Salute, la Relazione annuale 2024 sui controlli ufficiali definiti nel Piano di controllo nazionale pluriennale (PCNP), ed effettuati nei settori della sicurezza degli alimenti e dei mangimi, della salute degli animali e della sanità delle piante, del benessere degli animali, dell’agricoltura biologica e dei regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari.

Le attività svolte dalle Autorità Competenti a livello centrale, regionale e territoriale, nonché le Forze di Polizia e le altre Amministrazioni coinvolte, hanno garantito un controllo capillare e sono risultate, nel complesso, adeguate a garantire la sicurezza e la qualità lungo tutta la filiera agroalimentare.

I dati raccolti dal sistema informatico del Ministero della salute (RaDISAN – Raccolta Dati in Igiene e Sicurezza degli Alimenti e Nutrizione) per il 2024 evidenziano un leggero incremento in termini di campioni analizzati rispetto al 2023, con un relativo piccolo aumento dei campioni non conformi. I prodotti carnei rappresentano la categoria alimentare più campionata seguita da frutta e ortaggi.

La valutazione degli esiti dei controlli ufficiali realizzati annualmente è un’attività di essenziale importanza che consente alle autorità competenti di valutare l’efficacia del proprio sistema di controllo e ad apportarvi i miglioramenti indispensabili. Vediamo di seguito le principali informazioni che ne sono emerse.

Introduzione

Come stabilito ormai da decenni dalla normativa europea, gli operatori della filiera agroalimentare sono i primi responsabili della sicurezza degli alimenti. L’Unione europea ha definito regole specifiche su alimenti, mangimi, salute e benessere degli animali, sanità delle piante, produzione biologica, etichettatura e prodotti di qualità come DOP e IGP. Gli Stati membri devono controllare che queste norme vengano rispettate, e lo fanno attraverso Piani di controllo nazionali. In Italia è attualmente in vigore il Piano di Controllo Nazionale Pluriennale 2023-2027, che definisce le modalità di svolgimento dei controlli ufficiali. L’obiettivo di tutto il sistema è quello di tutelare la salute dei consumatori, garantire la correttezza della filiera e prevenire frodi, assicurando trasparenza e fiducia nel mercato alimentare.

Controlli sui prodotti 

I prodotti alimentari oggetto dei controlli ufficiali sono raggruppati nelle categorie generali previste dal regolamento UE) 2019/723:
Controlli 1 - PCNP

Controlli microbiologici

Per questa tipologia di controlli, nel corso del 2024 sono stati analizzati 34.684 campioni, dai quali sono emerse 1.149 irregolarità, pari a circa il 3% del totale. I dati mostrano un incremento rispetto all’anno precedente, pur confermando un andamento complessivamente in calo se confrontato con gli ultimi anni. Le irregolarità riguardano soprattutto alimenti di origine animale, in particolare carne macinata e preparazioni a base di carne fresca, per le quali il tasso di non conformità raggiunge il 5%. Per le altre categorie, come prodotti a base di carne, pesce e prodotti ittici, alimenti trasformati, grassi e oli, le percentuali si attestano intorno al 3,5%.

Relativamente alla ricerca di agenti zoonotici negli alimenti, sono state seguite le indicazioni dalle parti A e B dell’Allegato 1 del D.Lgs. 191/2006. A tal proposito ricordiamo che, secondo l’ultimo rapporto EFSA, le malattie alimentari più comuni in Europa sono causate da Campylobacter, Salmonella, Yersinia, E. coli (STEC) e Listeria monocytogenes. Nel 2023 le zoonosi più segnalate negli esseri umani sono state la campilobatteriosi e la salmonellosi, entrambe in aumento rispetto al 2022 (leggi QUI). In Italia la percentuale di non conformità per questi patogeni nel 2024 è rimasta sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti.

Organismi geneticamente modificati

Nel 2024 in Italia è stata autorizzata un’unica sperimentazione di piante OGM, riguardante riso resistente al brusone, condotta in Lombardia senza rilevare non conformità. Per le sementi, sono stati effettuati 1.223 controlli su mais e soia per verificare l’assenza di OGM, con 6 non conformità riscontrate solo sulla soia, tutte gestite con respingimento dei semi. La coltivazione commerciale di mais OGM MON 810 è vietata in Italia, quindi non sono previste né coltivazioni né controlli su questa varietà.

Mangimi

Nel 2024 sono stati ispezionati 8.249 stabilimenti, effettuate 9.206 analisi di campioni programmati e rilevati 430 casi di non conformità, con 37 sanzioni amministrative e 1 denuncia all’autorità giudiziaria. L’ICQRF ha condotto 2.228 controlli, tra ispettivi e analitici, su produzione, importazione, stoccaggio, utilizzo e commercio dei mangimi. Sono stati riscontrati problemi principalmente legati a etichettatura, tracciabilità, composizione chimica e additivi, con 209 contestazioni amministrative, 30 diffide e 11 sequestri. La maggior parte delle irregolarità è stata sanata, e lo Stato ha incassato circa 203 mila euro dalle sanzioni pagate.  In generale, le irregolarità riguardano etichette, tracciabilità, composizione dei mangimi e utilizzo di additivi o materiali vietati. Le principali non conformità riscontrate riguardano:

  • Additivi nei mangimi: 10 casi
  • Sostanze indesiderabili: 30 casi
  • Materiali vietati: 1 caso
  • Mangimi medicati: 11 casi
  • Etichettatura degli OGM: 2 casi

Le non conformità per stabilimento hanno interessato principalmente stabilimenti registrati e riconosciuti, produttori primari e operatori agricoli, con l’adozione di azioni amministrative e, in alcuni casi, giudiziarie. I pesticidi nei mangimi non hanno generato alcuna non conformità.

Salute degli animali

Malattie infettive

La salute degli animali da reddito rappresenta un elemento cruciale per la tutela del patrimonio zootecnico, per la sicurezza delle produzioni e per la protezione della salute pubblica. Il 2024 ha confermato come la sorveglianza e il controllo delle malattie infettive e zoonotiche siano fondamentali per mantenere elevati standard sanitari.

Per quanto riguarda i bovini e i bufalini, la situazione epidemiologica mostra progressi significativi, ma anche alcune criticità residue. La tubercolosi bovina e bufalina, ad esempio, è stata eradicata in gran parte del territorio nazionale, ma persiste in sette regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Puglia e Sicilia. In queste aree, dei 1.053.720 bovini presenti nei 25.810 allevamenti soggetti a programma, il 97,6% dei capi e il 96% degli stabilimenti risultano indenni. Tuttavia, la prevalenza della malattia nei territori non indenni è stata dell’1,33%, con un’incidenza dell’1,15%, valori in aumento rispetto al 2023, che evidenziano una certa recrudescenza e la necessità di interventi mirati per completare il processo di eradicazione.

Anche la brucellosi bovina e bufalina ha registrato un trend positivo. Pur rimanendo qualche focolaio in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia, nel 2024 su 1.006.961 bovini presenti in 22.557 allevamenti dei territori ancora a rischio, il 97,4% dei capi e il 95,9% degli allevamenti risultano indenni. La prevalenza nei territori non indenni è diminuita rispetto al 2023, attestandosi allo 0,59%, con un’incidenza dello 0,33%, dimostrando l’efficacia delle misure di controllo e sorveglianza adottate.

Per quanto riguarda ovini e caprini, la situazione è generalmente positiva, grazie a programmi mirati di controllo genetico e sanitario. La Scrapie è gestita attraverso il Piano di Selezione Genetica, che dal 2005 ha coinvolto oltre 1,2 milioni di capi. Nel 2024 sono stati genotipizzati 18.210 nuovi nati, con una tendenza favorevole all’incremento dell’allele ARR, che conferisce resistenza alla malattia, mentre i focolai confermati negli allevamenti sono stati solo 30 su 13.213 strutture monitorate. Ciò indica un continuo miglioramento e una riduzione progressiva dei casi di Scrapie classica.

La brucellosi ovi-caprina è stata eradicata nella maggior parte del Paese, con l’eccezione della Sicilia, che rimane interamente non indenne. Nel 2024, su 1.016.600 ovini e caprini presenti in 16.544 allevamenti dei territori soggetti a programma, il 99,5% degli animali e il 99,3% degli allevamenti risultano indenni. In quell’anno sono stati registrati 17 focolai, prevalentemente legati a movimentazioni illegali di animali provenienti da aree non indenni, come la Sicilia, con conseguente perdita temporanea dello status di indenne per alcune province, tra cui Alessandria.

Infine, la BSE (Encefalopatia Spongiforme Bovina) non ha registrato casi nel 2024, confermando un livello di sorveglianza elevato e una probabilità di circolazione della malattia vicina allo zero.

Sistema I&R

I controlli ufficiali, svolti dai servizi veterinari delle ASL, combinano l’analisi dei dati presenti nella BDN con visite periodiche negli allevamenti, selezionati in base al rischio. Nel 2024, circa il 5,5% dei bovini e il 5,1% di ovini e caprini registrati sono stati sottoposti a controlli, con lo 0,96% delle aziende risultate non conformi. Le autorità hanno disposto restrizioni agli spostamenti per oltre 18.000 animali e l’abbattimento di 34 capi tra bovini, ovini e caprini.

Controlli 5

Uso del farmaco veterinario

Il corretto uso del farmaco viene monitorato attraverso la farmacosorveglianza, che copre tutte le fasi, dalla produzione alla distribuzione e all’impiego negli allevamenti destinati alla produzione alimentare. Nel 2024 sono stati effettuati 22.411 controlli, coprendo il 97,4% di quelli programmati e quasi il 98% negli stabilimenti con animali destinati alla filiera alimentare. I controlli sui medicinali in commercio hanno riguardato 78 prodotti; 58 sono stati effettivamente campionati, mentre i restanti 20 erano temporaneamente assenti dal mercato. Dall’analisi dei campioni, sono emerse alcune non conformità analitiche e rilievi documentali, che hanno richiesto interventi correttivi, ma complessivamente il quadro mostra un elevato livello di sicurezza e conformità.
Benessere animale

Nel 2024 l’attività di controllo nel settore dell’allevamento si è svolta con continuità e attenzione da parte delle Autorità competenti, superando persino il numero di controlli programmati. Le principali irregolarità rilevate riguardano soprattutto le strutture e i locali di stabulazione, prerequisito fondamentale per il benessere animale, con miglioramenti comunque in corso. Le non conformità hanno riguardato prevalentemente:

  • Nei vitelli: locali di stabulazione, tenuta dei registri, spazio disponibile, alimentazione abbeveraggio e somministrazione di altre sostanze, procedure di allevamento, libertà di movimento, ispezione e controllo degli animali, mutilazioni.
  • Nei bovini: edifici e locali di stabulazione, alimentazione abbeveraggio e somministrazione di altre sostanze, tenuta dei registri, libertà di movimento, procedure di allevamento, ispezione e controllo degli animali.
  • Negli ovicaprini si evidenziano irregolarità relative a edifici e locali di stabulazione, tenuta dei registri, procedure di allevamento, alimentazione abbeveraggio e somministrazione di altre sostanze, libertà di movimento, ispezione e controllo degli animali, formazione del personale

Anche il benessere durante il trasporto è stato oggetto di controlli rigorosi, che hanno coinvolto servizi veterinari, UVAC e organi di polizia, per un totale di circa 8.927 controlli, con un aumento significativo per bovini e per il settore dell’acquacoltura, in particolare nel Sud Italia.

Nel comparto della macellazione, su 12.065 impianti attivi sono stati controllati 1.372 stabilimenti, con 103 impianti risultati non conformi. Le criticità principali hanno riguardato strutture, attrezzature per immobilizzazione e stordimento, gestione del benessere animale e formazione del personale, con un incremento di prescrizioni e sanzioni rispetto al 2023.

Produzione biologica ed etichettatura dei prodotti biologici

Nel 2024 l’ICQRF ha intensificato i controlli sul biologico, superando il programma previsto con 6.755 ispezioni su produzioni vitivinicole, olearie, ortofrutticole e cerealicole. Le irregolarità più frequenti riguardano l’uso di principi attivi non ammessi, pratiche non conformi al metodo biologico e violazioni nella gestione di materie prime e ammendanti. L’attività ha portato a 31 notizie di reato, 398 contestazioni amministrative, 150 diffide e 36 sequestri per oltre 5 milioni di euro, con la maggior parte delle diffide regolarizzate dagli operatori. Gli Organismi di Controllo delegati hanno eseguito oltre 122.000 verifiche in loco e 7.129 campionamenti, riscontrando irregolarità nell’8,5% dei casi.

DOP, IGP e STG

Nel 2024 l’ICQRF ha intensificato i controlli su prodotti italiani di qualità a DOP, IGP e STG, sia sul mercato fisico sia online. Sono stati effettuati 15.713 controlli complessivi (12.335 ispettivi e 3.378 analitici), superando del 26% quanto programmato, con particolare attenzione a lattiero-caseario, olio, ortofrutta e carni trasformate. L’attività di contrasto online ha riguardato 754 casi di usurpazione/evocazione, con blocco di annunci ingannevoli su piattaforme come Amazon, eBay e Alibaba. I controlli hanno rilevato percentuali più alte di irregolarità documentali nei prodotti IGP (27,3%) rispetto ai DOP (13,1%), mentre le irregolarità analitiche sono state molto basse (DOP 2,2%; IGP 0%). Gli Organismi di controllo delegati hanno effettuato 145.616 ispezioni pre-commercializzazione e prelevato 35.671 campioni, con percentuali di non conformità molto basse (<1,5%). Infine, per rafforzare la tutela online, ICQRF ha avviato il programma “Verifood”, che utilizza intelligenza artificiale e analisi del rischio per identificare frodi su e-commerce in tempo reale.

Per approfondire consulta qui il PCNP 2024

 

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