Crisi del latte in UE: gli Stati membri chiedono intervento urgente della Commissione
Dal Consiglio Agricoltura e Pesca arriva l’allarme di diversi Stati membri: produzione in crescita, costi elevati e mercati instabili mettono a rischio la sostenibilità degli allevamenti, mentre cresce la richiesta di un intervento europeo e una possibile riduzione volontaria della produzione

Slovacchia: redditività in calo e rischio per le aziende
La Slovacchia, sostenuta da Bulgaria, Ungheria e Italia, ha richiamato l’attenzione sulla progressiva riduzione della redditività della produzione primaria che minaccia la sostenibilità economica degli allevamenti da latte.
“Il problema principale – si legge nel documento discusso – è il continuo calo dei prezzi alla stalla del latte bovino, in un contesto in cui i produttori continuano ad affrontare elevati costi di produzione e una significativa volatilità del mercato“.
A gennaio 2026, infatti, il prezzo medio dell’UE è stato pari a 45,15 €/100 kg, ovvero il 6,0% in meno rispetto a dicembre 2025 e ben il 15,9% in meno rispetto a gennaio 2025. Particolarmente allarmante è poi l’andamento del prezzo spot che a marzo 2026, secondo i dati preliminari, è stato di soli 20,75 €/100 kg nel mercato di riferimento di Lodi.
“Questa tendenza sfavorevole dei prezzi si verifica in un momento in cui i costi di produzione rimangono elevati – prosegue. – In tutte le aree produttive, i costi hanno superato i prezzi di vendita, con perdite di circa 0,10 € per kg. Ciò significa che, ai prezzi attuali, la produzione di latte è in perdita per molte aziende ed è economicamente insostenibile nel lungo periodo“.
Produzione in aumento e squilibrio di mercato
Secondo i rappresentanti della Slovacchia, a pesare sui prezzi è la continua crescita della produzione di latte nell’UE, cresciuta più rapidamente della domanda. Parliamo di un aumento dell’+1,6% nel 2025, che a dicembre 2025 ha raggiunto addirittura il +5,7% su base annua, con incrementi ancora più elevati in alcuni dei principali Paesi produttori.
Questo squilibrio tra offerta e domanda abbassa i prezzi, penalizzando soprattutto i produttori primari. La situazione è aggravata dall’incertezza nei rapporti con i trasformatori, anch’essi sotto pressione. In tempi di crisi, i contratti possono non essere rinnovati o essere risolti per acquistare a prezzi più bassi, riducendo la stabilità delle aziende agricole e la loro capacità di pianificazione.
Con queste premesse, la Slovacchia, invita la Commissione ad attivare senza indugio misure eccezionali per stabilizzare il mercato del latte, tra cui:
- un regime temporaneo di riduzione volontaria della produzione, che contribuirebbe ad alleviare la pressione dell’eccesso di offerta,
- l’adozione di misure eccezionali e un sostegno finanziario di emergenza per i produttori di latte,
- l’utilizzo degli strumenti esistenti dell’Organizzazione Comune di Mercato, in particolare aumentando i prezzi di intervento per il burro e il latte scremato in polvere e prevedendo aiuti per lo stoccaggio privato.
Parallelamente, si propone di intervenire anche sul lato della domanda, incentivando:
- esportazioni verso Paesi terzi,
- programmi come il “latte nelle scuole”,
- campagne di promozione dei prodotti UE.
L’obiettivo dovrebbe essere non solo mitigare l’attuale crisi, ma anche rafforzare la domanda e migliorare la stabilità del reddito dei produttori primari.
Anche il Belgio spinge per una riduzione volontaria della produzione
Anche il Belgio segnala una situazione critica. Il prezzo medio pagato ai produttori a gennaio 2026 si è attestato a 38,8 €/100 litri, con un calo del 30% rispetto ai 54,63 €/100 litri di gennaio 2025, uno dei livelli di prezzo più bassi attualmente registrati nell’UE.
A questo si sommano le persistenti tensioni in Medio Oriente sui mercati energetici e su alcune materie prime agricole che controbuiscono a mantenere elevati i costi di produzione per le aziende agricole, e le prospettive di esportazione sempre più incerte (tra le clausole di salvaguardia introdotte dalla Cina e i dazi USA), affiancati da un aumento dell’offerta UE.
In questo contesto, anche il Belgio, con il supporto di Bulgaria, Ungheria, Lituania, Slovacchia e Slovenia, invita la Commissione a valutare l’attivazione di un programma europeo temporaneo e volontario per la riduzione della produzione di latte, ispirato al meccanismo attuato nel 2016.
Conclusioni
Il mercato del latte europeo si trova oggi in una fase delicata, segnata da prezzi in calo, costi elevati e crescente instabilità. Le richieste degli Stati membri puntano a un intervento rapido e coordinato dell’UE per riequilibrare il mercato.
Senza misure efficaci, il rischio è un ulteriore deterioramento della redditività degli allevamenti e una progressiva perdita di stabilità per l’intero comparto lattiero-caseario europeo.



















































































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