Dermatite nodulare contagiosa: salgono i focolai in Sardegna e oltralpe. Pressioni delle associazioni di categoria sarde

In Italia 37 focolai confermati, 36 dei quali attivi in Sardegna con oltre 2. 376 bovini coinvolti. In distribuzione dal 23 luglio i vaccini per un intervento massivo sull’isola. Le organizzazioni agricole chiedono più fondi, chiarezza sulla gestione e tempi rapidi per gli indennizzi e abbattimenti selettivi

25 Luglio, 2025

La dermatite nodulare contagiosa (Lumpy Skin Disease, LSD) continua a colpire duramente la Sardegna, mentre la circolazione virale nel resto d’Italia resta sotto controllo. Secondo l’ultimo Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario (BENV), aggiornato al 25 luglio, i focolai totali salgono a 37, contro i 27 registrati dal precedente aggiornamento. In Lombardia resta chiuso il singolo focolaio già dichiarato estinto a fine giugno, mentre sull’isola si contano 36 focolai attivi, 33 nella provincia di Nuoro e 3 in quella di Sassari.

Gli animali coinvolti sono attualmente 2.376 capi (contro i 1.735 del 17 luglio), con 216 bovini malati confermati, 36 decessi e oltre 440 abbattimenti effettuati per contenere l’epidemia. La diffusione resta concentrata nelle aree già interessate, ma l’incremento dei casi nelle ultime 72 ore ha sollevato preoccupazioni fra gli allevatori, già gravati dal blocco delle movimentazioni e dalle misure di abbattimento obbligatorie.

Preoccupazione anche nel nord Italia: Valle d’Aosta in sorveglianza per l’avanzata francese

La situazione epidemiologica richiede attenzione non solo in Sardegna ma anche nel nord Italia, a causa della progressione della dermatite nodulare contagiosa in Francia. I focolai francesi sono saliti a 36 al 23 luglio 2025, rispetto ai 26 registrati il 18 luglio, come già riportato nel nostro precedente aggiornamento (Francia, allarme dermatite nodulare contagiosa: salgono a 26 i focolai). Questa crescita ha destato grande preoccupazione nelle regioni di confine, in particolare in Valle d’Aosta e Piemonte, che stanno predisponendo misure di prevenzione straordinarie.

Secondo una nota del Direttore Generale della DGSA Giovanni Filippini, diffusa a seguito della riunione dell’Unità Centrale di Crisi tenutasi il 22 luglio, una porzione del territorio valdostano è già rientrata nella zona di sorveglianza prevista dalla normativa europea. I comuni interessati sono Courmayeur, La Thuile e Pré-Saint-Didier, dove insistono importanti aree di pascolo e un patrimonio bovino di alto valore genetico, in gran parte costituito da razze autoctone, una delle quali a rischio di estinzione.

La Regione Valle d’Aosta istituirà formalmente una zona di sorveglianza e avvierà un programma di monitoraggio capillare. Contestualmente, è stata presentata alla Commissione Europea la richiesta di forniture straordinarie dalla Banca Vaccini Europea, per immunizzare l’intero patrimonio bovino valdostano; nella stima rientreranno con ogni probabilità anche i capi piemontesi destinati all’alpeggio.

Filippini ha precisato che sono stati intensificati i contatti con le autorità sanitarie francesi per ricevere aggiornamenti in tempo reale sull’evoluzione dei focolai e sull’avanzamento della campagna vaccinale, avviata oltralpe il 19 luglio.

Campagna vaccinale a tappeto

La svolta attesa da giorni è arrivata lo scorso, 23 luglio, con la distribuzione alle Aziende sanitarie sarde dei vaccini contro la LSD da parte dell’IZS Sardegna. Le dosi, fornite in flaconi da 50 ml, sono stoccate e distribuite nelle sedi di Sassari, Elmas, Nuoro e Oristano secondo un calendario definito e previo invio del modulo di richiesta da parte dei Servizi veterinari delle AASSLL.

Il vaccino viene somministrato per via sottocutanea con dose unica da 2 ml nella zona del collo e, secondo le indicazioni dell’Istituto, deve essere utilizzato entro la giornata stessa dell’apertura del flacone. L’osservatorio epidemiologico regionale ha stabilito un ordine di priorità per la consegna, proporzionato alla consistenza dei capi risultante dai dati BDN, come da tabella che segue.

L’assessore regionale alla Sanità, Armando Bartolazzi, ha confermato che la campagna sarà condotta in tempi strettissimi, con l’obiettivo di raggiungere rapidamente il massimo numero di capi vaccinati e arrestare la circolazione virale, sfruttando il basso tasso di contagio secondario (circa tre animali contagiati per capo infetto).

Scarica qui i l modulo di richiesta del vaccino per la LSD

La voce delle associazioni di categoria: richieste di ristori immediati e chiarezza sulla gestione

La diffusione della malattia e i danni economici che ne derivano hanno innescato una forte pressione delle associazioni di categoria, che chiedono interventi urgenti e concreti.

Copagri Sardegna riconoscono l’impegno della Regione e l’importanza strategica dell’avvio della campagna vaccinale, ma invocano maggiore chiarezza e condivisione sulle modalità di attuazione delle misure sanitarie. Secondo il presidente Giuseppe Patteri, molti allevatori esprimono forte preoccupazione per gli abbattimenti di capi non positivi, percepiti come arbitrari, in un contesto già gravato da restrizioni pesanti e crescente sfiducia.  “Nelle campagne si rischiano pericolose incomprensioni – ha dichiarato – che potrebbero minare la tenuta socioeconomica di interi territori”. Il direttore Mario Putzolu ha sottolineato la necessità di istituire un tavolo di confronto permanente che consenta di affrontare tempestivamente criticità operative e garantire una gestione condivisa. Ristori congrui, piani di controllo post-vaccinazione, deroghe mirate e la possibilità di riaprire le movimentazioni verso i centri di ingrasso della Penisola sono, secondo Copagri, elementi imprescindibili per garantire la sostenibilità del comparto.

Confagricoltura Sardegna si è espressa positivamente sulla decisione regionale di istituire un’Unità di progetto tecnica e un team veterinario dedicato al monitoraggio costante delle vaccinazioni e degli abbattimenti. Il presidente Stefano Taras ha evidenziato l’impegno della Regione ad anticipare i ristori, riducendo così le tempistiche di pagamento alle aziende colpite, e ha chiesto una campagna di informazione capillare rivolta agli allevatori su contagio, vaccinazioni e modalità di indennizzo.

Coldiretti Sardegna, in una lettera firmata dal presidente Battista Cualbu e dal direttore Luca Saba, ha definito “insostenibile” la situazione sociale nei territori rurali e ha invocato l’immediata dichiarazione dello stato di emergenza. Coldiretti chiede fondi straordinari per i ristori, abbattimenti selettivi, un intervento attivo sui contratti di filiera e maggiore trasparenza su tutte le fasi della gestione dell’epidemia. “Serve un atto urgente e concreto di responsabilità – hanno sottolineato Cualbu e Saba – per evitare che la tensione sociale degeneri e per garantire un futuro a una filiera che rappresenta una leva di sopravvivenza per intere comunità”.

Infine, la CIA Nord Sardegna ha annunciato un seminario informativo per lunedì 28 luglio a Ozieri, con la partecipazione di esperti veterinari e rappresentanti del mondo agricolo. L’obiettivo, come spiegato dal presidente Michele Orecchioni, è fornire informazioni puntuali e rispondere direttamente ai dubbi degli allevatori.

Prospettive e attese

Nonostante l’avvio della campagna vaccinale susciti speranze di un contenimento rapido della malattia, restano irrisolte le questioni economiche e sociali legate alla gestione dell’emergenza. Il successo dell’intervento dipenderà non solo dalla copertura vaccinale, ma anche dalla capacità delle istituzioni di garantire tempestività nei ristori, chiarezza sulle procedure di abbattimento e una comunicazione trasparente che riduca le tensioni in un comparto già duramente provato.

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