Francia, allarme dermatite nodulare contagiosa: salgono a 26 i focolai
Dopo la conferma del primo caso il 29 giugno 2025, il virus si è rapidamente diffuso in Savoia e Alta Savoia. Il governo francese lancia una campagna di vaccinazione e misure straordinarie per contenere l’epidemia mentre il confinante Cantone svizzero di Ginevra corre ai ripari

La preoccupazione per la diffusione della dermatite nodulare contagiosa (o Lumpy Skin Disease – LSD) non sale solo in Italia. Anche in Francia, infatti, il numero di focolai è aumentato rapidamente nelle ultime settimane. Di fronte a questa emergenza sanitaria, il governo francese ha adottato una serie di misure straordinarie per contenere l’epidemia, proteggere il patrimonio zootecnico e tutelare la sovranità alimentare nazionale.
Anche la Svizzera ha reagito prontamente, attivando strategie preventive nel Cantone di Ginevra, vicino ai focolai della Savoia e dell’Alta Savoia, per evitare la diffusione del virus oltre confine.
La situazione in Francia
Dopo la conferma il 29 giugno 2025 del primo caso di dermatite nodulare contagiosa in Francia, e in particolare in Savoia, il numero di focolai ha continuato a salire.
Secondo quanto dichiarato dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare francese, al 16 luglio 2025 sono stati rilevati 26 focolai sul territorio nazionale, distribuiti in due dipartimenti:
- Savoia (17 focolai nel comune di Entrelacs),
- Alta Savoia (9 focolai nei comuni di Rumilly, Massingy, Marigny-Saint-Marcel e Faverges-Seythenex).

Fonte: Bulletin hebdomadaire de veille sanitaire internationale du 16/07/2025.
In considerazione di questa situazione il governo ha deciso di intervenire delinando una strategia a livello nazionale basata sulla prevenzione e sulla vaccinazione, coerentemente a quanto messo in atto lo scorso anno per limitare la diffusione della blue tongue (leggi anche “Blue tongue: il governo francese punta sulla prevenzione“).
Di fronte al rapido aumento dei casi di LSD la Ministra dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Annie Genevard, ha convocato il 16 luglio una riunione straordinaria del Comitato direttivo nazionale per la politica sanitaria animale e vegetale (CNOPSAV), il cosiddetto “Parlamento della salute“, che riunisce le professioni agricole e veterinarie e gli scienziati specializzati in questa malattia.
Le discussioni tra i membri del comitato hanno portato a delineare una strategia per fermare la diffusione del virus e proteggere il patrimonio bovino francese che prevede:
- Abbattimento di tutti gli animali presenti nei focolai per estinguere le fonti del virus, in conformità con gli obblighi europei.
- L’istituzione di zone regolamentate, in cui si applicano misure di restrizione e sorveglianza rafforzate, e in particolare la limitazione degli spostamenti.
- Una campagna di vaccinazione obbligatoria in queste zone regolamentate.
Queste aree regolamentate prevedono una cosiddetta zona di “sorveglianza”, entro un raggio di 50 chilometri dal focolaio, in cui si applicano sia misure preventive (maggiore sorveglianza veterinaria, disinfestazione) che restrizioni, in particolare alla movimentazione dei bovini, volte a impedire la diffusione della malattia ad altre aziende agricole, e una cosiddetta zona di “protezione”, entro un raggio di 20 chilometri dal focolaio, nella quale la movimentazione dei bovini è soggetta a norme più severe e gli allevamenti sono sottoposti a visite veterinarie per monitorare la salute degli animali mediante esame clinico.
La strategia prevede inoltre un supporto completo e personalizzato per gli allevatori colpiti dall’epidemia, che comprenderà non solo dei risarcimenti ma anche un supporto psicologico per affrontare la situazione.
La Ministra Genevard ha quindi annunciato l’inizio della campagna vaccinale. Già dopo la conferma del primo focolaio, il governo si è attivato ordinando alla banca vaccini della Commissione europea dosi sufficienti a coprire tutti gli animali nelle zone regolamentate, che inizieranno ad essere distribuite già dalla prossima settimana.
Ha poi ribadito la piena mobilitazione del governo per fermare la diffusione del virus, proteggere il bestiame nei due dipartimenti della Savoia e in tutto il Paese e preservare la sovranità agricola e alimentare della Francia.
“Siamo in una corsa contro il tempo per eradicare il virus e impedirne la diffusione a tutto il bestiame francese – ha dichiarato in una nota diffusa in questi giorni dal ministero. – Le misure convalidate dal settore zootecnico sulla base delle raccomandazioni delle autorità veterinarie e degli scienziati, per quanto severe, sono essenziali per proteggere il bestiame francese. Sono pienamente impegnata a sostenere gli allevatori di fronte a questa grave malattia emergente. Conosco il loro attaccamento ai loro animali. Per questo motivo lo Stato è al fianco degli allevatori della Savoia e dell’Alta Savoia per fornire loro sostegno, indennizzi e la possibilità di ricostituire rapidamente le loro mandrie”.
La Svizzera vaccinerà preventivamente tutti i bovini nel Cantone di Ginevra e di Vaud per prevenire la diffusione della malattia
Anche la Svizzera, seppure esente per ora da focolai, ha deciso di puntare sulla prevenzione e vaccinare tutti i bovini presenti nel Cantone di Ginevra, incluso per vicinanza geografica nella zona di sorveglianza istituita dalle autorità francesi, e nella regione adiacente della Terre Sainte nel Cantone di Vaud per evitare l’insorgere di focolai sul territorio nazionale.
D’intesa con il Cantone, l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha quindi avviato tutte le procedure necessarie per procurarsi al più presto i vaccini necessari.
L’USAV continuerà inoltre a monitorare attentamente la situazione e, in stretta collaborazione con i servizi veterinari cantonali, adotterà tutte le misure necessarie per prevenire la diffusione della malattia e tutelare la salute degli animali in Svizzera.
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