I latticini aiutano a controllare la glicemia

I risultati emersi da uno studio scientifico che ha preso in esame gli effetti indotti da una dieta vegana ed una latto-vegana sui livelli di glicemia, in due gruppi di individui sani di età compresa tra i 25 e i 50 anni

4 Giugno, 2025

I prodotti lattiero-caseari potrebbero avere un ruolo fondamentale nel controllo glicemico di chi li consuma. E’ quanto emerge da un nuovo studio proposto dall’Università di Reading, in Gran Bretagna, nell’ambito del quale i ricercatori hanno monitorato, per 14 giorni consecutivi, i livelli di glucosio nel sangue di due gruppi di persone che hanno seguito due tipologie di diete differenti esclusivamente per il contenuto o meno di latticini.

Introduzione

Il diabete è patologia metabolica caratterizzata da un eccesso di zuccheri nel sangue causato dall’incapacità dell’organismo di svolgere correttamente il processo di digestione, assimilazione e trasformazione in energia di questi componenti provenienti dagli alimenti. Tale incapacità è legata a difetti nella secrezione o nell’azione dell’insulina, o ad entrambi. La popolazione indiana è la seconda al mondo per incidenza di diabete di tipo 2 (T2D) e di alterata tolleranza al glucosio (IGT), detta anche prediabete, con ripercussioni sanitarie ed economiche preoccupanti. Dato che il modello alimentare predominante in India è vegetariano, con i latticini che contribuiscono per circa il 10% all’apporto energetico giornaliero, è fondamentale approfondire il legame di queste diete con il prediabete o con il diabete (T2D). Studi precedenti hanno già dimostrato che un elevato consumo di latticini è associato a minori rischi di esiti avversi sulla salute cardiometabolica (CMH) – sindrome metabolica, glicemia a digiuno, lipoproteine ​​ad alta densità, pressione sanguigna e indice di massa corporea (BMI) – negli indiani asiatici. Inoltre, i latticini, in particolare lo yogurt bianco, sono inversamente associati all’incidenza del T2D. I potenziali benefici del consumo di latticini e i minori rischi di T2D e di esiti avversi di CMH possono essere spiegati da molteplici meccanismi, tra cui acidi grassi saturi benefici (SFA), acidi grassi a catena corta, calcio, cambiamenti nel microbioma intestinale e amminoacidi insulinotropici. C’è da dire che la maggior parte degli studi include partecipanti che assumono  una dieta onnivora, il che può rendere difficile isolare gli effetti dei soli latticini a causa delle differenze nei profili nutrizionali tra diete onnivore e vegetariane. Dunque, per riuscire a ridurre al minimo il confondimento dietetico, lo studio qui analizzato è stato condotto solamente su persone che assumono diete latto-vegetariane e vegane.

Studio

Lo studio LActo-vegetarian and VegAn Diet on the GLycaemic and MetABoLitE Profiles in Healthy Asian Indians (AVAiLABLE) è stato condotto presso la Madras Diabetes Research Foundation (MDRF) a Chennai, in India, nel 2022. Per un arco temporale di 14 giorni, sono stati esaminati gli effetti dei latticini sui risultati glicemici di un gruppo di persone.  Il campione è stato ottenuto sottoponendo cinquanta partecipanti, uomini e donne tra i 25 e i 50 anni con BMI tra 18,5 e 23,0 kg/m², diversi modelli dietetici e nessuna familiarità al diabete, a un test  di tolleranza al glucosio orale (OGTT), somministrando loro un carico di glucosio di 82,5 g (equivalente a 75 g di glucosio anidro). La concentrazione di glucosio nel sangue venoso è stata misurata 2 ore dopo il carico, ed è stato definita come soglia normale un valore di glucosio <140 mg/dL (7,8 mmol/L).  Sono stati esclusi coloro che presentavano diabete o prediabete, allergie ai latticini, facevano uso di integratori, dieta dimagrante, gravidanza, malattie gravi o condizioni che impedissero l’adesione alla dieta.

In tal modo si sono scelti 30 individui sani, che sono stati suddivisi in due gruppi, e alimentati per 14 giorni con diete isoenergetiche vegane e latto-vegetariane. In particolare, entrambe le diete fornivano circa 2.000 kcal/giorno (8,4 MJ/giorno) ed erano equilibrate per energia, macronutrienti, fibre e zuccheri aggiunti. La dieta latto-vegetariana includeva latticini (ad esempio, tè al latte con zucchero, latte bollito con zucchero, e paneer, un formaggio fresco simile al primo sale), mentre la dieta vegana includeva prodotti non caseari (ad esempio, latte di soia al cioccolato zuccherato, tofu e cagliata di arachidi).

Tutti i partecipanti hanno indossato sensori CGM per 14 giorni per monitorare le concentrazioni di glucosio. Sono state inoltre misurate le caratteristiche antropometriche e biochimiche. Infine, in un sottogruppo di 13 individui, sono stati raccolti campioni di sangue a digiuno e postprandiali nei giorni 1 e 15 per l’analisi metabolomica.

Risultati

I dati CGM raccolti hanno mostrato concentrazioni medie di glucosio più elevate nel gruppo vegano nell’arco dei 14 giorni rispetto al gruppo latto-vegetariano ( p = 0,0399), dopo aggiustamento per età, sesso, indice di massa corporea e concentrazioni basali di glucosio. L’analisi metabolomica dal giorno 1 al giorno 15 ha mostrato un aumento della fenilalanina postprandiale (Phe; p = 0,0189) nel gruppo vegano, probabilmente a causa di un glucosio postprandiale più elevato che induce stress ossidativo. Al contrario, il gruppo latto-vegetariano ha mostrato un aumento dell’acetilcarnitina (C2; p = 0,00704), che potenzialmente offre protezione contro lo stress ossidativo e concentrazioni di glucosio più basse. Questi risultati supportano gli studi precedenti che collegano il consumo di latticini a migliori risultati CMH.

Conclusioni

I dati pilota CGM raccolti ed analizzati suggeriscono che una dieta latto-vegetariana possa offrire un migliore controllo glicemico rispetto ad una vegana, potenzialmente spiegato dai risultati preliminari di metabolomica. Quanto osservato nel gruppo latto-vegetariano può essere parzialmente spiegato dall’azione benefica del C2 e di altri nutrienti bioattivi presenti nei prodotti caseari. Al contrario, le concentrazioni di glucosio più elevate osservate nel gruppo vegano possono essere spiegate da un ipotetico meccanismo in cui il glucosio accumulato induce ROS, portando a una diminuzione dei livelli di BH4, a un’elevata Phe postprandiale e, in ultima analisi, a un’alterata captazione del glucosio. Tuttavia, gli esatti meccanismi molecolari alla base di queste interazioni rimangono poco chiari e meritano ulteriori indagini. Per comprendere a fondo le implicazioni di questi risultati per il controllo glicemico e la salute metabolica sono necessari studi futuri con popolazioni più numerose e diversificate e di durata più lunga

Il presente articolo è liberamente tratto dal lavoro scientifico intitolato “Effects of lacto-vegetarian and vegan diets on glycemic responses and metabolite profiles in healthy adults: A randomized trial using continuous glucose monitoring and targeted metabolomics” pubblicato dalla rivista Clinical Nutrition: DOI: 10.1016/j.clnu.2025.04.018 External Link

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