Il fenomeno dei ladri di riviste: come le riviste indicizzate vengono rilevate da editori discutibili

Editoria predatoria: riviste acquisite, qualità compromessa

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6 Giugno, 2025
IN BREVE
Negli ultimi anni, editori predatori hanno acquisito riviste accademiche indicizzate, spesso in modo poco trasparente, compromettendone qualità, integrità e accesso. Il caso Oxbridge Publishing House rivela strategie ingannevoli, falsi DOI, aumento dei costi per gli autori e modifiche nei contenuti. Queste pratiche minacciano la fiducia nel sistema editoriale e la validità della comunicazione scientifica globale.

Introduzione

Negli ultimi anni, si è registrato un aumento degli acquisti di riviste accademiche da parte di editori sospetti, spesso senza grande pubblicità o discussione pubblica. Queste acquisizioni tendono ad intensificarsi dopo l’uscita di nuove edizioni dei ranking SJR e JCR. I ranking SJR (SCImago Journal Rank) e JCR (Journal Citation Reports) sono due tra i principali strumenti utilizzati per valutare l’impatto e la qualità delle riviste scientifiche a livello internazionale.

Sebbene alcune riviste abbiano reso pubblici i tentativi di acquisto, è probabile che molte altre transazioni siano avvenute senza alcuna trasparenza.

Alcuni tentativi di acquisizione non sono andati a buon fine. Un caso significativo è quello della rivista spagnola Psicológica, il cui direttore ha rifiutato un’offerta di 300.000 dollari da parte di una società con sede a Singapore, interessata ad acquistare circa 100 riviste per poi rivenderle a un grande editore.

Altri editori spagnoli hanno riportato proposte simili, con offerte tra i 250.000 e i 400.000 dollari. Anche la rivista macedone Journal of Chemistry and Chemical Engineering ha ricevuto e reso pubbliche decine di offerte da parte di editori come OAText, MRE Press e altri.

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Figura 1. Esempi di e-mail inviate a redattori di riviste accademiche spagnole. Fornito dalle riviste stesse e riprodotto con permesso. Fonte: Delgado-López Cozar & Martín-Martín (2024)

In molti casi, questi editori sono stati accusati di pratiche predatorie. Alcuni editori, come quelli di Somatechnics e Issues in Educational Research, hanno respinto con forza queste proposte, definendole parte di un’operazione predatoria su larga scala.

Tuttavia, alcune acquisizioni sono andate a buon fine. Un esempio è quello del gruppo canadese Pulsus, acquistato nel 2015 dalla iMedPub, affiliata del controverso OMICS Group, noto per pratiche ingannevoli nei confronti dei ricercatori. Anche OAText, inserito già nel 2014 nella lista di Beall degli editori potenzialmente predatori, ha acquisito diverse riviste promettendo pubblicazioni rapide in cambio di tariffe elevate.

Una delle acquisizioni più discusse riguarda la rivista Tobacco Regulatory Science, che dopo vari passaggi di proprietà, è stata infine gestita da una società malese. In seguito all’acquisizione, il numero di articoli pubblicati è aumentato vertiginosamente e molti di essi non riguardavano più il tabacco. La rivista è stata poi rimossa dagli indici Web of Science e Scopus, e infine il suo sito è stato riconvertito a contenuti legati al gioco d’azzardo. Una dinamica simile ha interessato American Journal of Health Behavior, che, sotto nuova proprietà, ha pubblicato articoli finanziati da Juul Labs, suscitando polemiche.

Anche riviste come PalArch’s Journal of Archaeology of Egypt/Egyptology, Review of International Geographical Education Online e Revista Argentina de Clínica Psicológica sono state acquisite da editori come OAText o Intellectual Edge Consultancy.

Alcuni nuovi editori, come il professor Kittisak Jermsittiparsert, risultano essere coinvolti in casi di ritrattazione di articoli per irregolarità legate all’autorialità. Altre riviste, come European Journal of Philosophy of Religion e Revista de Psicología del Deporte, mostrano nei documenti di pagamento nomi di editori come Oxbridge Publishing House, altra entità collegata a queste pratiche.

Un caso emblematico è quello della rivista Kurdish Studies, il cui intero comitato editoriale ha rassegnato le dimissioni in seguito alla vendita non comunicata della rivista. Il nuovo proprietario, agendo con nomi diversi, è stato accusato di aver compromesso la qualità e l’integrità della rivista, portando alla fondazione di una nuova testata indipendente.

In Spagna, altre riviste come ArtsEduca, Cuadernos de Economía e Human Review sono state acquisite da editori poco noti. In seguito alla vendita di ArtsEduca, l’Universitat Jaume I ha cambiato le proprie regole, vietando la cessione di riviste accademiche supportate dall’ateneo e imponendo il modello open access diamond. Cuadernos de Economía è stata successivamente rimossa da Web of Science per citazioni anomale, mentre Revista de Psicología del Deporte è stata declassata e infine esclusa per scarsa qualità dei contenuti.

Infine, nel 2023 anche tre importanti riviste nel campo della comunicazione – Comunicar, Profesional de la Información e Fonseca – sono state vendute. Comunicar, rivista prestigiosa per l’ambito educativo, ha subito cambiamenti significativi: impossibilità di accedere ai PDF, DOIs non funzionanti e rimozione di contenuti e redattori dal sito. Profesional de la Información è passata da OAText a Oxbridge Publishing House, ma le informazioni sul suo attuale editore sono cambiate ripetutamente, generando confusione. Anche Fonseca è stata coinvolta in dinamiche simili.

Questi casi mostrano come l’acquisizione di riviste da parte di editori predatori stia compromettendo la qualità, la trasparenza e la fiducia nella comunicazione scientifica, con gravi conseguenze per l’integrità accademica.

Pur non essendo l’acquisizione di riviste una pratica di per sé fraudolenta, sta emergendo un rischio sistemico: nuovi attori potrebbero tralasciare la qualità e l’integrità scientifica in favore del guadagno economico, compromettendo il sistema della comunicazione accademica.

Obiettivi dello studio

L’articolo pubblicato su Zenodo nel gennaio 2025, analizza la condotta della Oxbridge Publishing House, un editore recentemente attivo che ha acquisito numerose riviste scientifiche a livello globale. L’indagine valuta se le accuse di comportamenti atipici e potenzialmente irregolari siano supportate dai dati disponibili e se tali pratiche siano contrarie ai principi di buona gestione editoriale. Si risponde a sei quesiti principali riguardanti natura, acquisizioni, e cambiamenti nei processi editoriali post-acquisizione.

In particolare, si è cercato di rispondere alle seguenti domande:

  1. Che cos’è Oxbridge Publishing House e come è collegata ad altre entità coinvolte nelle recenti acquisizioni di riviste accademiche?
  2. Quali riviste sono state finora acquisite da Oxbridge Publishing House e da altre entità collegate?
  3. Come è cambiato il comportamento di queste riviste dopo l’acquisizione?
    a. Cambiamenti nelle tariffe di pubblicazione.
    b. Cambiamenti nei processi di pubblicazione.
    c. Cambiamenti nei team editoriali (editori e comitati editoriali).
    d. Cambiamenti nel volume delle pubblicazioni.
    e. Cambiamenti nelle affiliazioni degli autori.
    f. Cambiamenti nei temi delle pubblicazioni.

Materiali e metodi

La raccolta dati si è basata su:

  • Fonti documentarie (siti web di editori, registri delle imprese in UK e Malesia).
  • Fonti bibliografiche:
    • A livello di rivista: ISSN Portal, Ulrichsweb.
    • A livello di articolo: Crossref (2017–2025), Web of Science, Scopus (3 rilevamenti: marzo e giugno 2024, gennaio 2025).

Che cos’è Oxbridge Publishing House

L’analisi evidenzia che la Oxbridge Publishing House sembra adottare strategie volte a evocare indebitamente prestigio accademico, utilizzando un nome che richiama le università di Oxford e Cambridge, senza alcun legame formale con esse.

Registrata nel Regno Unito solo nel 2022, la casa editrice dichiara falsamente di operare dal 2004 e si presenta come prestigiosa, ma le evidenze suggeriscono un’operazione editoriale opaca, condivisa con altre entità come H&N Publishers UK e Intellectual Edge Consultancy. Queste aziende risultano collegate attraverso indirizzi condivisi, domini web simili, co-direttori e indirizzi email identici.

L’inchiesta documenta anche la presenza di altre entità editoriali registrate allo stesso indirizzo, come PNG Publications, Thinkbiotech, Remittances Review, Versemark Publishers e Wisdom Park Publication, creando una rete di editori apparentemente separati ma gestiti da un ristretto gruppo di individui.

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Figura 2. Società registrate in 62 St. Bernards Road, Solihull, Inghilterra, secondo il servizio Companies House. Consultato il 29 marzo 2024.

Alcuni legami emergono anche con Open Access Text, ma in modo più indiretto. L’insieme di queste connessioni indica la costruzione di una rete editoriale che sfrutta marchi e nomi evocativi per acquisire credibilità, senza trasparenza sulle effettive strutture e finalità.

Analisi delle Somiglianze di Contenuto tra Oxbridge Publishing House e Altri Editori

Una ricerca del testo presente sul sito web di Oxbridge Publishing House utilizzando il motore di ricerca Google ha evidenziato diversi casi di testi che corrispondono a quelli presenti su altri siti di editori. Questo ha permesso di verificare che una porzione significativa del contenuto del sito di Oxbridge è identica a contenuti presenti su altri siti editoriali.

Ad esempio, lo slogan “Since 2024, fostering research, widening reach” è stato trovato sul sito web di Transnational Press London nel 2021, molto prima che Oxbridge Publishing House fosse effettivamente costituita. Un slogan simile, omettendo la parte “Since 2024”, è stato riscontrato anche sui siti web di altri editori, tra cui H&N Publishing House, Wisdom Park Publication e ThinkBioTech.

Questo riutilizzo del contenuto di un altro editore potrebbe spiegare la discrepanza tra la data citata nello slogan e la data effettiva di fondazione di Oxbridge Publishing House.

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Figura 3 . Corrispondenze nel contenuto testuale tra il sito web della casa editrice Oxbridge e altri siti web di editori

Inoltre, paragrafi o frasi parziali presenti nella homepage di Oxbridge Publishing House sono stati trovati sui siti web di editori noti come la Royal Society of Chemistry e BioMed Central. Simili casi di contenuto ripetuto sono stati osservati anche in altre sezioni del sito, come la pagina “Advisory Board” e la pagina “Open Access”, dove il contenuto appariva fortemente simile a quello presente su Transnational Press London e Intellectual Edge Consultancy.

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Figura 4. Somiglianze nella pagina “Informazioni” di Intellectual Edge Consultancy e Transnational Press.

Identificazione delle Modifiche nei Publisher delle Riviste

Inizialmente, si è cercato di identificare i cambiamenti nei publisher delle riviste consultando le dichiarazioni dirette sul sito web delle riviste, che erano considerate la fonte più affidabile. Tuttavia, solo una piccola parte delle riviste (6 su 36) dichiarava esplicitamente il nome del publisher.

A causa della limitata trasparenza sui siti web delle riviste riguardo ai loro publisher attuali, sono stati consultati due database esterni di informazioni sulle riviste: il ISSN Portal e Ulrichsweb. Purtroppo, nessuno di questi database ha fornito conferme significative sui cambiamenti nei publisher delle riviste sotto esame. Tuttavia, alcuni cambiamenti sono stati confermati, come il fatto che Oxbridge Publishing House è stato registrato come il publisher della rivista Revista Comunicar, e JFC Corp è stato identificato come publisher della Review of Diabetic Studies fino al 2023.

I metadati depositati durante la registrazione dei DOI sono un’altra risorsa utile per identificare il publisher di una rivista. Inoltre, le agenzie di registrazione dei DOI, come Crossref, hanno stabilito delle regole per il trasferimento della responsabilità per i titoli e i DOI tra i membri. Sono stati esaminati i metadati pubblici rilasciati annualmente da Crossref dal 2020 per ottenere informazioni sui cambiamenti nei publisher. I dati ottenuti attraverso questo processo  hanno aiutato a confermare alcuni cambiamenti nei publisher delle riviste, ma non tutti i cambiamenti sono stati chiaramente identificati.

La limitata trasparenza sulle informazioni relative ai publisher delle riviste rappresenta un problema significativo. Ciò complica l’identificazione dei momenti esatti in cui le riviste sono state trasferite a nuovi editori e aumenta la probabilità di non rilevare altre riviste acquisite da questi editori. Inoltre, aumenta la possibilità che alcune riviste identificate abbiano successivamente cambiato proprietario senza lasciare tracce di tali cambiamenti nei registri pubblici.

Un esempio di ciò è il caso della rivista Profesional de la Información, che è stata trasferita a Oxbridge all’inizio del 2024, ma i metadati associati ai DOI di questa rivista continuano a riportare come publisher “Ediciones Profesionales de la Información SL”, il publisher precedente, nonostante quest’ultimo continui ad operare indipendentemente da Oxbridge.

In assenza di trasparenza da parte di canali affidabili, la maggior parte delle informazioni che collegano queste riviste a Oxbridge Publishing House o ai suoi editori affiliati proviene dalle dichiarazioni sui siti web dei nuovi editori, dalle dichiarazioni pubbliche di editori o membri del consiglio editoriale delle riviste e dalle fatture pubbliche relative alle tariffe di pubblicazione.

La mancanza di informazioni affidabili e complete sui publisher delle riviste rende questo fenomeno di “trasferimento furtivo” delle riviste particolarmente difficile da tracciare e analizzare in modo accurato.

Riviste collegate alla Oxbridge Publishing House e alla sua rete

Da una panoramica su 36 riviste collegate alla Oxbridge Publishing House e alle sue aziende associate sono state ricavate informazioni sulla posizione delle riviste in vari database di indicizzazione come Web of Science (WoS) e Scopus. Tra le 36 riviste identificate, 17 sono state indicizzate almeno una volta nel WoS, mentre tutte sono state, o sono tuttora, indicizzate in Scopus.

Alcune di queste riviste sono state rimosse da questi database a causa di cambiamenti editoriali e altre problematiche. La maggior parte delle deindicizzazioni è avvenuta nel 2024, poco dopo l’acquisizione da parte di nuovi editori, suggerendo che questi cambiamenti siano legati a una riduzione della qualità delle riviste sotto la nuova gestione.

Inoltre, è stata eseguita un’analisi sui DOI, evidenziando che molte riviste non registrano più DOI, con alcuni DOI considerati “falsi”, poiché non sono registrati presso agenzie ufficiali come Crossref. Questo problema è stato riscontrato principalmente nei documenti pubblicati tra il 2020 e il 2024, periodo coincidente con il cambio di proprietà di queste riviste.

L’analisi ha rivelato che numerosi DOI falsi sono stati propagati su Scopus e WoS, con una maggiore incidenza negli ultimi anni. Tra le riviste coinvolte, alcune hanno un numero significativo di DOI non validi, come “Systematic Reviews in Pharmacy”, che ha contribuito con il maggior numero di DOI falsi su Scopus.

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Figura 5 . Distribuzione di DOI registrati e falsi propagati dalle riviste in analisi a Web of Science e Scopus

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Figura 6 . Distribuzione di DOI registrati e falsi in Scopus per diverse riviste

Cambiamenti nei Paesi di affiliazione degli autori

Per analizzare come sono cambiati i gruppi di autori dopo l’acquisizione delle riviste da parte di nuovi editori, sono stati raccolti dati integrati da Web of Science e Scopus. Sono stati identificati i numeri delle riviste gestiti dai nuovi editori basandosi su dichiarazioni ufficiali e indizi contestuali (come l’uso di DOI falsi). Sono stati poi confrontati i Paesi di affiliazione degli autori in due periodi: prima e dopo il cambio di editore.

Dall’analisi è emerso che molte riviste hanno visto un forte aumento di autori affiliati a istituzioni di Paesi del Medio Oriente, dell’Asia orientale e sud-orientale (es. Cina, Indonesia, Iraq, Malesia, Arabia Saudita, Thailandia), che prima erano scarsamente rappresentati.

Inoltre, in 18 delle 36 riviste analizzate, oltre il 50% degli articoli pubblicati prima della transizione proveniva da autori dello stesso Paese in cui la rivista era nata — si trattava quindi di riviste “nazionali”. Dopo l’acquisizione, questa percentuale è drasticamente calata: ad esempio, la Revista Internacional de Medicina y Ciencias de la Actividad Física y del Deporte è passata dal 90% al 13% di autori nazionali, mentre Comunicar è scesa dal 55% al 45% (su un solo numero disponibile dopo la transizione).

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Figura 7. Confronto dei paesi di affiliazione degli autori in tutte le riviste, prima e dopo il cambio di editore. N rappresenta il numero di documenti.

Cambiamenti nelle tariffe di pubblicazione per gli autori

L’analisi delle tariffe di pubblicazione prima e dopo l’acquisizione delle riviste mostra una forte variabilità nei costi e nei modelli applicati. Alcune riviste hanno introdotto tariffe molto elevate (fino a £5.000), spesso differenziate per area geografica o in base all’indicizzazione. In almeno 16 delle 36 riviste analizzate, inizialmente gratuite, sono state introdotte tariffe dopo il cambio di editore. Altre 11 hanno aumentato i costi già esistenti. Inoltre, sono emerse pratiche poco trasparenti, come costi aggiuntivi per ritiro articoli, elementi extra, o dichiarazioni contraddittorie sul modello open access.

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Figura 8 . Confronto tra le tariffe di pubblicazione dell’autore prima e dopo il cambio di editore

Conclusioni

L’analisi ha evidenziato pratiche editoriali problematiche in un gruppo di riviste recentemente acquisite dalla Oxbridge Publishing House o da entità associate. Sebbene non tutte le riviste abbiano manifestato tutti i problemi, alcune pratiche chiave sono state identificate attraverso un’analisi documentale e quantitativa.

Queste includono una governance opaca tra un insieme di aziende che sembrano essere controllate dalle stesse persone, creando confusione e opacità nella supervisione delle riviste. Inoltre, la relazione tra questa rete e altre entità coinvolte, come Open Access Text e JCFCorp, rimane poco chiara.

Un altro aspetto problematico riguarda l’appropriazione dei contenuti, con la Oxbridge e la sua rete che utilizzano il materiale di altri editori come Transnational Press London, Royal Society of Chemistry e BioMed Central, sollevando dubbi sugli standard etici dell’editore. Inoltre, molte riviste non aggiornano correttamente le informazioni relative alla loro acquisizione da parte di nuovi editori sui loro siti web o su fonti bibliografiche fondamentali, come ISSN Portal o Crossref metadata, ma un’eccezione è la rivista Comunicar, che fornisce una chiara trasparenza in questo ambito.

Un problema particolarmente grave è la gestione errata dei DOI, che include l’uso di DOI falsi, la misappropriazione di quelli esistenti e una generale riduzione della qualità dei metadati, come l’omissione di riferimenti citati in articoli precedentemente pubblicati. Questi errori danneggiano la tracciabilità della ricerca e minano la credibilità del sistema editoriale.

Parallelamente, si è registrato un aumento significativo delle tasse di pubblicazione in molte riviste, che prima non le addebitavano, e un aumento nelle riviste che già le imponevano. Inoltre, molte di queste riviste hanno visto un drammatico aumento delle sottomissioni, provenienti da aree di ricerca diverse da quelle tradizionali, portando a un incremento significativo delle pubblicazioni.

Un altro fenomeno preoccupante è la pubblicazione di articoli che non sono in linea con l’ambito tematico originale delle riviste, evidenziando discrepanze tra gli scopi iniziali e i contenuti pubblicati dopo l’acquisizione da parte di nuovi editori.

Queste pratiche, combinate con l’introduzione sistematica delle tasse di pubblicazione, suggeriscono che l’obiettivo principale dietro l’acquisizione di queste riviste sia la generazione di profitto, spesso a scapito degli standard editoriali.

Questo fenomeno è descritto come “pod journals“, prendendo spunto dal concetto di “pod people” (da Invasion of the Body Snatchers), dove le riviste, pur mantenendo un aspetto simile a quello originale, subiscono una trasformazione opaca che altera le loro pratiche fondamentali.

L’acquisizione da parte di editori discutibili può sembrare legale, ma porta comunque a una modifica sostanziale nella missione della rivista, trasformandola in uno strumento orientato al profitto piuttosto che alla promozione della ricerca accademica.

Questo fenomeno è diverso dalle “hijacked journals”, che comportano l’acquisizione non autorizzata di riviste da parte di attori malintenzionati, in quanto la transizione legale avviene attraverso pratiche discutibili. L’effetto di questa “podificazione” è dannoso a lungo termine, poiché la missione originaria della rivista viene persa, e il risultato è un abbassamento degli standard editoriali, l’introduzione di pratiche non etiche e la perdita di fiducia nella ricerca accademica.

I principali database bibliografici come Web of Science e Scopus hanno tentato di contrastare questo fenomeno, deindicizzando alcune riviste coinvolte, ma questo processo non è stato completamente efficace, con molte riviste che continuano a essere incluse nei ranking, talvolta senza trasparenza sui cambiamenti. I database devono adottare un approccio più proattivo per individuare e rimuovere i DOI falsi e migliorare i sistemi di validazione per evitare ulteriori problematiche simili in futuro.

Il fenomeno delle “pod journals” mette in luce la vulnerabilità delle piccole riviste indipendenti, spesso sottofinanziate, che diventano facili obiettivi per editori predatori. L’acquisizione di queste riviste, pur essendo legale, danneggia gravemente la comunità accademica e mina la diversità bibliografica.

Le istituzioni di ricerca e le politiche accademiche devono prendere misure per proteggere l’integrità della comunicazione scientifica, sostenere le riviste indipendenti e promuovere la trasparenza nelle pratiche editoriali. Solo così sarà possibile garantire la sostenibilità delle iniziative guidate dai ricercatori e preservare la fiducia nei processi di pubblicazione accademica.

Fonte: “Invasion of the journal snatchers: How indexed journals are falling into questionable hands”, Martín-Martín Alberto, Delgado López-Cózar Emilio. 10.5281/zenodo.14766415

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Da leggere - Luglio 2026

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