Il primo European Farmhouse and Artisan Cheese Day: i casari d’Europa fanno rete
Il Cheese Day organizzato da FACE apre la strada all’incontro annuale di ottobre in Croazia

Un primo passo promettente. Così Maria Cristina Crucitti, coordinatrice del gruppo marketing e comunicazione di FACE (Farmhouse and Artisan Cheese & Dairy Producers European Network), descrive il Cheese Day, la giornata-evento del 1° luglio lanciata per la prima volta a livello europeo per valorizzare il lavoro artigianale dei produttori di formaggi a latte crudo.
Un “numero zero” che ha evidenziato partecipazione, entusiasmo e, soprattutto, un senso di comunità che travalica le frontiere. “Certo, alcuni Paesi hanno risposto meglio di altri – spiega Maria Cristina – ma il movimento in generale c’è stato. I produttori italiani, in particolare, sono stati fra i più attivi”. Il risultato è un primo segnale incoraggiante per un progetto che punta a crescere, coinvolgendo sempre più realtà locali in un contesto di respiro europeo.
A guidare l’iniziativa un principio chiave ben sintetizzato nella celebre frase dell’ambientalista David Ross Brower: “Think global, act local”. Un approccio che parte dalle specificità locali per costruire una comunità transnazionale fondata sull’artigianalità, il rispetto per gli animali, la tutela delle tradizioni contadine e la qualità come scelta etica prima ancora che commerciale.
Fra le iniziative più significative emerse durante il Cheese Day spicca quella della delegazione Ucraina, che ha messo in palio una vetrinetta per esporre i formaggi con l’intento di stimolare la partecipazione dei produttori locali. Un gesto semplice ma efficace, che ha acceso un forte senso di appartenenza alla comunità FACE.
In Italia, invece, ha avuto grande seguito l’appello lanciato da Cristina Rainelli, Presidente dell’Associazione Cesare e Casari, che ha invitato i soci a prendere parte alla giornata. Il suo messaggio, molto condiviso e apprezzato, ha riportato l’attenzione sui temi affrontati anche in occasione di Cheese 2023, in particolare sul ruolo e sulle difficoltà dei piccoli produttori “sotto attacco”, stretti tra burocrazia e una visione che fatica a riconoscerli come veri artigiani.
Il Cheese Day, oltre a rappresentare un’importante occasione di visibilità, si è rivelato uno strumento efficace per rinsaldare il legame tra i produttori e ribadire gli obiettivi comuni della rete FACE: ottenere il riconoscimento normativo del valore dei casari agricoli ed educare i consumatori sull’importanza di sostenere le filiere corte, i prodotti etici e i metodi di lavorazione artigianali.
Dopo il successo incoraggiante del primo Cheese Day, l’attenzione si sposta ora verso il prossimo grande appuntamento: il meeting annuale europeo, che si terrà dal 27 al 29 ottobre 2025 a Rovinj, in Croazia. Un evento che da oltre quindici anni rappresenta il cuore pulsante delle attività di FACE, offrendo un’occasione importante per produttori, tecnici, ricercatori e rappresentanti istituzionali di confrontarsi, fare rete e lavorare insieme per il riconoscimento e la tutela del lavoro artigianale nel settore lattiero-caseario.
L’appuntamento di Rovinj prosegue una tradizione iniziata nel 2009 nella regione francese del Rhône-Alpes. Da allora, il meeting è cresciuto di anno in anno, toccando diverse nazioni – dalla Norvegia alla Spagna, dalla Svezia alla Slovenia – portando con sé un format che coniuga scambio tecnico e culturale, visite a caseifici locali, workshop formativi e momenti conviviali. Ogni edizione ha contribuito a rafforzare il legame tra produttori artigianali e a costruire una rete sempre più solida e rappresentativa.
Il programma di quest’anno in Croazia si concentrerà in particolare su un tema strategico: Marketing & Promozione dei prodotti caseari artigianali. Un focus necessario, emerso proprio dal dibattito avviato con il Cheese Day, dove si è evidenziata la necessità di rafforzare la visibilità e la narrazione di questi piccoli produttori, troppo spesso penalizzati dalla burocrazia e da normative che non riconoscono appieno la loro identità artigiana.
Non mancheranno, come da tradizione, le visite ad aziende agricole croate, territorio ricco di biodiversità e cultura gastronomica. Saranno momenti fondamentali per lo scambio diretto di esperienze, accompagnati da sessioni tecniche dedicate a temi come il benessere animale, le fermentazioni spontanee, l’utilizzo del latte crudo e la sostenibilità delle pratiche produttive.
Il meeting di ottobre sarà dunque molto più di un convegno: sarà un’occasione per consolidare quanto costruito, rafforzare le alleanze, tracciare nuove strade. E soprattutto, sarà un passo in più verso un’Europa in cui i piccoli produttori sono valorizzati come custodi di saperi, territori e qualità.

















































































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