Il ruolo delle erbe dei pascoli alpini nella riduzione del metano

Le regioni settentrionali dell’Italia sono caratterizzate da una vasta presenza [...]

vacche-bruna-pascolo
11 Aprile, 2025

Le regioni settentrionali dell’Italia sono caratterizzate da una vasta presenza di prati montani e pascoli alpini, utilizzati durante la transumanza estiva. Questi ecosistemi rappresentano un’importante fonte di biodiversità, offrendo erbe spontanee e piante officinali che costituiscono una risorsa alimentare per i ruminanti al pascolo. Oltre alla produzione di latte e carne, i ruminanti svolgono un ruolo chiave nella conservazione del paesaggio e nella sostenibilità delle aree montane. Durante il pascolo, consumano erbe ricche di composti bioattivi, come tannini e polifenoli, che possono influenzare la digestione e ridurre le emissioni di metano, contribuendo a una maggiore sostenibilità del settore zootecnico.

In quest’ottica, lo scopo del presente studio è stato quello di confrontare in vitro la degradabilità ruminale, l’attività microbica, i prodotti finali delle fermentazioni e il potenziale metanigeno di un fieno di Poaceae comunemente utilizzato in alimentazione (usato come controllo) con 6 diverse erbe officinali tipiche dei pascoli alpini (Alchemilla vulgaris L., Sanguisorba officinalis L., Tanacetum vulgare L., Cicerbita alpina (L.) Wallr., Galium odoratum (L.) Scop., e Sisymbrium officinale (L.) Scop.).

Il fieno di controllo, come le erbe officinali, sono stati sottoposti ad analisi gold-standard per determinarne la composizione di base. Il protocollo di incubazione in vitro usato in un ambiente controllato di laboratorio ha previsto quanto segue:

i) l’uso di 1 grammo di campione pesato in bottiglie da fermentazione, preriscaldate a 39°C;

ii) l’aggiunta di 500 mL di liquido ruminale prelevato da vacche in lattazione e di 100 mL di medium di fermentazione che funge da substrato di proliferazione microbica;

iii) l’incubazione per 24 ore e la registrazione oraria della produzione di gas delle singole bottiglie con moduli AnkomRF GP (Ankom Technology, ®, Macedon, NY, USA).

Al termine dell’incubazione sono stati raccolti campioni di gas per le analisi di composizione dello spazio di testa e campioni di liquido di fermentazione per analizzarne il contenuto di azoto ammoniacale e acidi grassi volatili. A questi dati sono stati affiancati quelli di produzione oraria e totale nelle 24 ore. Inoltre, sono stati stimati parametri, come la produzione di gas e di metano a 24 ore, e l’indice di recupero dell’idrogeno, usando equazioni di predizione presenti in bibliografia.

Le analisi chimiche hanno evidenziato un contenuto elevato di polifenoli nelle erbe alpine rispetto al controllo. Le prove di fermentazione hanno mostrato differenze significative nella produzione di gas e nel profilo degli acidi grassi volatili, mentre il pH e l’azoto ammoniacale non hanno subito variazioni rilevanti. La degradabilità delle erbe è risultata inferiore, probabilmente a causa dell’alta concentrazione di polifenoli, noti per inibire l’attività microbica e la digestione delle fibre.

Le erbe alpine hanno presentato una composizione chimica variabile in base alla loro specie, alle condizioni ambientali e alla fase di maturazione al momento del raccolto. In particolare, le erbe studiate sono state raccolte durante il periodo balsamico, ovvero il momento in cui le sostanze bioattive sono al massimo della loro concentrazione. Tuttavia, questo coincide spesso con una fase avanzata di maturazione, che può ridurre la loro degradabilità ruminale. Un aspetto rilevante emerso dallo studio è che l’attività di alcuni composti bioattivi ha deviato l’idrogeno prodotto durante la fermentazione verso vie metaboliche alternative, come l’acetogenesi, riducendo così la produzione di metano rispetto alle previsioni basate sul profilo degli acidi grassi volatili. Questo fenomeno potrebbe rappresentare un’opportunità per modulare la fermentazione ruminale e limitare le emissioni di gas serra, ma sono necessari ulteriori studi per confermare questi effetti in condizioni in vivo.

In sintesi, le erbe officinali raccolte nel periodo balsamico hanno mostrato una bassa degradabilità ruminale e una ridotta efficienza microbica. Tuttavia, il loro impatto sulla fermentazione sembra favorire la riduzione del metano attraverso percorsi metabolici alternativi, suggerendo potenziali benefici per la mitigazione delle emissioni in sistemi di allevamento sostenibili.

La presente nota è una sintesi dell’articolo: Massaro, S., Amalfitano, N., Andersen, B.H.J., Dallavalle, G., Angeli, A., Nikolić, N., Bailoni, L., Currò, S., Vrhovsek, U., Franciosi, E., & Tagliapietra, F. (2025). “Alpine pasture herbs redirect hydrogen toward alternative sinks, inhibiting methane production: in vitro study”. Italian Journal of Animal Science. https://doi.org/10.1080/1828051X.2025.2465696

L’articolo è stato pubblicato in opzione open access, ossia consultabile e scaricabile gratuitamente all’indirizzo https sopra indicato, e contiene tutta la letteratura citata.

Autore

Selene Massaro sotto la supervisione del

Gruppo editoriale ASPA – Giuseppe Conte, Alberto Stanislao Atzori, Fabio Correddu, Luca Cattaneo, Gabriele Rocchetti, Antonio Natalello, Sara Pegolo, Aristide Maggiolino, Antonella Della Malva, Giulia Gislon, Manuel Scerra.
Image used alone as a linked logo

Da leggere - Luglio 2026

Condividi questa notizia!