Imballaggi, nuove regole europee: cosa cambia per i caseifici

Dal 12 agosto si applicano le prime disposizioni del regolamento Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), a partire dai limiti ai PFAS nei materiali a contatto con gli alimenti. Etichettatura, riciclabilità e contenuto riciclato entreranno invece in vigore gradualmente

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10 Settembre, 2026

Dal 12 agosto 2026 si applicano in tutta l’Unione europea le prime disposizioni del nuovo Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, conosciuto con la sigla PPWR, dall’inglese Packaging and Packaging Waste Regulation. Il provvedimento riguarda l’intero ciclo di vita delle confezioni, dalla loro progettazione fino alla gestione del rifiuto, e interessa direttamente anche i caseifici, che utilizzano materiali diversi per proteggere, conservare e commercializzare i propri prodotti.

Il primo cambiamento riguarda la sicurezza degli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti. Dal 12 agosto non possono più essere immessi sul mercato europeo quelli che contengono PFAS in quantità superiori ai limiti stabiliti dal regolamento. Queste sostanze vengono impiegate soprattutto per rendere i materiali resistenti all’acqua e ai grassi e possono essere presenti in alcune carte, rivestimenti e confezioni alimentari. La loro scarsa biodegradabilità e i possibili rischi per la salute umana hanno portato l’Unione europea a introdurre restrizioni specifiche.

Per i caseifici sarà quindi necessario verificare con i fornitori la conformità dei materiali utilizzati, dalle carte per l’incarto dei formaggi alle vaschette, dai film plastici alle confezioni destinate ai prodotti freschi e porzionati. Questo non significa dover sostituire automaticamente tutti gli imballaggi, ma controllare la documentazione disponibile e accertarsi che anche gli eventuali rivestimenti o trattamenti contro il grasso e l’umidità rispettino i nuovi limiti.

Il regolamento chiarisce inoltre quali soggetti, tra fabbricanti, importatori e aziende che immettono sul mercato prodotti confezionati, sono responsabili degli imballaggi e della loro gestione quando diventano rifiuti. Saranno richieste anche informazioni che consentano di identificare e contattare il fabbricante o l’importatore. Per i caseifici che acquistano confezioni personalizzate, vendono i prodotti con il proprio marchio oppure esportano sarà quindi importante stabilire, insieme ai fornitori e ai consulenti, quali obblighi spettino a ciascun soggetto.

Non tutte le nuove disposizioni entrano però in applicazione nello stesso momento. Dal 2028 è previsto un sistema comune di etichettatura degli imballaggi, che dovrà aiutare il consumatore a riconoscere i materiali e a conferirli correttamente nella raccolta differenziata. Le indicazioni saranno armonizzate a livello europeo, un cambiamento particolarmente rilevante per i caseifici che commercializzano i propri prodotti in più Paesi.

Dal 2030 tutti gli imballaggi dovranno essere progettati in modo da poter essere riciclati. Le confezioni in plastica dovranno inoltre contenere una percentuale minima di materiale riciclato, variabile in base al tipo di imballaggio e all’uso a cui è destinato. Sono previste anche misure per ridurre il peso e il volume delle confezioni, limitare lo spazio vuoto e favorire il riutilizzo in alcuni ambiti.

L’obiettivo è utilizzare soltanto la quantità di materiale necessaria, senza compromettere la funzione della confezione. Nel settore caseario questo equilibrio è particolarmente delicato, perché la riduzione dei materiali non può diminuire la capacità dell’imballaggio di proteggere il formaggio dall’ossigeno, dall’umidità, dalla luce e dalle contaminazioni. Anche la durata commerciale del prodotto deve essere valutata con attenzione: una confezione progettata senza considerare la shelf life potrebbe aumentare gli sprechi alimentari invece di ridurre l’impatto complessivo.

Molte aziende hanno già iniziato a valutare carte, film, vaschette ed etichette, chiedendo ai fornitori la documentazione necessaria per verificarne la conformità e valutando materiali più facilmente riciclabili. In altri casi i caseifici stanno collaborando tra loro oppure con associazioni, consorzi, confezionatori e produttori di imballaggi, in modo da condividere informazioni, sperimentazioni e costi di adeguamento. Un confronto che può risultare particolarmente utile per le realtà di dimensioni minori, che difficilmente possono affrontare da sole prove tecniche e cambiamenti delle confezioni.

Il nuovo regolamento lascia quindi alle aziende il tempo necessario per adeguarsi, ma è utile iniziare fin d’ora a raccogliere la documentazione, confrontarsi con i fornitori e programmare gradualmente i cambiamenti necessari.

 

Autore: Roberta Terrigno

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