Indice prezzi FAO: torna ad aumentare, dopo cinque mesi, grazie a cereali e carne
L’incremento dello 0,9%, rispetto a gennaio, è guidato da cereali, carne e oli vegetali, mentre lattiero-caseari e zucchero continuano a scendere. Grano e orzo registrano aumenti sostenuti da gelate, rischi fitosanitari e domanda internazionale robusta

A febbraio 2026 l’indice dei prezzi FAO ha registrato una media di 125,3 punti, in aumento di 1,1 punti (0,9%) rispetto al livello rivisto di gennaio. Questo incremento, che arriva dopo cinque mesi continui di riduzioni, è legato all’aumento degli indici dei prezzi di cereali, carni e oli vegetali, che hanno più che compensato i cali, proseguiti invece, di prodotti lattiero-caseari e zucchero.
Carne
A febbraio, l’indice dei prezzi della carne ha raggiunto 126,2 punti, in aumento sia rispetto a gennaio (+0,8%) sia all’anno precedente (+8%). L’aumento è stato principalmente trainato dai prezzi della carne bovina e ovina, mentre quelli di suino e pollame sono cresciuti solo marginalmente. La carne ovina ha toccato un massimo storico, spinta dalle limitate esportazioni dall’Oceania e dalla domanda globale stabile. La carne bovina è salita grazie alla forte domanda di Cina e Stati Uniti, che ha sostenuto i prezzi in Australia e Brasile. La carne suina ha registrato lievi aumenti: i prezzi più alti negli USA sono stati bilanciati dalle esportazioni più economiche dal Brasile. Nell’UE, i prezzi sono rimasti stabili dopo il calo di gennaio legato alle festività. La carne di pollame ha avuto solo piccoli aumenti, con l’offerta ampia che ha limitato la crescita dei prezzi.
Prodotti lattiero-caseari
A febbraio, l’indice dei prezzi dei lattiero-caseari è sceso a 119,3 punti, in calo sia rispetto a gennaio (-1,2%) sia all’anno precedente (-19,2%), continuando la tendenza al ribasso iniziata a luglio 2025. Il calo è stato guidato principalmente dai prezzi del formaggio, soprattutto nell’UE, a causa di maggiore disponibilità di latte, minore domanda dai mercati d’esportazione e crescente concorrenza internazionale. Al contrario, i prezzi del latte in polvere (scremato e intero) sono aumentati per la ripresa della domanda da Nord Africa, Medio Oriente e Sud-est asiatico, unita al rallentamento della produzione in Nuova Zelanda. Il burro ha registrato il primo aumento mensile da giugno 2025, sostenuto dalla domanda internazionale e da prospettive di offerta più limitate in Oceania, ma i rialzi sono stati moderati dalle quotazioni più basse nell’UE dovute all’ampia disponibilità di panna.
Cereali
A febbraio, l’Indice FAO dei prezzi dei cereali ha raggiunto 108,6 punti, in leggero aumento rispetto a gennaio (+1,1%) ma ancora inferiore all’anno precedente (-3,5%). L’aumento è stato principalmente guidato dai prezzi del grano, sostenuti da gelate, rischi di malattie invernali in Europa e Stati Uniti, e dalle tensioni nella regione del Mar Nero e in Russia. I prezzi degli altri cereali sono aumentati più moderatamente: il mais è rimasto stabile, l’orzo ha guadagnato terreno grazie alla domanda cinese e nordafricana, e il sorgo è salito per la forte domanda internazionale. Anche il riso ha registrato un leggero aumento (+0,4%), trainato dalle varietà basmati e japonica.



















































































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