L’economia circolare degli alimenti zootecnici, una bella storia di Assalzoo
Nata per trasformare molti dei sottoprodotti alimentari in alimenti per gli animali, l'industria mangimistica è un esempio di economia circolare

Il 28 maggio 2025 nel suggestivo palazzo di Villa Aurelia di Roma, Assalzoo ha voluto celebrare i suoi primi 80 anni di attività invitando i suoi soci, ossia l’industria che produce alimenti per gli animali, Ettore Prandini, presidente della Coldiretti, Massimiliano Giansanti, presidente di Copa e Confagricoltura, e Cristiano Fini, presidente della CIA e alcuni giornalisti.
Ospiti d’onore Paolo De Castro, dell’Università di Bologna, e Patrizio Giacomo La Pietra, delegato del Presidente del Consiglio nonché Sottosegretario di Stato per l’agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste. I lavori sono stati coordinati da Claudia Cartolano, giornalista di Sky TG24.
Molto interessante la storia dell’industria mangimistica raccontata dal presidente ASSALZOO Silvio Ferrari e la fotografia della zootecnia italiana tracciata da Ersilia di Tullio di Nomisma.
Si va ai convegni per ascoltare storie e punti di vista che arricchiscono il patrimonio conoscitivo personale e collettivo o, come nel nostro caso, per meglio orientare l’offerta di contenuti che Ruminantia offre giornalmente a voi lettori.
E’ tipico di questo tempo dell’abbondanza che si faccia fatica a fare incontrare la domanda e l’offerta di idee e soluzioni. In un’epoca in cui la comunicazione si è evoluta in modo esponenziale, soprattutto grazie al digitale si è amplificato a dismisura il dialogo dentro gruppi di potere, cultura, affari e tempo libero, mentre quello tra la cittadinanza e chi ha punti di vista differenti si è arrestato, come se fosse rimasto fermo a prima dell’avvento del mainstream, ovvero del giornalismo e dell’intrattenimento generalista.
L’industria mangimistica, fin da suoi albori, è nata per trasformare molti dei sottoprodotti alimentari in alimenti per gli animali, sia da reddito che da affezione o sport, inaugurando e sostenendo di fatto la cultura tecnica e scientifica della nutrizione animale. Si deve alle reti tecniche e commerciali dell’industria mangimistica e ai piani di assistenza zootecnica (ATZ) voluti dal Sistema Allevatori AIA-APA, unitamente alla stampa specializzata, la diffusione negli allevamenti delle conoscenze e formazione in questo campo.
Un tempo gli allevatori e l’industria di trasformazione avevano un solo dovere: fornire alla gente prodotti del latte e della carne salubri e nutrienti ad un prezzo equo. Oggi però una parte consistente della gente è molto attenta alla propria salute a quella dell’ambiente, e ad evitare la sofferenza degli animali, e ama informarsi leggendo anche le etichette dei prodotti che acquista.
L’industria è molto attenta ad offrire alla gente quello che cerca e pertanto ne segue con particolare attenzione il comportamento d’acquisto. L’Osservatorio Immagino GS-1 monitora costantemente gli acquisti che gli italiani fanno nei punti vendita della GDO, nella convinzione del fatto che le etichette dei prodotti raccontano i consumi degli italiani, e da questo monitoraggio genera report semestrali da cui escono suggerimenti interessanti anche per chi produce cibo per l’uomo. I claim riconducibili all’area sostenibilità ambientale compaiono sulle etichette di 116.950 delle referenze, pari all’84.6% dei prodotti monitorati dall’Osservatorio Immagino GS-1 con un valore di 44.3 miliardi di euro.
L’abbinamento industria mangimistica – allevamento dei ruminanti è da tempi non sospetti un esempio virtuoso e ampiamente dimostrabile di sostenibilità ambientale, perché gli alimenti zootecnici che queste specie animali consumano non sono utilizzabili per l’alimentazione umana e molti sono sottoprodotti dell’industria agroalimentare. Il ruminante compie il prodigio di produrre carne e latte, ossia nutrienti di altissimo valore biologico, partendo da alimenti vegetali che verrebbero scartati e che comunque l’uomo non può digerire.
Durante i festeggiamenti per gli 80 anni di Assalzoo molti di quelli invitati a parlare si sono chiesti cosa fare. A nostro avviso, raccontare alla gente quello che fa l’economia circolare, gestita dall’industria mangimistica in particolare per i ruminanti, sarebbe un passo importante per riavvicinarla all’agricoltura e agli allevamenti.



















































































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