L’effetto dell’integrazione di probiotici sulla qualità della carne di agnello

I risultati di un recente studio che ha avuto come obiettivo l'approfondimento degli effetti generati dalla somministrazione di probiotici su profilo acidico, tenerezza al taglio e composizione dei composti volatili aromatici della carne di agnello

costine-agnello
27 Giugno, 2025

Le innovazioni ad oggi apportate alle produzioni zootecniche rivestono un ruolo fondamentale al fine di assicurare/migliorare gli standard di sicurezza alimentare (Akash et al., 2022), con i produttori che hanno il compito e il dovere di fornire prodotti alimentari di alta qualità (carne, latte, uova, ecc.). Ovviamente, dal punto di vista quanti-qualitativo, diversi sono nell’ambito delle produzioni animali, su cui la ricerca lavora: miglioramento genetico, tecnologie riproduttive, nutrizione e gestione del benessere animale (Hernandez-Patlan et al., 2023). Lo stato di salute ottimale dell’animale è la chiave per una produzione efficiente, poiché solo gli animali sani possono raggiungere il loro pieno potenziale genetico e produttivo. Gli antibiotici svolgono un ruolo importante nel garantire l’efficienza della produzione, in particolare nei sistemi di allevamento intensivo. Secondo Malik et al. (2023), il 73% degli antibiotici viene utilizzato per scopi terapeutici, per prevenire malattie e per promuovere la crescita e la produttività. Tiseo et al. (2020) hanno utilizzato modelli di regressione multivariata basati sui dati delle vendite di antimicrobici in 41 paesi nel 2017 e hanno stimato che le vendite a livello mondiale nel 2030 arriveranno a 104.079 tonnellate (un aumento dell’11,5%). Nel 2017 il consumo medio di antibiotici in suini, polli e bovini ha raggiunto rispettivamente circa 193, 68 e 42 mg/PCU (population correction units).

L’uso diffuso di antimicrobici ha portato a un aumento dei loro residui negli alimenti e nell’ambiente (Arsene et al., 2022), con gravi implicazioni per la salute umana. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), la resistenza antimicrobica (AMR) è una delle dieci principali minacce globali per la salute pubblica (Walsh et al., 2023). Nel 2019, circa 1,27 milioni di decessi nel mondo sono stati attribuibili all’AMR, mentre 4,95 milioni di decessi sono stati associati all’AMR (Murray et al., 2022). Pertanto, l’OMS (2017) ha raccomandato la restrizione dell’uso di tutte le classi di antimicrobici negli animali destinati alla produzione di alimenti per all’alimentazione umana. Sulla base delle raccomandazioni di cui sopra, nell’Unione europea è stata sviluppata e implementata una legislazione che vieta l’uso di antibiotici nei mangimi per animali, come promotori della crescita e misure di prevenzione delle malattie (regolamento UE 2019/6 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2018; regolamento UE 2019/4 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2018; regolamento CE n. 1831/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 settembre 2003). La restrizione o il divieto dell’uso di antibiotici per scopi non veterinari nelle produzioni animali, finalizzati a ridurre la mortalità, migliorare l’efficienza alimentare, i tassi di crescita, le prestazioni riproduttive e la qualità del prodotto, ha spinto il mondo della ricerca a valutare alternative efficaci (Rahman et al., 2022).

Introduzione

I prodotti che possono sostituire gli antibiotici come promotori della crescita includono piante intere, parti di piante e composti derivati dalle piante (fitobiotici, fitogenici, fitochimici), acidificanti, enzimi e probiotici (Rahman et al., 2022). Nel gruppo delle alternative di cui sopra, i probiotici esercitano un effetto diretto sul microbiota intestinale. Gli integratori probiotici sono composti da specie microbiche vive (attive) selezionate che conferiscono benefici per la salute all’ospite quando somministrati in quantità adeguate e regolarmente (Binda et al., 2020). Numerosi microrganismi (batteri, lieviti, funghi) presentano proprietà probiotiche, ma i batteri quali Lactobacillus, Streptococcus, Lactococcus e Bifidobacterium, sono quelli utilizzati più di frequente (Walsh et al., 2023). Le proprietà più importanti dei probiotici includono la capacità di inibire la crescita di molteplici patogeni intestinali, migliorando così le funzioni fisiologiche degli animali e promuovendo la loro salute e produttività. I meccanismi d’azione dei probiotici non sono stati completamente chiariti fino ad oggi, ma quelli principali includono (Anee et al., 2021): (a) prevenire l’adesione di patogeni nel tratto gastrointestinale, (b) produrre composti battericidi e batteriostatici (acidi organici, perossido di idrogeno, batteriocine, defensine, biosurfattanti), (c) la capacità di colonizzare l’intestino e competere efficacemente con i patogeni per i nutrienti, (d) migliorare la barriera epiteliale intestinale, (e) modulare il sistema immunitario. È opportuno sottolineare che la scelta e il dosaggio dei probiotici possono variare a seconda della specie animale e dello scopo dell’applicazione, a causa delle diverse attività dei microrganismi probiotici (Liu et al., 2023a).

Ad oggi, la stragrande maggioranza delle ricerche sull’impiego dei probiotici ha focalizzato l’attenzione sugli effetti sullo stato di salute e sulla produttività degli animali (Arsene et al., 2022).

Lo studio

Un recente studio di Daszkiewicz e collaboratori (2025) ha analizzato gli effetti della somministrazione di probiotici, per un periodo di 30 giorni, ad agnelli sulla qualità della carne. In particolare, agli agnelli è stata somministrata una miscela probiotica contenente ceppi di Lactobacillus plantarum, Bifidobacterium animalis e Lactobacillus raminosus a partire dall’undicesimo giorno di vita.

Nello studio sopraindicato (Daszkiewicz et al., 2025) l’integrazione probiotica non ha avuto alcuna influenza sulla composizione chimica della carne. Nie et al. (2022) hanno riscontrato risultati simili per quanto riguarda i livelli di proteina ed estratto etereo nelle carni di agnelli che ricevevano una miscela di Bacillus licheniformis, B. subtilis e Lactobacillus plantarum, mentre la somministrazione dei probiotici ha portato ad un aumento significativo del contenuto in acqua. A sua volta, Zhang et al. (2023) hanno osservato un aumento del contenuto di grasso intramuscolare (IMF) nella carne di agnelli a cui era stata somministrata una miscela probiotica di L. casei HM-09 e L. plantarum HM-10. In entrambi gli studi (Nie et al. 2022; Zhang et al., 2023) gli autori hanno osservato una diminuzione nell’espressione del gene MYOD1 negli animali integrati con probiotici, ipotizzando come l’integrazione probiotica a lungo termine abbia accelerato la deposizione di IMF, probabilmente inibendo MYOD1 all’inizio della crescita tardiva per promuovere la differenziazione adipogenica dei muscoli scheletrici. Il meccanismo d’azione dei probiotici sul metabolismo lipidico non è stato ancora chiarito. Ulteriori studi sono stati inoltre portati avanti per valutare gli effetti dell’integrazione dei probiotici sul profilo acidico delle carni. Recentemente Liu et al. (2022; 2023b) hanno osservato come l’integrazione alimentare con probiotici può contribuire ad aumentare le concentrazioni di acidi grassi a catena corta nel rumine e a modificare il profilo degli acidi grassi della carne di agnello (Zhang et al., 2023).

Risultati

Ciò è stato osservato anche nello studio di Daszkiewicz et al. (2025), in particolare per quanto riguarda la composizione dei MUFA e il contenuto totale di MUFA. Anche Zhang et al. (2023) hanno osservato degli effetti sul profilo acidico della carne di agnello in seguito all’integrazione di probiotici. In particolare, hanno osservato (Zhang et al., 2023) un aumento dei MUFA (eccetto per C16:1) e PUFA, inclusi i PUFA n-3 e n-6 (eccetto per C18:2 n-6), nelle carni degli agnelli a cui erano stati somministrati probiotici.

Studi recenti (Liu et al., 2022) mostrano come l’integrazione dietetica di probiotici può influenzare anche il flavour e la tenerezza della carne. Liu et al. (2022) hanno osservato come i probiotici possono portare alla variazione della composizione dei composti volatili aromatici (nonanale, undecanale, 1-pentanolo, 1-esanolo e 2,3-ottandione) nella carne di agnello e ad una riduzione dei valori di sforzo al taglio. Anche In altri studi condotti sugli agnelli (Nie et al., 2022; Zhang et al., 2022; Liu et al., 2023b), l’integrazione di probiotici ha portato ad una riduzione dei valori di sforzo al taglio, come nello studio di Daszkiewicz et al. (2025).

Riferimento bibliografico

La presente nota è una sintesi del seguente lavoro scientifico, in cui viene riportata tutta la letteratura citata: Daszkiewicz, T., Micinski, J., Wojcik, R., Tobolski, D., Zwierzchowski, G., Kobzhassarov, T., Ząbek, K., Charkiewicz, K. (2025). The effect of probiotic supplementation in Kamieniec lambs on meat quality. Small Ruminant Research, 244, 107444.

https://doi.org/10.1016/j.smallrumres.2025.107444

 Autori

Gruppo editoriale ASPA – Giuseppe Conte, Alberto Stanislao Atzori, Antonio Natalello, Manuel Scerra, Fabio Correddu, Sara Pegolo, Luca Cattaneo, Gabriele Rocchetti Aristide Maggiolino, Antonella Della Malva, Giulia Gislon.

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Da leggere - Luglio 2026

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