Lettera aperta sul futuro dei formaggi a latte crudo
Riceviamo e pubblichiamo la nota dell'AIDA - Associazione Italiana di Agroecologia, sottoscritta da oltre venti associazioni

L’Associazione Italiana di Agroecologia (AIDA), insieme a WWF, Legambiente, Associazione delle Casare e dei Casari di Azienda Agricola e numerose altre realtà, ha inviato una lettera aperta ai Ministri della Salute, dell’Ambiente e dell’Agricoltura per sollevare preoccupazioni in merito alle nuove misure ministeriali sulla gestione del rischio da Escherichia coli STEC nei formaggi a latte crudo.
I firmatari denunciano come l’allarmismo mediatico e l’impostazione delle linee guida possano compromettere un comparto che custodisce tradizioni secolari, biodiversità microbica e prodotti di alta qualità nutrizionale. La pastorizzazione, sottolineano, non solo distruggerebbe la flora lattica autoctona, ma renderebbe più fragile il latte, privandolo delle sue difese naturali e impoverendone il valore alimentare.
Particolarmente a rischio, secondo la lettera, sono i piccoli produttori delle aree montane, già in condizioni operative difficili, che potrebbero non sopravvivere a nuovi oneri economici e normativi. Una perdita che metterebbe in pericolo non solo l’economia locale, ma anche la cura di territori fragili e a rischio abbandono.
Le associazioni chiedono un approccio più equilibrato e scientificamente fondato: informazione chiara ai consumatori senza allarmismi, valorizzazione in etichetta della dicitura “a latte crudo” come segno di qualità, investimenti in formazione e ricerca su metodi alternativi alla pastorizzazione.
“La sicurezza alimentare va garantita senza cancellare una pratica produttiva che rappresenta un patrimonio culturale, ambientale ed economico per il Paese”, si legge nella lettera, sottoscritta da oltre venti associazioni.
QUI la lettera integrale:
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