Nasce Ninsola, il formaggio alle nocciole che racconta il Piemonte
Un progetto di filiera che unisce allevatori, casari e nocciolicoltori. Il territorio fa squadra per un gusto tutto nuovo

Nel cuore dell’Alta Langa prende forma un progetto che parla di territorio, collaborazione e identità: Ninsola, formaggio alle nocciole presentato durante la 71° edizione della Fiera nazionale della Nocciola di Cortemilia (CN) e prodotto dal Caseificio Ferrero Fulvio di Scalenghe (TO).
Ninsola (che vuol dire nocciola in piemontese) è il risultato di una filiera che lavora insieme—allevatori, casari, nocciolicoltori, maestri tostatori, botteghe e ristoratori—per trasformare due eccellenze locali in un unico prodotto.
Alla guida del progetto i fratelli Ferrero, uno casaro e l’altro chef, che hanno avuto l’intuizione di creare un formaggio che non esisteva ancora, capace di rappresentare sia il caseificio che il territorio.
Per arrivare al risultato finale ci sono voluti un anno e mezzo di lavoro, investimenti e prove continue, con il supporto di tecnologi alimentari e grazie alle analisi sensoriali dell’ONAF.
La ricetta, che sta per essere depositata, nasce dall’unione fra latte, 100% piemontese e nocciola Tonda Gentile delle Langhe IGP, simbolo di eccellenza riconosciuto nel mondo. Le nocciole, macinate e inserite nella pasta, dialogano con l’identità di una toma classica all’esterno. Per contribuire alla qualità del prodotto sono stati coinvolti anche maestri torrefattori, capaci di calibrare le tostature in modo da valorizzare gli aromi senza coprire la dolcezza lattica.

Il progetto si è sviluppato attraverso tavoli condivisi, micro-lotti sperimentali e un costante scambio tra chi produce, trasforma e comunica. Ne è nato un formaggio morbido, dal finale pulito, con note che ricordano il pane tostato e il caramello. Un contributo decisivo arriva dall’intera filiera, in cui ogni attore valorizza al meglio la propria parte.
Il mercato di riferimento sono le botteghe indipendenti, le gastronomie e la ristorazione territoriale. Prima dei volumi, viene l’educazione al gusto: incontri, degustazioni e momenti di condivisione in Langa raccontano un prodotto nuovo, guidando il pubblico all’assaggio.
In Piemonte, ancora una volta, vince il gioco di squadra. Come già accaduto con il Blu di Cuneo, si parte dalla tradizione per innovare, restando fedeli all’identità del territorio e dei suoi prodotti a km0.

















































































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