TEA: via libera decisivo dalla commissione ENVI, aspettando il parere del Parlamento europeo

Il voto della Commissione Ambiente dell’Europarlamento sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT) rappresenta un passo avanti verso nuovi approcci tecnologici alle colture, attraverso lo studio di varietà resistenti, garantendo comunque standard elevati e chiarezza lungo la filiera

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29 Gennaio, 2026

Il 28 gennaio 2026, la Commissione Ambiente dell’Eurocamera ha approvato l’accordo sulle NGT per fornire agli agricoltori e agli allevatori strumenti innovativi contro malattie e siccità, definendo un quadro normativo che distingue le piante basate sull’equivalenza scientifica e aprendo la strada al voto finale in plenaria.

TEA o NGT

La recente approvazione del testo provvisorio sulle NGT, denominate in Italia Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), si propone di dotare i produttori di varietà vegetali capaci di resistere meglio ai parassiti e agli eventi climatici estremi, che oggi influenzano pesantemente le rese, con fluttuazioni comprese tra il 20% e il 49%. Per il comparto delle produzioni animali, tale progresso è altrettanto cruciale, poiché la stabilità e la qualità delle colture destinate alla mangimistica sono i pilastri su cui si fonda l’efficienza dell’intera filiera.

Cisgenesi e mutagenesi: la distinzione tra Categoria 1 e 2

L’elemento centrale del testo alberga nella distinzione tecnica tra due categorie di piante ottenute tramite TEA, basata sulla complessità delle modifiche genetiche apportate. Le piante di Categoria 1 sono quelle che potrebbero essere ottenute naturalmente o attraverso metodi di selezione convenzionale. Per essere considerate tali, esse non devono contenere materiale genetico esterno al pool genico dei costitutori, ovvero l’insieme delle informazioni genetiche disponibili in una specie o in specie affini con cui può incrociarsi. Tecnicamente, queste piante non possono presentare più di 20 modifiche genetiche nel genoma monoploide e sono escluse dalla categoria se presentano tratti di tolleranza agli erbicidi o la produzione di sostanze insetticide note.

Al contrario, le piante di Categoria 2 comprendono tutti gli organismi che presentano modifiche più complesse e rimangono soggette a procedure di autorizzazione più rigorose, simili a quelle per gli OGM, pur beneficiando di alcuni incentivi se presentano tratti favorevoli alla sostenibilità. La normativa definisce con precisione termini come la mutagenesi mirata, che agisce su punti specifici del DNA, e la cisgenesi, che inserisce materiale genetico già presente nel pool genico naturale. Restano invece esclusi da questo quadro facilitato i prodotti ottenuti tramite transgenesi, che prevedono l’inserimento di geni da specie non incrociabili, i quali continueranno a seguire l’iter restrittivo della legislazione OGM classica. Questa classificazione scientifica permette di superare gli approcci ideologici e offre un percorso chiaro per la messa in commercio di sementi innovative.

Il coro delle associazioni di categoria

La solidità di questo percorso legislativo è supportata da decenni di ricerca biotecnologica, con l’Unione Europea che ha investito oltre 3 miliardi di euro in oltre 1000 progetti legati alle strategie di miglioramento vegetale. Le associazioni di categoria hanno accolto il voto con estremo favore, considerandolo una vittoria per il modello produttivo europeo.

Cristiano Fini, presidente di Cia-Agricoltori Italiani, ha dichiarato che le TEA sono una “leva indispensabile contro le malattie delle piante e gli effetti dei cambiamenti climatici”. Parallelamente, Deborah Piovan di Confagricoltura ha sottolineato come questo voto aiuti ad “aumentare la competitività del settore primario europeo, che oggi sconta un ritardo rispetto ad altri Paesi”.

Anche dal mondo delle cooperative e dei giovani agricoltori giungono pareri positivi. Tommaso Battista, presidente di Copagri, ha definito le TEA una “svolta storica per la sostenibilità”, promettendo di utilizzare “minori quantità di carburanti, fertilizzanti e agrofarmaci”. Le organizzazioni Coldiretti e Filiera Italia hanno evidenziato che l’intesa consente di “tutelare la biodiversità dell’agricoltura italiana”, aumentando l’efficienza. Un punto rilevante sollevato da CopaCogeca riguarda il rischio di restare “fanalino di coda” a livello internazionale se il processo dovesse subire ulteriori rallentamenti. Questo consenso diffuso tra gli operatori riflette l’urgenza di tradurre la ricerca scientifica in soluzioni pratiche e accessibili per le aziende agricole.

Verso l’adozione finale: sfide e opportunità future

Il percorso verso l’operatività del regolamento prevede ora il voto finale della plenaria del Parlamento europeo, fissato per il 27 aprile 2026, seguito dall’adozione formale del Consiglio. Una volta a regime, le NGT offriranno opportunità senza precedenti per la sicurezza alimentare globale e l’autonomia strategica dell’Unione. Tuttavia, restano irrisolti alcuni interrogativi, tra cui la gestione della proprietà intellettuale. Il testo prevede infatti la creazione di un Codice di condotta UE sui brevetti entro 18 mesi, per evitare concentrazioni di mercato e assicurare agli agricoltori un accesso equo alle sementi.

Inoltre, per quanto riguarda l’agricoltura biologica, l’uso delle TEA rimane per ora vietato per preservare la fiducia dei consumatori, sebbene la normativa preveda un monitoraggio costante e future valutazioni sull’impatto del settore. La Commissione dovrà monitorare attentamente gli impatti ambientali, economici e sociali delle piante di Categoria 2, tramite piani di monitoraggio specifici.

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