PAC: semplificazioni e sostegno potenziato, le novità per gli agricoltori

Il Parlamento europeo ha approvato definitivamente il pacchetto di semplificazione della PAC definito Omnibus III, che prevede l'aumento dei sussidi fino a 75.000 € per le piccole aziende e introduce il principio del “once only” per i controlli in loco, garantendo maggiore flessibilità

PAC
17 Dicembre, 2025

Martedì 16 dicembre il Parlamento europeo ha approvato l’aggiornamento di alcune norme ambientali della Politica Agricola Comune (PAC) per ridurre la burocrazia e potenziare il supporto economico agli agricoltori, approvando sussidi fino a 75.000 € per le piccole aziende e introducendo un unico controllo ufficiale in loco all’anno.

La normativa aggiornata era già concordata con il Consiglio il 10 novembre 2025 in via provvisoria (leggi anche “Omnibus III, Consiglio e Parlamento UE raggiungono accordo su pacchetto semplificazione PAC“) con l’approvazione delle misure del pacchetto omnibus proposte dalla Commissione a maggio 2025 (leggi anche “Presentato il terzo “pacchetto semplificazioni” per la PAC“) con alcune modifiche.

Il contesto

L’agricoltura, in particolare il settore dell’allevamento europeo, si trova di fronte a sfide crescenti, che spaziano dalla necessità di rispettare standard ambientali rigorosi alla pressione sui costi di produzione. Per rispondere a queste esigenze, i deputati del Parlamento europeo (PE) hanno dato il via libera definitivo all’aggiornamento di alcune norme della Politica Agricola Comune (PAC).

Questo voto, avvenuto con ampio consenso (629 voti favorevoli), è cruciale per chi lavora nel settore primario. L’intervento legislativo, infatti, nasce dalla necessità di rendere i pagamenti, i requisiti e gli strumenti di gestione delle crisi più semplici da gestire. Secondo le stime della Commissione UE, questa seconda proposta di revisione della politica agricola, presentata il 14 maggio 2025, potrebbe far risparmiare agli agricoltori europei fino a 1,58 miliardi di euro all’anno in oneri amministrativi. Si tratta di un passo verso “regole più chiare, meno burocrazia e pagamenti su cui poter contare”, come auspicato dal relatore André Rodrigues.

Riduzione della burocrazia e flessibilità ambientale

La semplificazione normativa è un elemento centrale della revisione PAC, pensata appositamente per alleggerire il carico amministrativo sulle aziende zootecniche e agricole. Un cambiamento fondamentale riguarda le ispezioni: il PE ha approvato l’applicazione del principio del once only”. In termini pratici, questo significa che un agricoltore o un allevatore non potrà essere sottoposto a più di un controllo ufficiale in loco nell’arco dello stesso anno.

A questa riduzione dei controlli si aggiunge una maggiore flessibilità nell’adempimento dei requisiti ambientali, noti come “buone condizioni agronomiche e ambientali (BCAA)”. Per evitare il compito oneroso e laborioso di arare i campi, le nuove norme stabiliscono che i terreni classificati come seminativi al 1° gennaio 2026 manterranno tale classificazione anche se non vengono arati, lavorati o riseminati. Un beneficio diretto per gli allevamenti che integrano la produzione di mangimi è la semplificazione per chi aderisce al biologico: gli agricoltori certificati come biologici saranno considerati automaticamente conformi ai requisiti BCAA per le parti delle loro aziende che sono già biologiche o in fase di conversione.

Il sostegno finanziario potenziato

Oltre alla semplificazione burocratica, la revisione PAC offre un sostegno economico potenziato, cruciale per la sopravvivenza e lo sviluppo delle piccole realtà zootecniche. I colegislatori hanno concordato di alzare i limiti massimi per i sussidi destinati alle piccole aziende agricole. Inizialmente, la Commissione aveva proposto un sostegno finanziario annuo fino a 2.500 euro e un pagamento una tantum per lo sviluppo dell’attività fino a 50.000 euro. Le nuove soglie approvate dal PE prevedono invece un sostegno finanziario annuo fino a 3.000 euro e un nuovo pagamento una tantum per lo sviluppo dell’attività, che raggiunge 75.000 euro.

Idee e prospettive

Sebbene l’accordo provvisorio sulla PAC debba essere ancora formalmente adottato dal Consiglio prima di entrare in vigore, l’aumento del sostegno finanziario per lo sviluppo, che può arrivare a 75.000 euro per le piccole aziende, offre opportunità concrete per investire in modernizzazione e sostenibilità.

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