Repubblica di San Marino: cooperazione, qualità e territorio per una filiera agroalimentare autentica e sostenibile

San Marino: cooperazione agricola vincente e filiera sostenibile

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2 Aprile, 2025

Una realtà agricola strutturata, dove la cooperazione è vincente 

San Marino, la più antica Repubblica del mondo con oltre 1700 anni di indipendenza, edificata sul monte Titano, è spesso associata alle sue torri medievali e alle vedute panoramiche. Tuttavia, oltre a queste immagini iconiche, esiste una realtà meno conosciuta ma profondamente radicata nel cuore del Paese: una filiera agroalimentare autentica e sostenibile, custodita con passione da chi ama questa terra.

Con una popolazione di 35 mila abitanti complessivi fra residenti e soggiornanti ed una superficie di appena 61 km², San Marino vive soprattutto di turismo e dei servizi bancari e finanziari. Ma poco si conosce delle sue risorse territoriali, della vita delle cooperative agricole che sono la spina dorsale del paesaggio di cui i turisti godono. 

L’agricoltura sammarinese è caratterizzata da aziende agricole di medie e piccole dimensioni: le 5 Cooperative e i 2 Consorzi si occupano del conferimento, della trasformazione e la commercializzazione dei prodotti, evidenziando l’importanza della filiera primaria nella produzione di cibo. 

Al centro della filiera agroalimentare sammarinese, si trova il Consorzio Terra di San Marino, nato nel 2003 con l’obiettivo di tutelare e valorizzare i prodotti locali, a partire proprio dalla filiera primaria.

I soci del Consorzio Terra di San Marino sono tutte le Cooperative agricole del territorio; ad esse si aggiungono le associazioni di categoria e lo Stato:

  • l’Associazione Sammarinese Produttori Agricoli,
  • la Cooperativa Allevatori Sammarinesi,
  • la Cooperativa Ammasso Prodotti Agricoli,
  • la Cooperativa Olivicoltori Sammarinesi,
  • il Consorzio Vini Tipici,
  • la Cooperativa Apicoltori Sammarinesi,
  • l’Eccellentissima Camera.

Ne faceva parte anche la Cooperativa Agricola Latte Sammarinese, che però ha cessato l’attività nell’ottobre del 2023, dopo alterne vicende:: nazionalizzata nel 1970 e poi trasformata in azienda autonoma di Stato, è stata venduta nel 2014 ai produttori sammarinesi. Per diversi anni una cordata di industriali della Repubblica ha provato a salvare la Centrale del Latte con sostanziosi investimenti per la sostituzione totale di impianti e impiantistica, ma alla fine non si è riusciti nell’intento e si ci è arresi alla chiusura. 

Le attuali realtà cooperative gestiscono circa 2.500 ettari di terreno coltivato, promuovendo un’agricoltura sostenibile e attenta alla biodiversità. L’importanza delle cooperative è sancita dal recepimento della legge 174 sulla cooperazione, integrata poi da regolamenti locali che garantiscono la protezione del territorio e incentivi per agricoltori e allevatori.

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Un esempio concreto di impegno per l’ambiente è il Bioparco Apistico, nato grazie alla Cooperativa Apicoltori Sammarinesi con lo scopo di conservare la biodiversità locale, garantendo la sopravvivenza di specie vegetali autoctone e promuovendo la qualità ambientale attraverso l’installazione di arnie negli allevamenti.

Il Consorzio ci è stato raccontato della Presidente del Consorzio, Aida Maria Adele Selva, figura di rilievo nella Repubblica di San Marino, con un profilo che abbraccia sia l’ambito politico che quello agricolo. Agronoma, ha lavorato come insegnante, per dedicarsi poi stabilmente alla vita politica della Repubblica con ruoli importanti. Con una personalità vulcanica, Aida si impegna attivamente per promuovere le eccellenze enogastronomiche sammarinesi e per instaurare relazioni istituzionali con autorità italiane e internazionali. 

Sotto la sua guida il Consorzio è impegnato in una serie di progetti, fra cui la biennale Fiera Agricola e l’Accademia Contadina che organizza corsi e incontri per riscoprire antiche tradizioni agricole, come la potatura dell’olivo e la produzione di oli essenziali.

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Museo della Civiltà Contadina

Uno degli elementi chiave della qualità garantita dal Consorzio sono i disciplinari – volontari-  adottati per regolamentare la produzione. Pur non essendo parte dell’Unione europea, San Marino ha scelto infatti di adottare norme rigorose per tutelare l’autenticità e l’eccellenza dei propri prodotti. I disciplinari volontari prevedono controlli severi, con un sistema di verifica che può portare all’ammonimento o al ritiro del logo in caso di non conformità.

Oltre che per la massima qualità, i disciplinari sono stati studiati affinché fossero vicini al lavoro quotidiano dei produttori e raccontassero storia e tradizione peculiari. 

Un esempio di disciplinare rigido è quello della Carne Bovina Terra di San Marino che prevede un ristallo di 9 mesi prima della macellazione (derogabile solo in caso di carenza di carne sul territorio, eventualità mai verificatasi).

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