Siccità in Francia, cambiano temporaneamente i disciplinari di tre formaggi AOP
Le deroghe, limitate nel tempo, riguardano l’alimentazione delle bovine destinate alla produzione di Abondance, Beaufort e Comté

La siccità che ha colpito la Francia durante l’estate ha ridotto la disponibilità di erba e reso più difficile, in alcune aree, rispettare le regole previste dai disciplinari delle produzioni a denominazione di origine. Per consentire agli allevatori di affrontare questa situazione, il governo francese ha autorizzato alcune modifiche temporanee per le AOP Abondance, Beaufort e Comté.
I tre provvedimenti, adottati il 21 agosto e pubblicati il 26 agosto sul Journal officiel, intervengono sulle modalità di alimentazione delle bovine. Non cambiano invece le regole relative alla produzione e alla stagionatura dei formaggi.
Come spiega l’Institut National de l’Origine et de la qualité (INAO), l’ente pubblico francese responsabile delle denominazioni di origine e degli altri marchi ufficiali di qualità, la modifica temporanea di un disciplinare è una possibilità prevista dalla normativa francese ed europea in presenza di circostanze eccezionali. Può riguardare, per esempio, la durata del pascolo, l’origine dei foraggi o altri aspetti dell’alimentazione degli animali.
Le richieste vengono presentate dagli organismi di difesa e gestione delle singole denominazioni e valutate dai comitati competenti dell’INAO. Le modifiche devono riguardare punti precisi del disciplinare, avere una durata limitata e non compromettere le caratteristiche fondamentali e il livello qualitativo del prodotto.
Per l’Abondance, nel 2026 la quota minima di erba pascolata nella razione estiva scende dal 50 al 15%. La durata minima annuale del pascolo passa inoltre da 150 a 120 giorni. Fino alla messa all’erba del 2027, e comunque non oltre il 31 maggio, potrà aumentare anche la quantità di alimenti e foraggi secchi provenienti dall’esterno dell’area geografica. La quota di alimentazione esterna potrà arrivare al 50% della sostanza secca consumata annualmente dal bestiame, mentre i foraggi secchi acquistati fuori zona potranno coprire fino al 70% del fabbisogno annuale.
Anche per il Beaufort viene ridotta temporaneamente la quota minima di fieno e pascolo che deve provenire dall’area geografica, dal 75 al 50%. La misura si applica dal 27 luglio 2026 fino alla messa all’erba del 2027, al più tardi entro il 31 maggio. Durante il periodo di pascolo, fino al 31 ottobre 2026, la razione di base potrà essere costituita non soltanto da erba pascolata, ma anche da fieno. Aumenta inoltre la quantità massima di alimenti complementari ammessa, che potrà raggiungere i quattro chilogrammi al giorno per bovina in lattazione, sia in alpeggio sia negli altri pascoli. Tra gli alimenti utilizzabili viene compresa anche l’erba medica disidratata in pellet.
Più circoscritta la modifica prevista per il Comté. Dal 1° agosto al 31 ottobre 2026 viene sospeso l’obbligo secondo il quale il mais verde destinato all’alimentazione delle bovine deve essere prodotto interamente nell’azienda agricola. Gli allevatori potranno quindi approvvigionarsi anche all’esterno dell’azienda.
Le deroghe non significano che tutti i produttori debbano modificare le proprie pratiche. Rappresentano una possibilità concessa alle aziende che, a causa della mancanza di erba e foraggi, non riescono a rispettare alcune disposizioni ordinarie dei disciplinari.
Abondance, Beaufort e Comté non sono le sole produzioni coinvolte. L’INAO ha approvato o sta valutando modifiche temporanee anche per altri formaggi, tra i quali Bleu d’Auvergne, Bleu du Vercors-Sassenage, Cantal, Fourme d’Ambert, Reblochon e Rocamadour. L’elenco comprende inoltre vini, sidri, prodotti ortofrutticoli e carni tutelati da denominazioni di origine, indicazioni geografiche o Label Rouge.
Le misure rispondono a una situazione che l’INAO definisce di siccità storica. Allo stesso tempo, le filiere stanno lavorando a strategie di adattamento di più lungo periodo, dalla gestione delle scorte di foraggio all’evoluzione delle pratiche di allevamento, con l’obiettivo di affrontare gli eventi climatici estremi limitando il ricorso alle deroghe.


















































































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