UE: nuove norme per proteggere gli agricoltori dalle pratiche commerciali sleali
L'accordo prevede una stretta per contrastare le pratiche commerciali sleali transfrontaliere nella filiera agroalimentare. L'obiettivo è velocizzare lo scambio di informazioni tra paesi UE, tutelare gli agricoltori comunitari e garantire autonomia agli Stati membri

Giovedì 12 febbraio, il Parlamento europeo ha adottato nuove misure per proteggere gli agricoltori europei dalle pratiche commerciali sleali degli acquirenti di prodotti agricoli.
Con un voto unanime (555 voti favorevoli, nessun voto contrario e 26 astensioni), i deputati hanno dato il via libera definitivo a un nuovo regolamento che obbliga le autorità nazionali a cooperare in materia di pratiche commerciali sleali, con l’obiettivo di garantire che gli agricoltori ricevano un’equa remunerazione per il proprio lavoro. I casi di pratiche commerciali sleali transfrontaliere che danneggiano gli agricoltori e i piccoli imprenditori agricoli saranno quindi prevenuti, indagati e puniti.
Già lo scorso aprile il consiglio UE aveva approvato il mandato negoziale e lo scorso luglio è stata la volta della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, che aveva approvato il regolamento, seppur con qualche richiesta di modifica. La proposta della Commissione europea risaliva al dicembre 2024.
Contro le pratiche commerciali sleali transfrontaliere
Per rafforzare la tutela degli agricoltori, la nuova legislazione consentirà agli Stati membri di intervenire automaticamente e porre fine alle pratiche commerciali sleali transfrontaliere di propria iniziativa, senza bisogno di un reclamo da parte di un produttore. Questo nuovo sistema replicherà il regime di protezione delle indicazioni geografiche nel mercato unico.
Un po’ di contesto
La direttiva sulle pratiche commerciali sleali, adottata nel 2019, vuole proteggere gli agricoltori da pratiche come i ritardi di pagamento o gli annullamenti con breve preavviso quando vendono i loro prodotti a grandi supermercati e aziende di trasformazione alimentare. Tuttavia, poiché circa il 20% dei prodotti agricoli e alimentari consumati nell’Ue proviene da un altro Stato membro, il nuovo regolamento sulla cooperazione transfrontaliera prova a migliorare la cooperazione tra queste autorità nei casi di pratiche commerciali sleali in cui fornitori e acquirenti si trovano in Stati membri diversi.
Un occhio agli acquirenti fuori UE
Per impedire agli operatori di eludere la legge trasferendosi al di fuori dell’UE, le nuove norme si propongono di proteggere i produttori dalle pratiche commerciali sleali degli acquirenti (ad esempio, grandi distributori, catene di supermercati, grossisti e intermediari commerciali) extra-UE. Gli acquirenti registrati al di fuori dell’UE dovranno designare una persona di contatto responsabile per l’UE nel caso in cui venga aperta un’indagine nei loro confronti. Questa persona sarà il punto di contatto principale per le autorità di controllo e sarà tenuta a facilitare le indagini sulle pratiche commerciali sleali.
Scambio transfrontaliero di informazioni
Il regolamento consente alle autorità nazionali di controllo di informarsi reciprocamente sulle pratiche commerciali sleali o sul rischio che si verifichino, attraverso il sistema di informazione del mercato interno, un sistema informatico dell’UE già esistente finalizzato allo scambio di informazioni tra le pubbliche amministrazioni di diversi Stati membri. Questo scambio ha lo scopo di avere un effetto deterrente e garantirà risposte rapide e coordinate per contrastare le pratiche commerciali sleali.
Il relatore Stefano Bonaccini ha dichiarato: “Abbiamo trasformato quello che avrebbe potuto essere un semplice documento amministrativo in un potente atto di giustizia economica e sociale. Stiamo quindi inviando un messaggio chiaro: gli agricoltori non saranno più costretti a sottomettersi alle richieste e ai comportamenti ingiusti dei grandi acquirenti e commercianti. Oggi l’Europa sta dimostrando di saper ascoltare e agire. Siamo al fianco di chi ha più bisogno di sostegno, rafforzando le tutele per i piccoli produttori e garantendo una filiera agroalimentare equa, trasparente e libera dallo sfruttamento”.
Prossimi step
Le nuove norme devono ora essere adottate dal Consiglio dell’Ue. Si applicheranno 18 mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE.


















































































GDPR Compliant