Valle d’Aosta: nasce il Distretto del cibo della Fontina DOP

Con la proposta prende forma un modello di sviluppo integrato che punta su investimenti, innovazione e coordinamento territoriale

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11 Febbraio, 2026

È stato presentato in Valle d’Aosta il progetto per la costituzione del primo Distretto del cibo dedicato alla filiera della Fontina DOP, confermando il ruolo centrale del formaggio simbolo del territorio nel disegno di sviluppo agroalimentare locale. L’iniziativa è stata illustrata ai sindaci valdostani nel corso dell’assemblea del Consorzio degli Enti Locali della Valle d’Aosta (CPEL), dove i rappresentanti istituzionali e gli operatori hanno discusso l’iter di accreditamento al registro nazionale dei distretti del cibo istituiti dal Ministero dell’Agricoltura. 

I Distretti del cibo sono uno strumento normativo italiano introdotto nel 2017 con l’obiettivo di favorire lo sviluppo locale integrato delle filiere agroalimentari, connettendo imprese agricole, trasformatori, enti pubblici, associazioni di categoria, centri di ricerca e operatori turistici in un progetto di rete riconosciuto a livello regionale e nazionale. Nel modello dei Distretti la dimensione territoriale e le relazioni tra soggetti economici e istituzionali diventano leve per potenziare innovazione, sostenibilità, promozione e accesso alle risorse pubbliche. 

La scelta di costruire il Distretto attorno alla filiera della Fontina conferma come questa DOP rappresenti l’eccellenza lattiero-casearia della regione con una produzione concentrata su piccole e medie imprese familiari che lavorano un latte legato a sistemi di allevamento di alpeggio. La filiera della Fontina ha una forte rilevanza economica e identitaria, intrecciando prodotto, paesaggio e pratiche di gestione dei pascoli in un contesto montano che da sempre caratterizza l’agricoltura valdostana. 

L’accordo presentato prevede che, una volta ottenuta l’iscrizione nel registro nazionale, il Distretto del cibo della Fontina DOP potrà accedere alle opportunità di finanziamento previste per questa tipologia di aggregazioni territoriali. Il vantaggio principale è la possibilità per i produttori di presentare progetti congiunti volti all’innovazione tecnologica, all’efficientamento energetico, alla logistica di filiera e alla promozione sui mercati, nonché alla formazione e alla ricerca applicata. Secondo quanto illustrato, progetti compresi nei piani di Distretto potrebbero aspirare a finanziamenti pubblici con contributi significativi per investimenti in zone di montagna. 

Un altro aspetto evidenziato nella presentazione è il potenziale della filiera della Fontina DOP come capofila per ulteriori progetti di Distretto che interessino altri prodotti dell’agroalimentare valdostano. In questo senso, l’esperienza in corso potrebbe fungere da piattaforma per mettere in rete realtà produttive diverse, dalla zootecnia ad altri formaggi, passando per vino, miele e altre eccellenze locali, all’interno di un disegno integrato che rafforzi l’intero sistema produttivo della regione. 

La creazione del Distretto rappresenta per la Valle d’Aosta un nuovo strumento di programmazione economica e di governance territoriale in campo agricolo, con l’ambizione di coniugare qualità certificata dei prodotti, tutela del paesaggio alpino e sviluppo locale sostenibile.

Autore: Roberta Terrigno

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