Vendite e uso di antimicrobici in Europa: ecco cosa emerge dal rapporto di sorveglianza 2024
Il secondo rapporto ESUAvet dell’EMA fotografa un’Europa più trasparente grazie ai nuovi dati d’uso per specie, ma segna anche un aumento del 5,1% delle vendite.

L’EMA (Agenzia Europea per i Medicinali) raccoglie e analizza i dati inviati dai Paesi dell’UE e dello SEE e pubblica ogni anno le relazioni ESUAvet, che monitorano le vendite e l’uso di antimicrobici in medicina veterinaria.
Il primo rapporto, pubblicato il 31 marzo 2025, ha presentato i dati relativi al 2023, offrendo una prima panoramica sulla distribuzione e l’uso degli antimicrobici negli animali.
Il 9 dicembre 2025 l’EMA ha pubblicato il secondo rapporto, aggiornando le informazioni con i dati del 2024 e permettendo di osservare le tendenze recenti, le variazioni tra Paesi e specie e i progressi verso gli obiettivi europei di riduzione dell’uso di antimicrobici negli animali da allevamento e in acquacoltura.
Il passaggio alla raccolta di dati d’uso a livello di specie rappresenta un progresso significativo nella comprensione dell’esposizione agli antimicrobici negli animali. I dati su vendite e uso sono complementari ma differenti: i dati sulle vendite descrivono il volume di antimicrobici immessi sul mercato, e sono stati a lungo utilizzati come proxy del consumo, ma non indicano in quale specie il prodotto sia stato effettivamente impiegato quando è autorizzato per più specie. La raccolta di dati d’uso per specie e categorie animali permetterà di colmare questo limite informativo.
Volume delle vendite di antimicrobici (VMP) nel 2024
La definizione di antimicrobico nella legislazione sui medicinali veterinari comprende antibiotici, antivirali, antifungini e antiprotozoari. Le sostanze antimicrobiche contenute nei medicinali veterinari che rientrano nell’ambito obbligatorio sono tutte dotate di attività antibiotica e sono presenti in prodotti formulati per uso sistemico, intramammario e intrauterino. Le vendite complessive nell’UE nel 2024 di medicinali veterinari antimicrobici rientranti nell’ambito obbligatorio sono state pari a 4.402,8 tonnellate. Questo ambito comprende gli stessi antimicrobici inclusi nel progetto ESVAC.
La maggior parte dei Paesi (26 su 29) ha riportato una copertura tra il 98% e il 100% per i dati di vendita nell’ambito obbligatorio. Inoltre, 17 Paesi hanno fornito anche dati sulle vendite nell’ambito volontario (52,5 tonnellate), comprendente antibatterici per uso topico, antiprotozoari, antifungini e anti-infettivi. Tra questi Paesi, 10 hanno indicato una copertura elevata (tra il 90% e il 100%), mentre 7 hanno riportato una copertura incompleta o sconosciuta. Nel 2024, i grossisti sono rimasti la fonte di dati più utilizzata.
I risultati presentati nel rapporto si concentrano sui dati di vendita all’interno dell’ambito obbligatorio. L’indicatore principale per le vendite ESUAvet, aggiustate per la popolazione animale, è espresso in mg/kg di biomassa animale.
Le vendite di medicinali veterinari antimicrobici dell’ambito obbligatorio (cioè antibatterici) destinati agli animali da produzione alimentare hanno rappresentato il 98,5% di tutte le vendite riportate in tonnellate. È stata osservata una differenza significativa tra i Paesi con le vendite più alte e più basse, variando da 1,8 mg/kg a 112,9 mg/kg, mentre il valore aggregato per l’UE è stato di 46,1 mg/kg. Rispetto al 2023, le vendite nell’UE per gli animali da produzione alimentare sono aumentate del 5,1%, mentre la biomassa stimata dell’UE è rimasta pressoché invariata. Bovini, suini e polli hanno continuato a rappresentare la maggior parte della biomassa stimata degli animali da produzione alimentare nell’UE.
Penicilline e tetracicline sono rimaste le classi antimicrobiche più vendute nell’UE nel 2024, seguite dai macrolidi. Complessivamente, queste tre classi hanno rappresentato il 65,5% delle vendite di medicinali veterinari antimicrobici per animali da produzione alimentare. In generale, i modelli di vendita hanno mostrato variazioni rilevanti tra i 27 Paesi dell’UE, anche quando stratificati per categoria AMEG. A livello UE, il 67,6% delle vendite totali per animali da produzione alimentare corrispondeva a sostanze appartenenti alla categoria D (prudenza), il 26,4% alla categoria C (cautela) e il 6,0% alla categoria B (restrizione). A livello dei singoli Paesi, gli antimicrobici AMEG B — cefalosporine di 3ª e 4ª generazione, fluorochinoloni, altri chinoloni e polimixine — hanno rappresentato percentuali comprese tra 0,03% e 15,9% delle vendite totali, con 7 Paesi che hanno registrato proporzioni superiori al 10%.
Delle vendite aggregate per animali da produzione alimentare, l’86,0% corrispondeva a forme farmaceutiche utilizzate prevalentemente per il trattamento di gruppo, una proporzione simile a quella osservata nel 2023. Tra queste forme, le vendite di premix sono diminuite, mentre quelle di soluzioni orali sono aumentate.
Le vendite di medicinali veterinari antimicrobici autorizzati esclusivamente per altri animali allevati o detenuti (principalmente animali da compagnia, soprattutto cani e gatti) nell’ambito obbligatorio hanno rappresentato l’1,5% di tutte le vendite riportate in tonnellate. Sono state osservate differenze rilevanti tra i Paesi con le vendite più alte e più basse, variando da 10,6 mg/kg a 107,3 mg/kg, mentre il valore aggregato per l’UE è stato di 34,3 mg/kg, con una diminuzione dell’8,2% rispetto al 2023. Le compresse sono state la forma farmaceutica più venduta, rappresentando il 91,5% delle vendite totali per altri animali allevati o detenuti.
La classe antimicrobica più venduta per questi animali nel 2024 è stata quella delle penicilline (48,4% delle vendite complessive), seguite da cefalosporine di 1ª e 2ª generazione (16,9%) e dai derivati dell’imidazolo (12,9%). Per categoria AMEG, il 71,5% delle vendite nell’UE per questi animali corrispondeva a sostanze appartenenti alla categoria C (cautela), principalmente per l’uso di penicilline associate a inibitori delle beta-lattamasi. Le sostanze delle categorie D (prudenza) e B (restrizione) hanno rappresentato rispettivamente il 25,8% e il 2,5% delle vendite. A livello nazionale, gli antimicrobici AMEG B hanno rappresentato dallo 0,1% all’8,0% delle vendite totali. Queste proporzioni sono rimaste sostanzialmente in linea con quelle osservate nel 2023.
Obiettivo UE di riduzione delle vendite di antimicrobici
La Commissione Europea ha fissato obiettivi nell’ambito delle azioni contro la resistenza agli antimicrobici, incluso un traguardo ambizioso volto a ridurre del 50% le vendite complessive di antimicrobici per animali da allevamento e acquacoltura entro il 2030, prendendo il 2018 come anno di riferimento.
Il valore di riferimento del 2018 (stabilito utilizzando i dati e la metodologia ESVAC) per le vendite complessive di medicinali veterinari antimicrobici nell’UE è pari a 118,3 mg/PCU, fissando così l’obiettivo per il 2030 a 59,2 mg/PCU.
Nel 2024, le vendite aggregate nell’UE sono state di 89,6 mg/PCU, corrispondenti a una riduzione del 24,3% rispetto al 2018. Tuttavia, il 2024 ha segnato il secondo anno consecutivo di aumento delle vendite, dopo il valore più basso registrato nel 2022.
Uso di antimicrobici negli animali
Per il secondo anno, i Paesi hanno trasmesso all’Agenzia Europea per i Medicinali dati sull’uso di antimicrobici in bovini, suini, polli e tacchini, relativi al 2024. Come nel 2023, i veterinari sono rimasti la principale fonte dei dati di uso, principalmente attraverso registrazioni in ambulatorio, sebbene siano stati utilizzati anche altri strumenti come registri dei trattamenti e prescrizioni.
Tutti e 29 i Paesi hanno riportato l’uso di medicinali veterinari antimicrobici rientranti nell’ambito obbligatorio per almeno una di queste specie, mentre 14 Paesi hanno fornito dati anche nell’ambito volontario. Tuttavia, non tutti i Paesi sono stati in grado di riportare i dati obbligatori per categoria di specie animale come richiesto dalla legislazione, e persistono differenze nella copertura e nella accuratezza dei dati tra specie e Paesi.
I Paesi UE che hanno riportato dati di uso con almeno il 90% di copertura (benchmark concordato per questo rapporto) rappresentano:
- il 23% della biomassa stimata dei bovini (8 Paesi),
- il 51% della biomassa suina (11 Paesi),
- il 34% della biomassa dei polli (12 Paesi),
- il 35% della biomassa dei tacchini (14 Paesi).
Data la variabilità nella completezza e dettaglio dei dati di uso riportati per il 2024, non sono presentate aggregazioni a livello UE in questo rapporto, per evitare interpretazioni o confronti fuorvianti tra settori animali basati su dati con copertura e accuratezza variabili. Sono necessari sforzi continui per migliorare la qualità dei dati, al fine di consentire una reportistica quantitativa coerente, inclusi i trend, in tutti i Paesi e a livello UE.
Nei Paesi con copertura ≥90%, l’analisi dei dati di uso a livello di specie (espressi come percentuale di tonnellate utilizzate) ha mostrato che tetracicline e penicilline erano tra le classi antimicrobiche più utilizzate in bovini, suini, polli e tacchini. Tuttavia, sono state osservate variazioni significative sia tra specie sia tra Paesi.
L’uso per forma farmaceutica differiva tra le specie:
- nei bovini, i prodotti iniettabili erano i più utilizzati,
- nei suini, le forme orali (soprattutto soluzioni orali e premix) predominavano,
- nei polli e tacchini, le soluzioni orali erano le più usate.
Sebbene questa analisi sia stata condotta a livello di specie, future analisi per categoria animale probabilmente evidenzieranno ulteriori pattern. Queste osservazioni indicano già differenze peculiari per specie e Paese.



















































































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