Virtual fencing: il pascolo senza recinzioni convince anche la ricerca
Un nuovo studio dell'Università di Göttingen evidenzia che i confini virtuali vengono rispettati come quelli tradizionali e non modificano in modo significativo il comportamento degli animali

Da anni seguiamo con interesse lo sviluppo di un innovativo sistema di pascolamento basato sul cosiddetto virtual fencing, ovvero la recinzione virtuale. Questa tecnologia consente di delimitare aree di pascolo senza l’impiego di recinzioni fisiche, grazie a un’applicazione che interagisce con gli animali tramite collari GPS. Attraverso il sistema, è possibile definire e modificare i confini del pascolo in modo semplice e dinamico, migliorando la gestione degli animali e offrendo una soluzione più flessibile e sostenibile per l’allevamento.
Negli ultimi anni sono stati condotti numerosi studi, molti dei quali ancora in corso, con l’obiettivo di valutare l’efficacia del sistema e di approfondirne gli effetti sul benessere e sul comportamento degli animali. I risultati finora disponibili delineano un quadro ampiamente positivo, evidenziando benefici significativi dalla gestione del pascolamento al benessere animale.
Tra i più recenti è stato presentato proprio in questi giorni, quello dell’Università di Göttingen, nella Bassa Sassonia, in Germania, i cui risultati, pubblicati sulla rivista Animals, dimostrano che questo tipo di recinzioni inducono nei bovini comportamenti simili, in termini di spostamenti nel campo, a quelli tenuti in presenza delle tradizionali recinzioni elettriche. Risultati che confermano il potenziale di questa tecnologia, incoraggiando a proseguire nello sviluppo e nel perfezionamento di questi sistemi e contribuendo, sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, a ridimensionare le preoccupazioni più frequentemente sollevate in merito al benessere animale.
Lo studio tedesco
Le precedenti sperimentazioni avevano già evidenziato l’assenza di differenze significative nel comportamento dei bovini gestiti con recinzioni virtuali rispetto a quelli allevati con recinzioni tradizionali. Proprio per confermare e approfondire questi risultati, i ricercatori dell’Università di Göttingen hanno deciso di indagare ulteriormente questo aspetto.
Per verificare se la vicinanza al confine di pascolo potesse influenzare il comportamento degli animali, hanno analizzato i dati GPS di 31 bovini, suddividendo il pascolo in due aree distinte: una fascia periferica, in prossimità della recinzione, e una zona centrale. In questo modo è stato possibile confrontare i modelli di movimento e di utilizzo dello spazio nelle diverse aree.
I risultati
Dallo studio condotto è emerso che il fattore determinante non era la tipologia di recinzione, bensì la presenza del confine stesso, indipendentemente dal fatto che fosse fisico o virtuale. In entrambi i casi, gli animali frequentavano meno le aree periferiche, si spostavano con maggiore lentezza in prossimità del limite del pascolo e tendevano a concentrarsi nelle zone centrali. Inoltre, l’impiego delle recinzioni virtuali ha favorito una distribuzione più omogenea dei bovini sull’intera superficie pascoliva.
Nel presentare la ricerca, lo scorso 6 luglio ad Alt Madlitz, nel Brandeburgo, la dottoressa Natascha Grinnell, autrice principale dello studio e ricercatrice presso l’Istituto di Scienze dei Pascoli dell’Università di Göttingen, ha dichiarato:
“I nostri risultati dimostrano che non è il tipo di recinzione a essere il fattore determinante, bensì la percezione che gli animali hanno del confine del pascolo. Le recinzioni virtuali vengono rispettate dal bestiame con la stessa affidabilità delle recinzioni elettriche convenzionali e non presentano problematiche sostanziali in termini di benessere animale. Questo apre nuove opportunità per gli agricoltori di gestire il pascolo in modo moderno e flessibile.”
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