Dermatite nodulare contagiosa: in Sardegna al via la campagna vaccinale. Confermate deroghe e sorveglianza straordinaria
Salgono a 27 i focolai confermati in Italia, tutti in Sardegna i 26 attualmente attivi. In arrivo i vaccini per un intervento a tappeto. La DGSA introduce deroghe per le movimentazioni da vita e autorizza la sorveglianza delegabile ai liberi professionisti

A distanza di otto giorni dal precedente aggiornamento, la dermatite nodulare contagiosa (LSD) continua a interessare principalmente la Sardegna, con un aumento del numero complessivo di focolai confermati.
Secondo l’ultimo Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario (BENV), ad oggi i focolai totali in Italia salgono a 27, di cui uno in Lombardia, già dichiarato estinto il 28 giugno, e 26 attivi tra le province di Nuoro (23) e Sassari (3).
Gli animali coinvolti sono attualmente 1.735, con 166 bovini malati confermati, 27 decessi e 427 capi abbattuti per le necessarie misure di contenimento. Nonostante l’aumento dei numeri, la circolazione virale sembra sotto controllo e resta confinata alle zone già interessate.

Vaccini in arrivo in Sardegna: campagna a tappeto dall’inizio della prossima settimana
Un aggiornamento rilevante arriva dalla Regione Sardegna in queste ore. L’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi ha annunciato che il vaccino, giunto in Italia dal Sudafrica, sarà trasferito nei prossimi giorni nell’isola e distribuito alle Asl per l’avvio immediato di una campagna vaccinale a tappeto, prevista a partire dai primi giorni della prossima settimana.
L’intervento segue le indicazioni del Centro di referenza di Teramo e gli accordi fra Ministero e Commissione europea, in attesa del decreto sul piano vaccinale, il cui via libera è atteso a breve.
Secondo l’assessore, la malattia presenta un basso grado di diffusione, con una media di circa tre contagi per animale infetto, circostanza che alimenta la speranza di interrompere rapidamente la circolazione virale grazie alla vaccinazione massiva. Restano tuttavia confermati gli abbattimenti obbligatori dei capi presenti nelle aree-focolaio, in applicazione del Regolamento europeo, misura definita “il male minore” per evitare il blocco totale della movimentazione dei bovini nell’isola.
Deroghe per la movimentazione dei bovini da vita
Con un nuovo dispositivo dirigenziale del 10 luglio, la Direzione Generale della Sanità Animale (DGSA) ha riformulato l’articolo 4 del provvedimento del 3 luglio, stabilendo le condizioni per autorizzare movimentazioni di bovini da vita nelle zone soggette a restrizione.
Le movimentazioni sono ammesse solo previa valutazione del rischio e nel rispetto del Regolamento (UE) 2020/687, che prevede:
- visita clinica favorevole per tutti i bovini costituenti la partita;
- test PCR negativo su tutti gli animali interessati;
- misure di mitigazione del rischio durante il trasporto.
In casi eccezionali e per giustificati motivi di benessere animale, l’autorità competente può autorizzare movimentazioni in deroga alle medesime condizioni. Il dispositivo è direttamente applicabile e cesserà di avere efficacia con la scadenza delle zone di restrizione.
Sorveglianza delegabile ai liberi professionisti
Sempre il 10 luglio u.s., la DGSA ha emanato un ulteriore dispositivo che autorizza Regioni e Province autonome a delegare ai medici veterinari non ufficiali alcune attività di sorveglianza epidemiologica.
La misura, adottata in risposta a una richiesta urgente del Coordinamento Interregionale della Prevenzione, mira a supportare le autorità locali nella gestione dell’emergenza e riguarda in particolare:
- campionamenti,
- indagini epidemiologiche preliminari,
- misure di controllo in caso di conferma della malattia.
Anche questo provvedimento sarà valido fino alla scadenza delle zone di restrizione previste dalla Decisione di esecuzione (UE) 2025/1318, attualmente fissata al 10 agosto 2025.
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