Ennesima bufera Bovaer: ecco cosa sta accadendo in Danimarca

In Danimarca numerosi allevatori lamentano effetti collaterali nell'uso di Bovaer, chiedendo un time-out. Ma dai pareri scientifici non risulta dannoso per i bovini né preclude il consumo umano di latte e carne

bovaer
12 Novembre, 2025

Da ottobre 2025, circa 1.400 mandrie in Danimarca (su un totale di 2.000) hanno iniziato a utilizzare l’additivo Bovaer®, che, implementato nella formula mangimistica, riduce le emissioni di metano. Da allora svariati allevatori hanno denunciato problemi di salute nei bovini. Tra questi, letargia, calo della produzione di latte, problemi al rumine, aborti e, in alcuni casi, la morte degli animali.

La notizia è stata riportata da molte riviste sia a livello nazionale che internazionale, in modo più o meno corretto. Avendo parlato in diversi articoli di questo additivo, abbiamo quindi deciso di fare un pò di chiarezza su questa vicenda.

Un pò di contesto

Con un uso del suolo agricolo pari a quasi il 66% del territorio nazionale e 13 milioni di bovini (al 2022), in Danimarca le emissioni di metano prodotte dai ruminanti attraverso il processo di fermentazione enterica rappresentano una delle principali fonti di gas serra.

Per affrontare il problema, il parlamento danese ha approvato una legge sul clima nel novembre 2024, che introduce una tassa sulle emissioni di metano degli allevamenti. La legge entrerà in vigore nel 2030 e prevede una tassa iniziale di 300 corone danesi (circa 43 dollari) per tonnellata di anidride carbonica equivalente, che nel 2035 aumenterà a 750 corone danesi (circa 106 dollari). Per mitigare l’impatto economico sugli allevatori, è previsto uno sconto fiscale del 60%, che può aumentare se si adottano misure attive per ridurre le emissioni.

Al contempo, dal 1° gennaio 2025, con un decreto esecutivo relativo all’uso volontario supplementare di mangimi a basso tenore di metano, atto a incoraggiare la riduzione delle emissioni di metano, tutti gli allevatori convenzionali con più di 50 vacche sono tenuti a ridurre le emissioni di metano modificando l’alimentazione del bestiame. Le opzioni consentite prevedono un aumento del contenuto di grassi nella dieta per tutto l’anno o, in alternativa, l’impiego di un additivo riduttore di metano, come il Bovaer® 10, al mangime per 80 giorni all’anno. L’uso dell’additivo non rappresenta perciò un obbligo, come suggerito da alcune testate giornalistiche, ma essendo l’unico additivo con funzione metano-riduttore attualmente presente sul mercato locale, è stato ampiamente adottato.

In precedenza

La redazione di Ruminantia già in passato si è occupata delle vicende del Bovaer® 10, trattando la bufera mediatica che coinvolse il Regno Unito e, in un articolo dal titolo “Sulla sicurezza e l’efficacia del Bovaer”, affrontando l’impatto della disinformazione e della neofobia sulle tecnologie, prendendo a esempio il caso dell’additivo zootecnico. Inoltre, recentemente l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza ha presentato i risultati di una sperimentazione condotta presso il CERZOO, l’azienda sperimentale dell’università, sugli effetti dell’additivo Bovaer (3-NOP), non rilevando sostanziali alterazioni a livello metabolico, né nella produzione di latte.

Cos’è il Bovaer®?

Il Bovaer (principio attivo 3-nitroossipropanolo o 3-NOP) è un additivo per mangimi sviluppato da dsm-firmenich, progettato per ridurre significativamente le emissioni di metano enterico nei ruminanti. Il suo utilizzo è stato incentivato in Danimarca nel quadro di politiche climatiche volte a ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura.

Le segnalazioni degli allevatori danesi

Tuttavia, l’implementazione su larga scala iniziata verso ottobre, ha scatenato un’intensa controversia. Dall’inizio delle segnalazioni, molti allevatori, contravvenendo alle indicazioni sul corretto utilizzo, hanno arbitrariamente ridotto il dosaggio a circa la metà per mitigare gli effetti da loro osservati. È importante sottolineare che, per quanto spiacevoli, l’occorrenza degli eventi di per sé non rappresenta una prova sufficiente. Proprio per non incorrere in una falsa correlazione causa-effetto, e per comprendere meglio la dinamica, queste segnalazioni hanno portato a indagini ufficiali da parte dell’Amministrazione Danese per gli Alimenti e la Veterinaria (DFVA) avviando una raccolta dati tra allevatori, consulenti e veterinari. L’Università di Aarhus è stata incaricata di condurre un’indagine approfondita, che include l’analisi di campioni biologici prelevati dagli allevamenti interessati.

Nel frattempo, in UK

I recenti eventi in Danimarca si sommano a quanto accaduto tempo fa nel Regno Unito dove l’annuncio di una sperimentazione da parte della cooperativa Arla Foods su 30 aziende agricole ha generato una forte reazione nei social media, caratterizzata da proteste (come versare latte negli scarichi), minacce di boicottaggio, alimentata da preoccupazioni sulla sicurezza alimentare e da campagne di disinformazione, che collegano falsamente il prodotto a Bill Gates e a teorie del complotto.

Il Bovaer® è stato collegato a teorie cospirazioniste riguardo un presunto “piano di spopolamento”. Queste affermazioni si basano su un’errata interpretazione di una lettera della FDA statunitense, che menzionava rischi di infertilità maschile come precauzione per chi maneggia il prodotto puro, non come effetto del consumo di prodotti derivati.

La Posizione delle Associazioni di Categoria

La Danish Dairy Farmers’ Association ha dichiarato di essere “fondamentalmente contraria alla somministrazione di prodotti chimici alle vacche da latte”, ma di aver rispettato l’obbligo di legge a condizione che i costi fossero compensati e che non vi fossero problemi di salute per gli animali. Di fronte alle crescenti segnalazioni, l’associazione ha richiesto una moratoria (“timeout”) sull’uso dell’additivo e un’indagine approfondita.

Valutazione scientifica e approvazione regolamentare (EFSA)

Il parere scientifico dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), pubblicato nel settembre 2021, è il punto di riferimento per l’approvazione del Bovaer nell’UE. L’analisi ha valutato la sicurezza per gli animali, i consumatori, gli utilizzatori e l’ambiente, oltre alla sua efficacia. Di seguito, ne riassumiamo i punti chiave.

Sicurezza per le specie bersaglio

L’additivo è sicuro per le vacche da latte al livello massimo raccomandato (100 mg 3-NOP/kg di sostanza secca). Tuttavia, non è stato possibile stabilire un margine di sicurezza, impedendo di estendere la conclusione ad altre specie di ruminanti.

Sicurezza per il consumatore

L’uso del Bovaer non desta preoccupazioni per la sicurezza del consumatore. Il consumatore è esposto al metabolita NOPA (acido 3-nitroossipropionico), non al 3-NOP, in concentrazioni molto basse. Il NOPA non è risultato genotossico.

Sicurezza per l’utilizzatore

Il principio attivo 3-NOP può essere dannoso se inalato. È irritante per la pelle e gli occhi, ma non è un sensibilizzante cutaneo. Poiché la genotossicità del 3-NOP non è completamente chiarita, l’esposizione per inalazione rappresenta un rischio aggiuntivo per l’operatore.

Sicurezza per l’ambiente

L’uso dell’additivo non desta preoccupazioni per l’ambiente, poiché viene quasi interamente metabolizzato dall’animale e non viene escreto.

Efficacia

L’additivo è efficace nel ridurre la produzione di metano enterico nelle vacche da latte alla dose di 60 mg 3-NOP/kg di sostanza secca. La conclusione è estendibile a tutti gli altri ruminanti da latte e da riproduzione.

In breve

Il 3-NOP viene rapidamente e quasi completamente degradato nel rumine in 1,3-propandiolo, CO2 e nitrati, prima di raggiungere l’intestino. Questo metabolismo rapido impedisce un’esposizione sistemica dell’animale al principio attivo. I test sul principio attivo 3-NOP hanno dato risultati positivi in alcuni test in vitro, negativi in altri. L’EFSA ha concluso che “il potenziale genotossico del 3-NOP non può essere escluso”. Tuttavia, il principale metabolita a cui è esposto il consumatore, il NOPA, è stato giudicato non genotossico. Studi su animali da laboratorio hanno mostrato tossicità testicolare nei ratti esposti ad alte dosi di 3-NOP. Ulteriori studi hanno indicato che il NOPA è responsabile di tale effetto, ma che la tossicità è specifica per i ratti e non è stata osservata in altre specie come cani o primati non umani. Vale la pena ricordare come un parziale effetto negativo su topi da laboratorio non indica causalmente un effetto anche su altre specie animali, tra cui l’essere umano e i bovini, dove risulta assente, come suffragato dalle evidenze di EFSA, FSA e dalla letteratura scientifica.

L’EFSA ha concluso che l’additivo è efficace e non rappresenta un rischio per i consumatori, poiché il suo principio attivo viene metabolizzato rapidamente e non è presente in latte e carne. Tuttavia, ha evidenziato potenziali rischi per gli operatori che lo maneggiano, in caso di inalazione.

La posizione del produttore

Dsm-firmenich, l’azienda che ha sviluppato e produce Bovaer, difende fermamente il suo prodotto, forte dei test condotti per oltre 15 anni e supportati dalla letteratura scientifica e dall’adozione da parte di migliaia di allevatori in 25 paesi per più di tre anni, oltre che dall’approvazione per l’uso in 70 paesi, inclusi UE, USA e Svizzera. L’azienda dichiara inoltre di collaborare con le organizzazioni danesi per indagare a fondo tutte le preoccupazioni sollevate.

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