Romagna casearia: i formaggi da podio che fanno conoscere anche questo aspetto della terra famosa per la sua riviera
Romagna Terre, Fosse Brandinelli e Granarolo, pluripremiati al World Cheese Awards, guidano la nuova stagione casearia romagnola

La Romagna non è da sempre associata alla tradizione dei grandi formaggi italiani. Il suo patrimonio caseario tradizionale comprende formaggi freschi come lo Squacquerone di Romagna DOP, a pasta molle, e le forme affinate nelle antiche “fosse” di Sogliano al Rubicone (FC), che evocano un tempo rurale e artigianale ma non una vocazione casearia consolidata, come per la vicina Emilia e il suo Re dei formaggi, il Parmigiano Reggiano DOP. Eppure, negli ultimi anni, nel cuore della Riviera e delle colline romagnole qualcosa è cambiato: piccoli e medi produttori hanno iniziato a competere con successo in contesti globali e la Romagna sta emergendo come zona fresca e creativa nella produzione del formaggio di qualità.
Il palcoscenico di riferimento – i World Cheese Awards 2025, tenutisi a Berna – ha mostrato numeri che raccontano bene la qualità italiana: 5.244 formaggi in concorso, 46 paesi, 265 giudici internazionali e un totale di 376 medaglie portate a casa dall’Italia. Nel dettaglio: 12 Super Gold, 61 Gold, 126 Silver e 177 Bronze. È un risultato che colloca il Paese ai vertici mondiali e dentro il quale anche la Romagna trova oggi un ruolo che fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile.
Tra queste, un ruolo centrale lo ha avuto Fosse Brandinelli, con sede a Sogliano. Il caseificio ha conquistato una prestigiosa Super Gold con il suo Cremoso, un pecorino portato a maturazione per nove mesi, di cui gli ultimi tre nelle fosse di origine malatestiana in condizioni anaerobiche. Un risultato che colloca questo prodotto fra i dodici migliori formaggi italiani dell’intera competizione e che migliora il già eccellente piazzamento dell’anno precedente. Oltre alla Super Gold, il caseificio ha ottenuto ulteriori medaglie: un Argento per il Cafffiero, considerato uno dei formaggi più rappresentativi dell’azienda, e due Bronzi, uno per il Birbo e uno per il Buffo, un nuovo formaggio a latte di bufala presentato solo pochi giorni prima del concorso. La crescita delle Fosse Brandinelli — guidate oggi da Marino e Silvano Brandinelli — testimonia come l’affinamento in fossa, tecnica antica tipicamente romagnola, possa competere al massimo livello mondiale.
La regione trova però altri protagonisti in questa stagione di rinnovata vitalità. Romagna Terre, realtà giovane e dinamica con sede a Gambettola (FC), ha conquistato negli ultimi anni posizioni di rilievo grazie ai suoi formaggi affinati, che uniscono innovazione e identità territoriale, confermando anche nel 2025 la propria presenza nel panorama dei premi internazionali. A queste si affianca il contributo di Granarolo, che ha incrementato il numero di riconoscimenti nell’edizione di quest’anno e rappresenta un ponte tra la filiera industriale e la valorizzazione del territorio romagnolo nei concorsi di qualità.
Il percorso del mondo caseario della Romagna non può essere raccontato senza citare uno dei nomi più autorevoli del territorio: Renato Brancaleoni. Affinatore di lunga esperienza, punto di riferimento per il Formaggio di Fossa e figura nota anche fuori dall’Italia, Brancaleoni ha ottenuto negli anni riconoscimenti internazionali che hanno contribuito a portare l’immagine della Romagna casearia al di là dei confini nazionali. La sua attività, costruita sulla cura dell’affinamento e sulla diffusione della cultura del formaggio artigianale, è uno dei pilastri su cui si è innestata la nuova crescita della regione.

















































































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