Torelli Rendena, quando il caldo mette alla prova la genetica

L'aumento delle temperature rappresenta una sfida sempre più rilevante anche per la selezione genetica dei bovini. Uno studio sulla razza Rendena ha analizzato come le condizioni termo-igrometriche possano influenzare l'espressione del potenziale genetico per la crescita, approfondendo il ruolo dell'interazione tra genotipo e ambiente

3 Luglio, 2026

L’aumento delle temperature e degli eventi climatici estremi rappresenta una sfida crescente per gli allevamenti zootecnici, con effetti ormai noti su salute, fertilità e produttività dei bovini. Anche dal punto di vista genetico, però, il caldo può fare la differenza: non tutti gli animali rispondono allo stesso modo alle medesime condizioni di temperatura e umidità.

In genetica questo fenomeno è noto come interazione genotipo-ambiente (genotype by environment interaction, G×E). Due animali con prestazioni simili in condizioni favorevoli, infatti, possono mostrare performance diverse quando il contesto ambientale diventa più sfavorevole.

Questo aspetto è stato studiato soprattutto nelle razze da latte specializzate, mentre restano ancora limitate le informazioni disponibili sulle razze locali a duplice attitudine, in particolare per quanto riguarda i caratteri di crescita.

Lo studio sui torelli Rendena

Lo studio qui presentato ha analizzato l’accrescimento medio giornaliero (Average Daily Gain, ADG) e il peso vivo (Body Weight, BW) di torelli di razza Rendena in prova di performance, con l’obiettivo di capire se e in che modo le condizioni termo-igrometriche possano influenzare il potenziale genetico degli animali e, soprattutto, se possano modificare la classifica dei migliori riproduttori.

Sono stati considerati i dati di 1.792 torelli Rendena, testati tra il 1985 e il 2023 in tre stazioni di prova del Nord Italia, lungo un periodo di test di circa 11 mesi.

Le condizioni climatiche sono state descritte attraverso il THI (Temperature Humidity Index), l’indice che combina temperatura e umidità e viene comunemente utilizzato per stimare il livello di stress da caldo a cui sono esposti gli animali.

Poiché la prova copriva diverse fasi di crescita, il significato di “basso” e “alto” THI deve essere letto in relazione alla fase considerata: i primi periodi erano mediamente più freschi, mentre la fase di accrescimento intercettava condizioni più calde.

Reaction norm models: misurare la sensibilità al caldo

Per valutare quanto la genetica di ciascun animale cambiasse al variare del THI, i ricercatori hanno utilizzato specifici modelli statistici, i reaction norm models, capaci di distinguere il livello genetico medio di un animale dalla sua sensibilità alle condizioni termo-igrometriche.

I risultati mostrano che questa sensibilità genetica al caldo non è uguale in tutte le fasi della prova. Nella fase iniziale, subito dopo l’arrivo in stazione, le differenze osservate sembrano essere legate più allo stress da trasporto e adattamento che a una vera e propria risposta al caldo.

Superata questa fase, nel periodo di accrescimento vero e proprio, il quadro cambia: gli animali con maggiore potenziale genetico per la crescita tendono anche a mostrare una maggiore sensibilità all’aumento del THI. Di conseguenza, il loro vantaggio genetico può esprimersi in modo meno marcato quando le condizioni diventano più calde.

Coerentemente, nella fase di accrescimento analizzata, la quota di variabilità attribuibile alla componente genetica tendeva a ridursi ai livelli più elevati di THI osservati. Si tratta di un segnale importante: in condizioni termo-igrometriche più sfavorevoli, il potenziale genetico per la crescita può emergere in modo meno evidente.

Questo risultato, tuttavia, va interpretato entro il contesto termico specifico del dataset analizzato e non come una soglia universale valida per ogni fase di crescita o ambiente di allevamento.

La classifica dei migliori tori non viene stravolta

Nonostante l’effetto del caldo sull’espressione del potenziale genetico, la classifica dei migliori riproduttori resta in gran parte stabile passando da condizioni più fresche a condizioni più calde.

In altre parole, i soggetti migliori in un determinato contesto continuano, nella maggior parte dei casi, a essere i migliori anche nell’altro. Il caldo sembra quindi modificare soprattutto quanto si esprime la genetica per la crescita, ma non stravolge l’ordine dei riproduttori.

Selezionare animali performanti e stabili

Questi risultati suggeriscono che le attuali valutazioni genetiche per la crescita nei torelli Rendena restano valide nell’intervallo climatico osservato. Allo stesso tempo, lo studio evidenzia l’utilità di continuare a monitorare la sensibilità al caldo nella popolazione.

In un clima sempre più caldo, per una razza locale a duplice attitudine come la Rendena potrebbe diventare importante mantenere un equilibrio tra crescita, funzionalità e capacità di adattamento, valorizzando animali non solo performanti, ma anche stabili al variare delle condizioni ambientali.

La genetica, naturalmente, non sostituisce una corretta gestione dello stress da caldo — ombreggiamento, ventilazione, disponibilità di acqua e adeguata alimentazione restano strumenti fondamentali — ma può affiancarla offrendo un’informazione in più per orientare la selezione.

Fonte: la presente nota è una sintesi dell’articolo scientifico pubblicato in open access su Animal: Rulli E., Mancin E., Gomez Proto G., Oian A., Mantovani R., Sartori C. (2026). Effects of temperature and humidity variations on growth traits in young bulls of a local cattle breed using reaction norm models. Animal, 20, 101818. https://doi.org/10.1016/j.animal.2026.101818

Autore

Eugenio Rulli sotto la supervisione del Gruppo editoriale ASPA – Giuseppe Conte, Alberto Stanislao Atzori, Fabio Correddu, Luca Cattaneo, Gabriele Rocchetti, Antonio Natalello, Sara Pegolo, Aristide Maggiolino, Antonella Della Malva, Giulia Gislon, Manuel Scerra.

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