SQNBA, veterinari alla Commissione Ue: «La valutazione sanitaria in allevamento spetta ai laureati in Medicina veterinaria»

FNOVI, ANMVI e SIVeMP si appellano a Bruxelles sul progetto di disciplina del Sistema di qualità nazionale per il benessere animale. Al centro delle osservazioni inviate alla Commissione europea, la possibilità di affidare, anche se in via transitoria, alcune valutazioni in produzione primaria a figure non laureate in Medicina veterinaria

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7 Settembre, 2026

Il Sistema di qualità nazionale per il benessere animale (SQNBA) torna al centro del confronto tra le professioni veterinarie e le istituzioni.

FNOVI, ANMVI e SIVeMP hanno infatti trasmesso alla Commissione europea le proprie osservazioni sul progetto di disciplina del sistema, esprimendo contrarietà alla possibilità che alcune attività di valutazione in produzione primaria possano essere svolte da profili professionali non laureati in Medicina veterinaria (leggi anche “SQNBA: in arrivo il nuovo decreto che slitta i termini e apre agli agronomi valutatori“).

Le osservazioni, inviate il 25 agosto dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani (FNOVI) e sottoscritte dall’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) e dal Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica (SIVeMP), sono state pubblicate nel Technical Regulation Information System (TRIS) della Commissione europea nell’ambito della procedura relativa alla notifica n. 2026/0313/IT.

Il nodo delle competenze professionali

Il punto contestato dalle tre organizzazioni riguarda i requisiti professionali previsti per la valutazione in produzione primaria. Il progetto di regola tecnica consentirebbe infatti, in via transitoria e con possibilità di proroga, di attribuire determinate attività di valutazione anche a figure prive di una laurea in Medicina veterinaria.

Secondo FNOVI, ANMVI e SIVeMP, questa previsione entrerebbe in contrasto con la Direttiva 2005/36/CE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, che disciplina anche la formazione alla base del riconoscimento delle qualifiche e dell’esercizio della professione veterinaria nell’Unione europea.

La questione, tuttavia, non viene posta dalle tre organizzazioni soltanto sul piano formale o giuridico. Al centro delle osservazioni c’è soprattutto il rapporto tra benessere animale e competenze sanitarie.

Salute degli animali, utilizzo dei medicinali e degli antibiotici e biosicurezza degli allevamenti sono aspetti strettamente collegati alla valutazione del benessere animale. Per le organizzazioni veterinarie, affidare valutazioni che coinvolgono questi ambiti a figure tecniche prive delle necessarie competenze cliniche rischierebbe quindi di indebolire l’affidabilità del sistema di certificazione.

Salute, farmaco e biosicurezza: la richiesta dei veterinari

FNOVI, ANMVI e SIVeMP chiedono pertanto che, qualora la Commissione europea non respinga la regola tecnica notificata dall’Italia, venga almeno modificata la parte relativa ai requisiti professionali dei valutatori.

La proposta è quella di riservare esclusivamente ai professionisti laureati in Medicina veterinaria la valutazione delle aree dei disciplinari SQNBA riguardanti salute e benessere animale, utilizzo dei medicinali e degli antibiotici e biosicurezza degli allevamenti.

Non si tratterebbe, quindi, di escludere in assoluto altre professionalità dal sistema, quanto di delimitare gli ambiti nei quali, secondo le tre organizzazioni, sono indispensabili le competenze proprie della professione medico-veterinaria.

La partita si sposta ora sul piano europeo: l’esito della procedura TRIS e le eventuali modifiche al progetto italiano chiariranno se e in quale misura le osservazioni avanzate dalle rappresentanze veterinarie saranno recepite nella disciplina definitiva del SQNBA.

Fonte: FNOVI, ANMVI, SIVeMP

 

 

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