Virus Shamonda, rilevati i primi casi in Campania: positività in bovini e bufalini nel Salernitano
L’IZSM fa il punto sulla situazione: nessuna emergenza sanitaria, né evidenze di rischio per la salute umana, ma prosegue il monitoraggio epidemiologico

Dopo i primi rilevamenti in alcuni Paesi dell’Europa centro-occidentale, in allevamenti di bovine da latte delle province autonome di Trento e Bolzano e in bovini introdotti in Italia dalla Francia, il virus Shamonda (SHAV) è stato rilevato anche in Campania.
La sua presenza è stata infatti riscontrata in alcuni campioni provenienti da bovini e bufalini della provincia di Salerno.
Per fare il punto sulla situazione e fornire informazioni agli operatori del settore e ai cittadini, martedì 29 settembre 2026 l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM) ha organizzato una conferenza stampa dedicata al virus Shamonda. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i risultati dei rilevamenti effettuati e sono stati affrontati gli aspetti relativi alla salute animale e alla sicurezza delle produzioni alimentari.
Alla conferenza hanno partecipato l’assessora all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca, e il direttore generale dell’IZSM, Giuseppe Iovane.
La situazione in Campania
Secondo quanto riferito durante la conferenza stampa, non è attualmente in corso un’emergenza sanitaria negli allevamenti bovini e bufalini della Campania. Le autorità regionali e sanitarie stanno proseguendo le attività di monitoraggio e sorveglianza epidemiologica sul territorio.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre ribadito che, sulla base delle conoscenze scientifiche attualmente disponibili, SHAV non è considerato un virus trasmissibile all’uomo e non sono emerse evidenze di un rischio per la salute umana associato al consumo di latte o carne provenienti da animali infetti.
“Nessuna emergenza sanitaria nelle aziende zootecniche e nessun rischio per l’uomo: voglio rassicurare con chiarezza gli allevatori e i cittadini campani. Il virus Shamonda è stato rilevato tempestivamente in alcuni campioni e il monitoraggio prosegue in modo coordinato tra la Regione Campania, i Servizi veterinari delle Aziende sanitarie locali, l’IZSM e l’Osservatorio Epidemiologico Veterinario Regionale (OEVR), in raccordo con il Centro di referenza nazionale” ha affermato l’assessora Serluca.
L’assessora ha sottolineato inoltre la necessità di mantenere alta l’attenzione sull’evoluzione della situazione, considerando le possibili ripercussioni sul comparto zootecnico e sull’intera filiera.
“Siamo consapevoli – ha proseguito l’assessora all’Agricoltura – della preoccupazione che il rilevamento del virus sta suscitando nel comparto zootecnico e nell’intera filiera. Per questo, come Regione Campania, continueremo a garantire la massima attenzione, il raccordo costante con gli organismi sanitari e un’informazione puntuale e trasparente. La tutela della salute dei cittadini, la sicurezza delle produzioni e la salvaguardia del nostro patrimonio zootecnico sono una priorità”.
Come si trasmette il virus Shamonda
A fornire alcuni elementi sul profilo epidemiologico dell’infezione è stato il direttore generale dell’IZSM Giuseppe Iovane.
«SHAV è un’infezione emergente, attualmente non inclusa tra le malattie elencate dalla normativa dell’Unione europea e non soggetta, pertanto, a specifiche misure ufficiali di sorveglianza e controllo», ha spiegato.
Il virus appartiene al genere Orthobunyavirus e la sua trasmissione avviene principalmente attraverso insetti vettori del genere Culicoides, gli stessi piccoli ditteri coinvolti nella trasmissione di altri virus degli animali da allevamento.
«Ad oggi, non risultano evidenze di una significativa trasmissione diretta tra animali; è invece possibile una trasmissione verticale dalla madre al feto nelle specie bovina e bufalina», ha precisato Iovane.
Trattandosi di un’infezione emergente in Europa, tuttavia, il quadro clinico ed epidemiologico non è ancora completamente definito e le conoscenze sulla diffusione del virus e sui suoi effetti nelle diverse popolazioni animali sono tuttora in evoluzione.
Nessun abbattimento automatico degli animali positivi
La rilevazione del virus in un animale, ha chiarito il direttore generale dell’IZSM, non determina automaticamente il blocco dell’allevamento né l’adozione di misure quali l’abbattimento degli animali o la distruzione del latte.
«Eventuali ulteriori provvedimenti saranno valutati e adottati dall’autorità competente, sulla base delle specifiche situazioni. Restano naturalmente fermi gli obblighi generali di segnalazione previsti dalla normativa generale», ha concluso Iovane.
Un’infezione emergente da monitorare
Il virus Shamonda si inserisce nel più ampio quadro delle infezioni trasmesse da vettori che stanno interessando le popolazioni di ruminanti in Europa. La sua comparsa e diffusione in nuove aree geografiche rendono particolarmente importante il monitoraggio epidemiologico, anche alla luce della presenza e della distribuzione dei vettori del genere Culicoides.
Per contribuire a una corretta informazione di allevatori e veterinari, il Ministero della Salute ha diffuso una nota informativa con approfondimenti sulle caratteristiche dell’agente infettivo, sulle modalità di trasmissione e sulle possibili manifestazioni negli animali. Maggiori informazioni sono disponibili qui.
L’evoluzione della situazione sarà pertanto seguita attraverso le attività di sorveglianza delle autorità sanitarie e veterinarie, in un contesto nel quale le conoscenze scientifiche sull’infezione sono ancora in fase di consolidamento.
Fonti: IZS Mezzogiorno, Regione Campania
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