LIFE MiCliFeed: quando gli scarti agroindustriali diventano una risorsa sostenibile per l’alimentazione e la salute dei piccoli ruminanti

Il progetto MiCliFeed studia l’uso di scarti agroalimentari per ridurre metano e parassitosi negli allevamenti ovini e caprini

26 Ottobre, 2026

Dalle vinacce alle bucce di pomodoro, dai residui della lavorazione degli agrumi a quelli della melagrana: valorizzare i sottoprodotti agroindustriali per sviluppare strategie alimentari innovative, capaci di contribuire alla riduzione delle emissioni e al controllo delle parassitosi negli allevamenti ovini e caprini.

È questa la sfida del progetto europeo Mitigating climate impact of small ruminants through innovative feeding approaches – MiCliFeed (LIFE20 CCM/GR/001703) che ha coinvolto il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (Responsabile Prof.ssa Laura Rinaldi), in collaborazione con partners di Belgio, Francia e Grecia.

Un approccio integrato

Gli allevamenti dei piccoli ruminanti rappresentano una componente rilevante dei sistemi zootecnici dell’area Mediterranea, soprattutto nelle zone marginali, dove ovini e caprini contribuiscono alla valorizzazione di territori difficili da utilizzare per altre attività agricole. La loro sostenibilità, tuttavia, è condizionata da diversi fattori, tra cui l’efficienza alimentare, le emissioni di gas a effetto serra (GHG) e le infestioni da nematodi gastrointestinali, che possono compromettere la salute e le performance animali.

MiCliFeed ha affrontato queste problematiche attraverso un approccio integrato, basato sulla valorizzazione di sottoprodotti provenienti dalla trasformazione agroindustriale. Scarti derivanti dalla lavorazione di uva, olive, agrumi, pomodoro, nocciola, carruba e melagrana possono, infatti, contenere sostanze bioattive (es. polifenoli e tannini), potenzialmente utili per modulare le fermentazioni ruminali e contrastare alcuni parassiti.

L’obiettivo di MiCLiFeed è trasformare risorse spesso destinate allo smaltimento in ingredienti per mangimi funzionali, coniugando nutrizione animale, salute animale, tutela ambientale ed economia circolare.

Dove si trovano le risorse? La mappatura del territorio italiano

Una prima fase della ricerca ha riguardato la distribuzione geografica dei sottoprodotti agroindustriali e degli allevamenti ovini e caprini in Italia. L’analisi ha evidenziato, nel periodo 2018-2021, una distribuzione eterogenea di sottoprodotti presi in considerazione su tutto il territorio. Le vinacce sono prodotte in quantità maggiore, seguite dal pastazzo di agrumi e dai residui delle olive e del pomodoro. Gli scarti di nocciola sono distribuiti in maniera omogenea sul territorio. Tuttavia, non in tutte le regioni del paese vi è la stessa disponibilità di risorse.

La sovrapposizione delle mappe relative alla disponibilità dei sottoprodotti e alla presenza degli allevamenti ha permesso di individuare opportunità di valorizzazione a livello locale. Il risultato evidenzia il potenziale di una filiera più circolare, nella quale le risorse disponibili sul territorio possano essere recuperate e reimpiegate nell’alimentazione animale, tenendo conto delle differenze regionali (https://www.lifemiclifeed.eu/gis-platform/).

Cosa succede nel rumine? I risultati delle prove in vitro

Un aspetto importante del progetto è stato capire se i sottoprodotti agroalimentari possono contribuire a ridurre la produzione di metano (CH4) durante la digestione dei ruminanti, senza interferire negativamente con la fisiologia del rumine.

In un primo studio, sottoprodotti sono stati aggiunti, in quantità pari al 10% in diete formulate per ovini adulti. Le prove, svolte in laboratorio, hanno mostrato che residui di nocciola, agrumi, uva e pomodoro, possono ridurre la produzione di CH4 rispetto alla quantità di alimento digerito. È emerso, inoltre, che sottoprodotti di caruba, uva, pomodoro e nocciola possono influenzare positivamente anche la degradabilità e la produzione di acidi grassi volatili, la sansa di olive ha mostrato risultati meno favorevoli per alcuni aspetti delle fermentazioni ruminali.

Un secondo studio in vitro ha confrontato sottoprodotti ottenuti dalla lavorazione di pomodoro, melagrana, nocciola, uva, carruba, olive e agrumi. Come risultato, le vinacce hanno fornito i risultati più interessanti con la maggiore riduzione della produzione di CH4 e di ammoniaca, senza compromissione della degradabilità e della produzione di acidi grassi volatili. Anche i sottoprodotti di nocciola e melagrana hanno ridotto la produzione di CH4.

Questi risultati mostrano che non tutti gli scarti agroalimentari hanno le stesse proprietà. La loro composizione, soprattutto il contenuto di sostanze naturali come i polifenoli e i tannini, e i trattamenti a cui vengono sottoposti possono influenzarne gli effetti. Le prove di laboratorio permettono quindi di individuare i sottoprodotti più promettenti, ma saranno necessari ulteriori studi direttamente sugli animali per verificare se questi benefici si confermano in campo, senza compromettere la salute e le prestazioni produttive.

Melagrana e controllo delle parassitosi: dalle prove di laboratorio agli animali

Un ulteriore aspetto di MiCliFeed ha riguardato i sottoprodotti della melagrana, valutati per la loro possibile attività contro i nematodi gastrointestinali degli ovini. Questi parassiti costituiscono un problema rilevante negli allevamenti al pascolo, anche per la crescente difficoltà di controllo legata alla diffusione della resistenza ai farmaci antielmintici. Gli estratti acquosi ottenuti dalle bucce di melagrana sono stati studiati in laboratorio su uova e larve infettanti di due specie di nematodi, Trichostrongylus colubriformis e Haemonchus contortus. Le prove hanno evidenziato un effetto inibitorio, particolarmente evidente nel test relativo alla perdita della guaina protettiva delle larve, un processo importante per il loro sviluppo e la successiva capacità infettante.

Successivamente, è stata condotta una prova in vivo con infezione naturale, coinvolgendo 30 ovini adulti suddivisi in tre gruppi: un gruppo di controllo non trattato, un gruppo trattato con eprinomectina e un gruppo alimentato con un mangime pellettato contenente sottoprodotti della melagrana. Negli animali che hanno ricevuto il pellet è stata osservata una progressiva riduzione dell’eliminazione delle uova di nematodi con le feci rispetto al controllo. L’effetto è risultato meno rapido e meno marcato rispetto a quello ottenuto con il trattamento farmacologico convenzionale.

Questi risultati indicano che i sottoprodotti della melagrana potrebbero trovare spazio come strumenti complementari nei programmi integrati di controllo delle parassitosi. Non si tratta, quindi, di sostituire automaticamente i farmaci antielmintici, ma di affiancare alla terapia chemioterapica un’integrazione nutrizionale mirata che possa contribuire a contenere la trasmissione dei parassiti e, potenzialmente, a ridurre la pressione selettiva responsabile dello sviluppo delle resistenze.

Dalla ricerca all’allevamento

Il valore di MiCliFeed risiede nella possibilità di integrare risultati provenienti da ambiti diversi: disponibilità delle risorse sul territorio, caratterizzazione nutrizionale e bioattività dei sottoprodotti, fermentazione ruminale, emissioni e salute intestinale.

La sfida successiva è individuare formulazioni e livelli di inclusione efficaci e sicuri, verificarne la risposta negli animali e valutarne la fattibilità economica e ambientale. Perché un sottoprodotto possa diventare una reale risorsa per l’allevamento, non è sufficiente dimostrare un’attività biologica in laboratorio: occorre anche garantire qualità, disponibilità, sicurezza e convenienza d’impiego.

MiCliFeed contribuisce così a delineare una prospettiva nella quale la sostenibilità della zootecnia mediterranea passa anche dalla capacità di recuperare risorse locali e trasformarle in nuovi strumenti per la nutrizione e la gestione sanitaria degli animali.

Valorizzare gli scarti agroalimentari come risorse funzionali per l’alimentazione dei ruminanti significa promuovere sistemi di allevamento più sostenibili, conciliando efficienza nutrizionale e fermentativa, salute animale, benefici ambientali e applicabilità pratica.

Partners

Belgio: Kreavet BV SRL (società di consulenza e ricerca veterinaria)
Francia: INRAE (Joint Research Unit on Herbivores); MG2MIX (industria mangimistica specializzata in premiscele e integratori)
Grecia: Laboratory of Parasitology at the Veterinary Research Institute Hellenic Agricultural Organisation (VRI-HAO) – Demeter; Agricultural University of Athens (AUA); TERRA NOVA Ltd (azienda di consulenza tecnica e ingegneria ambientale), Chistoforos Daskalakis SA (industria mangimistica).

Ricercatori del DMVPA coinvolti

Laura Rinaldi, Professore Ordinario in Parassitologia e Malattie Parassitarie degli animali e dell’uomo
Monica I Cutrignelli, Professore Ordinario in Nutrizione e Alimentazione Animale
Serena Calabrò, Professore Ordinario in Nutrizione e Alimentazione Animale
Antonio Bosco, Ricercatore in Parassitologia e Malattie Parassitarie degli animali e dell’uomo
Alessandro Vastolo, Ricercatore in Nutrizione e Alimentazione Animale

Lavori pubblicati

  • Bosco, A., Vastolo, A., Amato, R., Vitiello, P., Santaniello, M., Cutrignelli, M. I., Calabrò, S., & Rinaldi, R. (2026). Pomegranate co-products as a sustainable strategy to control gastrointestinal nematodes in sheep: Evaluation of in vitro and in vivo efficacy. In Atti del 79° Convegno Nazionale SISVET (n. 284). Bologna, 11–13 giugno 2026.
  • Bosco, A., Vastolo, A., Nocerino, M., Kiatti, D., Santaniello, M., Calabrò, S., Cutrignelli, M. I., & Rinaldi, L. (2023). Mitigazione dell’impatto sul clima nell’allevamento dei piccoli ruminanti attraverso approcci di alimentazione innovativi. In Atti del XXIV Congresso Nazionale SIPAOC: Sostenibilità dell’allevamento ovino e caprino (p. 24). Viterbo, 22–23 aprile 2023.
  • Mora, B., Calabrò, S., Cutrignelli, M. I., Barbier, E., Haroutounian, S., Yanza, Y. R., Jayanegara, A., Torrent, A., Vastolo, A., Hoste, H., & Niderkorn, V. (2025). Screening of Mediterranean agro-industrial by-products rich in phenolic compounds for their ability to modulate in vitro ruminal fermentation. Italian Journal of Animal Science, 24(1), 1478–1488. https://doi.org/10.1080/1828051X.2025.2527717
  • Vastolo, A., Mora, B., Kiatti, D., Nocerino, M., Haroutounian, S., Baka, R. D., Ligda, P., Cutrignelli, M. I., Niderkorn, V., & Calabrò, S. (2025). Assessment of the effect of agro-industrial by-products rich in polyphenols on in vitro fermentation and methane reduction in sheep. Frontiers in Veterinary Science, 12, Article 1530419. https://doi.org/10.3389/fvets.2025.1530419
  • Vastolo, A., Nocerino, M., Bosco, A., Kiatti, D., Calabrò, S., Cutrignelli, M. I., & Rinaldi, L. (2023). Distribuzione dei sottoprodotti agroindustriali e degli allevamenti ovini e caprini in Italia. In Atti del XXIV Congresso Nazionale SIPAOC: Sostenibilità dell’allevamento ovino e caprino (p. 60). Viterbo, 22–23 aprile 2023.

         

 

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