Agricoltori più forti nella filiera: la Commissione AGRI approva la proposta con riserve

I membri della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo chiedono però chiarimenti su alcuni aspetti della proposta della Commissione europea

9 Settembre, 2025

La Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale (AGRI) del Parlamento europeo ha adottato ieri la relazione presentata dall’eurodeputata Céline Imart relativa alla proposta della Commissione europea di modificare le norme sull’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli per rafforzare la posizione contrattuale degli agricoltori nella filiera alimentare e quindi a stabilizzarne il reddito.

Gli eurodeputati hanno adottato la loro posizione in prima lettura. Questa dovrà ora essere discussa nel corso della prossima plenaria.

La proposta della Commissione europea

Il rafforzamento della posizione degli agricoltori nella filiera agroalimentare è una delle principali richieste avanzate a seguito delle proteste che hanno scosso l’UE all’inizio del 2024. Per riequilibrare i rapporti di forza all’interno della catena del valore, la Commissione europea ha proposto a dicembre 2024 una modifica mirata al regolamento sull’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli (OCM) e ad altri due atti che disciplinano la PAC, ovvero i regolamenti (UE) n. 1308/2013, (UE) 2021/2115 e (UE) 2021/2116 (leggi anche “Commissione UE: proposte nuove misure per rafforzare la posizione degli agricoltori e combattere le pratiche commerciali sleali“).

A maggio 2025 il Consiglio, pur approvando gli elementi principali e gli obiettivi generali della proposta, ha suggerito una serie di miglioramenti (leggi anche “Via libera dal Consiglio UE a maggiori tutele per gli agricoltori nella filiera agroalimentare“) e adottato la sua posizione ufficiale con cui saranno avviati i negoziati con il Parlamento europeo, una volta che anche quest’ultimo avrà stabilito la sua posizione.

Il voto della Commissione AGRI

Nel documento approvato ieri dalla Commissione AGRI, con 33 voti favorevoli, 10 contrari e 5 astensioni, sono stati richiesti diversi chiarimenti sulla norme proposte dalla Commissione.

Termini utilizzati nell’etichettatura e nella commercializzazione

La prima proposta di chiarimenti riguarda i criteri di utilizzo di definizioni come “giusti” o “equi” per i prodotti agricoli. L’attuale definizione di questi termini è infatti ritenuta essere troppo imprecisa, con il rischio di indebolire i quadri nazionali più rigorosi. I membri della Commissione AGRI propongono poi di inserire il contributo allo sviluppo delle comunità rurali o la promozione dello sviluppo delle organizzazioni agricole tra i criteri da utilizzare per tale etichettatura.

Altro punto è la definizione di “filiera corta” che potrebbe essere migliorata attraverso l’introduzione di diversi elementi e dovrebbe essere utilizzata sulle etichette o nella pubblicità solo per i prodotti realizzati nell’UE con un numero limitato di intermediari tra agricoltore e consumatore o che vengono trattati a una distanza specifica o in un breve lasso di tempo, includendo criteri relativi alla distanza o alla durata del trasporto.

Contratti e organizzazioni di produttori

I membri della Commissione AGRI sostengono l’obbligo di contratti scritti per tutti i settori agricoli, uno dei pilastri della proposta della Commissione europea.

È ritenuto essenziale nel settore lattiero-caseario, in cui consente una regolamentazione più trasparente delle relazioni commerciali in un mercato in cui gli allevatori devono far fronte a sensibili variazioni di prezzo.

Gli eurodeputati propongono tuttavia che gli Stati membri possano decidere di esentare specifici settori da tale obbligo su richiesta di un’organizzazione che li rappresenti, deroga che non potrebbe però essere applicata al settore del latte.

Il documento approvato si oppone inoltre alla creazione di organizzazioni di produttori specifiche per la produzione biologica, in quanto si ritiene che potrebbe portare a uno scontro tra i diversi modelli di produzione.

Deroga alle norme UE in materia di concorrenza per i prodotti sostenibili

La relazione amplia l’elenco proposto dalla Commissione di standard di sostenibilità che gli agricoltori devono applicare per ottenere una deroga alle norme UE in materia di concorrenza.

Sostengono che anche la definizione di “sostenibilità” dovrebbe essere migliorata attraverso l’introduzione di ulteriori elementi, al fine di valutare lo sviluppo sostenibile sotto gli aspetti economico, sociale e ambientale. In particolare, si propone di integrare obiettivi relativi alla resilienza economica delle aziende agricole, all’equa retribuzione dei produttori e alla conservazione delle zone rurali.

L’intenzione della Commissione europea di concedere eventuali deroghe al diritto della concorrenza alle organizzazioni di produttori non riconosciute dovrebbe essere regolamentato in modo da favorire l’avviamento di un processo di riconoscimento. Per quanto riguarda la possibilità concessa alle associazioni di organizzazioni di produttori di derogare alle norme dell’articolo 101 TFUE nel caso in cui non svolgano un’attività economica reale, gli eurodeputati propongono l’introduzione di una soglia alternativa non superiore al 5 % della produzione europea per le associazioni di organizzazioni di produttori dette “di governance”.

Prossimi passi

La relazione adottata dalla Commissione AGRI sarà sottoposta al voto durante la prossima sessione plenaria del Parlamento europeo.

 

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