Latte A2: nicchia o opportunità per il settore lattiero-caseario?
Uno studio sui consumatori spagnoli volto ad analizzare comportamenti di consumo, percezioni nutrizionali e potenziale di mercato del latte A2

Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Foods mostra i risultati di un sondaggio online rivolto ai consumatori, per conoscere la loro opinione sui prodotti lattiero-caseari e sulla loro produzione, nonché identificare il potenziale mercato per il latte A2 (latte contenente esclusivamente β-caseina A2, che riduce i disturbi gastrointestinali dopo il consumo). Il questionario comprendeva sette sezioni relative al consumo di prodotti lattiero-caseari, agli aspetti sociodemografici, alla conoscenza e all’intenzione di acquisto del latte A2, a domande sul latte come fonte di nutrienti e benefici per la salute, all’impatto ambientale della produzione di latte e alle alternative al latte vaccino. Le risposte di 672 consumatori spagnoli, suddivisi in cluster (in base al consumo di latte e ai disturbi riscontrati dopo averlo bevuto), sesso, età, livello di istruzione e preferenza di gusto, sono state analizzate mediante un modello di regressione lineare multipla. I consumatori di prodotti lattiero-caseari che non hanno disturbi dopo aver bevuto latte (62,6%) e coloro che preferiscono il gusto del latte rispetto alle alternative vegetali (64,0%) hanno dimostrato una migliore conoscenza dei nutrienti del latte e dei suoi benefici per la salute. Anche l’età, il sesso e il livello di istruzione dei partecipanti incidono sulle le loro percezioni. In conclusione, ciò che emerge è che i cluster influenzano la percezione dei consumatori riguardo al latte come fonte nutrizionale e ai suoi benefici per la salute. La percezione positiva dei benefici nutrizionali del latte anche tra i consumatori di latticini che avvertono malessere dopo aver bevuto latte (17,3%), li rende un mercato target importante per il latte A2.
Introduzione
Il settore lattiero-caseario nei Paesi occidentali è interessato da profonde trasformazioni, legate all’evoluzione delle preferenze dei consumatori, sempre più orientati verso salute, sostenibilità e qualità percepita degli alimenti. A fronte di una progressiva riduzione del consumo di latte fresco, si registra un aumento di quello dei prodotti trasformati, mentre cresce la competizione con le alternative vegetali. In questo contesto si inserisce il latte A2, caratterizzato dalla presenza esclusiva della β-caseina A2, che, grazie alla diversa sequenza aminoacidica (prolina in posizione 67), limita la formazione del peptide β-casomorfina-7 (BCM-7) durante la digestione, riducendo i disturbi gastrointestinali. Questo lo rende un potenziale prodotto funzionale per consumatori che manifestano disagio dopo l’assunzione di latte convenzionale, pur non essendo intolleranti al lattosio. Lo studio analizzato si propone di valutare la percezione dei consumatori nei confronti del latte e dei prodotti lattiero-caseari, considerando aspetti nutrizionali, sanitari e ambientali, e di identificare un possibile mercato per il latte A2 in Spagna.
Materiali e Metodi
L’indagine è stata condotta mediante un questionario online strutturato (46 domande, durata media 10 minuti), somministrato tra marzo e maggio 2023. Il questionario era articolato in sette sezioni riguardanti: consumo di latticini, percezione nutrizionale e sanitaria del latte, impatto ambientale della produzione, alternative vegetali, conoscenza e intenzione di acquisto del latte A2, oltre ai dati sociodemografici.
Dopo la validazione e la pulizia dei dati, il campione finale era costituito da 653 consumatori spagnoli, suddivisi in quattro cluster:
- DC (62,6%): consumatori di latticini senza disturbi;
- DC-D (17,3%): consumatori con disturbi dopo consumo di latte;
- CEM (12,9%): consumatori che escludono il latte senza disturbi;
- CEM-D (7,2%): consumatori che escludono il latte con disturbi.

Complessivamente, il 21,6% dei consumatori ha dichiarato disturbi gastrointestinali dopo consumo di latte. L’analisi statistica è stata effettuata mediante modelli lineari misti (procedura MIXED, SAS 9.4), considerando come effetti fissi: cluster, genere, età, livello di istruzione e preferenze di gusto, incluse le relative interazioni. Le differenze tra medie sono state testate con metodo di Tukey (p < 0,05).
Risultati
Profilo dei consumatori e abitudini di consumo
La maggior parte dei consumatori del cluster DC consuma latte quotidianamente (87,3%), mentre nei cluster con esclusione del latte si osserva una maggiore diffusione delle alternative vegetali (fino al 72,3% nel cluster CEM-D). La preferenza per il latte rispetto alle bevande vegetali è risultata un fattore determinante nella percezione del prodotto.
Percezione nutrizionale del latte
I consumatori abituali (DC) mostrano una maggiore consapevolezza del valore nutrizionale del latte, riconosciuto come fonte di calcio, fosforo, magnesio, vitamine e proteine di alta qualità. Al contrario, i soggetti che escludono il latte (CEM e CEM-D) presentano una percezione più neutra o negativa. L’età e il livello di istruzione influenzano significativamente le conoscenze: soggetti più anziani e con istruzione universitaria mostrano una maggiore consapevolezza. I consumatori più giovani risultano meno convinti del ruolo del latte nelle diverse fasi della vita.
Percezione salute-latte
Il latte è generalmente associato a benefici per la salute, in particolare nella prevenzione dell’osteoporosi, soprattutto nei cluster DC e DC-D. Allo stesso tempo, emerge uno scetticismo diffuso verso associazioni tra latte e patologie (obesità, malattie cardiovascolari, autismo). Tuttavia, si registra un’elevata percentuale di risposte “non so” (fino al 38,3%), evidenziando lacune informative e necessità di una comunicazione più efficace.
Percezione ambientale e produttiva
I consumatori mostrano una posizione moderata:
- percezione neutra sull’impatto ambientale degli allevamenti;
- lieve disaccordo sul fatto che siano più inquinanti delle colture vegetali;
- forte consenso sull’importanza del benessere animale.
La sostenibilità è percepita come rilevante, ma meno determinante rispetto agli aspetti nutrizionali.

Alternative vegetali
Le alternative vegetali sono percepite come meno comparabili ai prodotti lattiero-caseari tradizionali, soprattutto dai consumatori più anziani. Il gusto emerge come fattore chiave: chi preferisce le bevande vegetali tende ad avere una visione più critica del latte.
Latte A2: conoscenza e potenziale di mercato
La conoscenza del latte A2 è molto limitata (>74,5% dei partecipanti non lo conosce). Tuttavia:
- oltre il 50% del cluster DC-D lo considera interessante;
- circa il 44,2% di questo gruppo lo acquisterebbe allo stesso prezzo del latte convenzionale;
- fino al 37,2% sarebbe disposto a pagare un sovrapprezzo (>10%).
Il cluster DC-D rappresenta il target più promettente: l’81,4% si dichiara interessato all’acquisto. Anche tra i consumatori che hanno escluso il latte (CEM-D), oltre il 55% mostra interesse per prodotti A2.
Conclusioni
Lo studio evidenzia come la percezione del latte sia fortemente influenzata da abitudini di consumo, preferenze sensoriali e fattori sociodemografici. In particolare, l’esclusione del latte dalla dieta incide più del disagio digestivo nel determinare una percezione negativa del prodotto. Il latte mantiene comunque una buona reputazione nutrizionale e sanitaria, anche tra consumatori che riportano disturbi, mentre persistono lacune informative su aspetti ambientali e salute.
Il latte A2 emerge come una concreta opportunità di mercato, ma la sua diffusione è attualmente limitata dalla scarsa conoscenza. Il segmento più promettente è rappresentato dai consumatori che manifestano disturbi gastrointestinali ma continuano ad avere una percezione positiva del latte. Dal punto di vista applicativo, il settore lattiero-caseario dovrebbe:
- migliorare la comunicazione scientifica su nutrizione e sostenibilità;
- valorizzare il latte A2 come prodotto funzionale;
- indirizzare strategie di marketing mirate ai consumatori sensibili alla digeribilità, mantenendo al contempo enfasi su gusto e qualità nutrizionale.
In prospettiva, il latte A2 può rappresentare, dunque, uno strumento strategico per contrastare il calo dei consumi e rispondere alle nuove esigenze del mercato, soprattutto se supportato da un’adeguata informazione e segmentazione della domanda.
Sinossi liberamente tratta dall’articolo:“Is There a Potential Market for A2 Milk? Consumer Perception of Dairy Production and Consumption” di Carmen L. Manuelian, Xavier Such, Bibiana Juan and María J. Milán Foods 2025, 14(15), 2567; https://doi.org/10.3390/foods14152567

















































































GDPR Compliant