Latte crudo: dopo due anni si torna a parlare del Ddl sull’etichettatura
Ruminantia segue fin dalle sue origini il percorso della proposta che punta a rafforzare le informazioni destinate alle famiglie con bambini sotto i dieci anni. Il provvedimento, assegnato alle Commissioni del Senato nel novembre 2024, non è però mai entrato nella fase di esame. Al Senato una conferenza per riaprire il dibattito

Di sicurezza dei prodotti a latte crudo, corretta informazione dei consumatori e tutela dei bambini ci siamo occupati a più riprese, cercando di affrontare un tema complesso senza contrapporre il valore delle produzioni casearie tradizionali alle esigenze della prevenzione sanitaria.
Abbiamo seguito anche la vicenda legislativa fin dai suoi primi passi. Nel dicembre 2024 avevamo raccontato la presentazione del disegno di legge sull’etichettatura dei prodotti caseari a latte crudo e la sua assegnazione alle Commissioni del Senato nell’articolo “Formaggio a latte crudo: in etichetta il rischio per i bambini. Al via la discussione in Senato”. A distanza di quasi due anni dal deposito del testo, tuttavia, quella discussione non è mai cominciata.
Proprio per riportare l’attenzione su questo stallo, il 16 luglio u.s. si è svolta nella Sala Nassirya del Senato la conferenza stampa “Etichette chiare per proteggere i bambini”, promossa dal senatore Lorenzo Basso insieme a Sonia Gerelli e Marco Damonte, fondatori dell’associazione “Il Trenino di Elia ODV”. All’incontro ha partecipato anche la senatrice Dolores Bevilacqua.
La richiesta avanzata non è quella di vietare o limitare la produzione e la commercializzazione dei formaggi a latte crudo, ma di calendarizzare il disegno di legge 1205 e aprire un confronto parlamentare sulle informazioni da fornire ai consumatori, con particolare attenzione alle famiglie con bambini piccoli.
Un provvedimento assegnato, ma mai discusso
Il Ddl 1205, recante “Disposizioni concernenti l’etichettatura di alimenti e prodotti contenenti latte crudo”, è stato presentato dal senatore Basso il 30 luglio 2024.
Il successivo 13 novembre il testo è stato assegnato, in sede redigente, alle Commissioni riunite 9ª – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare – e 10ª – Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale. Da allora, però, l’esame non è mai stato avviato.
È questo il principale elemento richiamato durante la conferenza al Senato: una proposta formalmente incardinata nel percorso parlamentare è rimasta per quasi due anni senza essere inserita nel calendario dei lavori.
«Il tempo a disposizione della legislatura non è infinito»,
ha sottolineato Basso, evidenziando il rischio che il provvedimento non riesca ad arrivare all’approvazione. La richiesta avanzata è quindi che vengano chiarite le ragioni dello stallo e che il Parlamento avvii la discussione.
Cosa prevede il disegno di legge
La proposta interviene sull’articolo 8 del decreto-legge 158 del 2012 e introduce, per i prodotti caseari a latte crudo freschi o di media stagionatura, l’obbligo di riportare sulla confezione un’indicazione relativa al rischio per la salute dei bambini di età inferiore ai dieci anni.
L’avvertenza dovrebbe essere apposta in maniera inamovibile e indelebile, risultando facilmente visibile e chiaramente leggibile. Un successivo decreto del Ministro della Salute, adottato di concerto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e con il Ministero dell’Agricoltura, dovrebbe definire la dicitura da utilizzare, le caratteristiche grafiche, il simbolo identificativo e le modalità di controllo.
Il testo consente inoltre di commercializzare fino a esaurimento delle scorte i prodotti immessi sul mercato prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni. L’efficacia della legge sarebbe collegata alla procedura di notifica prevista dal Regolamento UE 1169/2011 sulle informazioni alimentari ai consumatori.
Il Ddl, dunque, non introduce divieti alla produzione, alla vendita o al consumo dei formaggi a latte crudo. Punta invece ad aggiungere un’informazione specifica per le famiglie con bambini piccoli, considerati maggiormente vulnerabili alle conseguenze delle infezioni da Escherichia coli produttore di Shiga-tossina, che nei casi più gravi possono evolvere in sindrome emolitico-uremica.
L’eventuale esame parlamentare sarà anche l’occasione per chiarire alcuni aspetti applicativi rilevanti per il settore, a partire dalla definizione di prodotti “freschi” e di “media stagionatura”, determinante per individuare con precisione le produzioni interessate.
La storia di Elia e l’impegno della sua famiglia
Dietro la proposta legislativa vi è anche la storia di Elia, deceduto nel maggio 2024 a seguito delle conseguenze di una grave sindrome emolitico-uremica (SEU).
I genitori, Sonia Gerelli e Marco Damonte, hanno raccontato il lungo ricovero del bambino e il percorso che li ha portati a fondare l’associazione “Il Trenino di Elia ODV”. Dal dolore personale è nato un impegno rivolto soprattutto all’informazione e alla prevenzione, con l’obiettivo di mettere le famiglie nelle condizioni di conoscere i rischi e compiere scelte consapevoli.
«Non chiediamo divieti, ma informazioni chiare, visibili, comprensibili a tutti ed esaustive»,
hanno ribadito durante la conferenza. Una richiesta che riporta il confronto sul suo punto centrale: non la messa in discussione del latte crudo in quanto tale, ma la possibilità di comunicare in modo più immediato un rischio che, pur contenuto attraverso le buone pratiche di allevamento e trasformazione, non può essere considerato inesistente.
Sicurezza e informazione: il ruolo della filiera
I formaggi a latte crudo rappresentano un patrimonio produttivo, culturale ed economico di grande valore per il paese. La tutela di queste produzioni, tuttavia, non può essere separata dal costante miglioramento delle condizioni di sicurezza e dalla costruzione di un rapporto trasparente con il consumatore.
Per allevatori e caseifici il tema riguarda innanzitutto la gestione igienico-sanitaria degli animali e degli ambienti di lavorazione, il controllo delle contaminazioni, l’applicazione delle procedure di autocontrollo e l’adozione delle più recenti indicazioni tecniche per la gestione del rischio STEC.
Accanto a questi strumenti, il Ddl propone di intervenire sul piano della comunicazione. La discussione parlamentare dovrebbe quindi servire a verificare, con il contributo delle competenze scientifiche e degli operatori della filiera, se e in quale forma un’avvertenza possa rafforzare la tutela dei soggetti vulnerabili senza generare messaggi semplicistici o ingiustificatamente penalizzanti per il settore.
Sul rapporto tra sicurezza, competenze tecniche e salvaguardia delle produzioni tradizionali avevamo intervistato Guido Tallone, responsabile della formazione di Agenform e profondo conoscitore della caseificazione, nell’approfondimento “I formaggi a latte crudo si possono salvare? A patto che…”.
A quasi due anni dalla presentazione del Ddl, la questione torna dunque al punto di partenza: prima ancora di stabilire quale sarà l’esito della proposta, è necessario che il Parlamento apra il confronto e consenta alle diverse competenze coinvolte di esprimersi nel merito.
Fonte: Senato della Repubblica; Ddl 1205; materiali della conferenza stampa “Etichette chiare per proteggere i bambini”.

















































































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