Latte spot in caduta libera: la crisi approda in Parlamento. Il Masaf presenta un piano per rilanciare il settore

Con l’inizio del 2026 il prezzo del latte spot scende di altri 3 centesimi al litro in poche settimane. Intervengono Camera e Senato per chiedere interventi urgenti a tutela del reddito degli allevatori. Il Masaf lancia una serie di proposte per rilanciare il settore che saranno presentate al prossimo consiglio Agrifish

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22 Gennaio, 2026

Con il nuovo anno continua ancora la discesa del prezzo del latte spot in Italia. Secondo le ultime elaborazioni riportate sul portale del Milk Market Observatory,  si registra una perdita di 3 cent/litro dalla fine di dicembre. Più esattamente si passa  dai 30,00 euro/100 kg del 28 dicembre 2025 ai 27,00 euro/100 kg del 11 gennaio 2026.

La crisi arriva in Parlamento

Questa forte flessione è approdata anche in Parlamento. Negli ultimi giorni, infatti, Camera e Senato hanno presentato due interrogazioni al Ministro dell’Agricoltura che fotografano una crisi sempre più profonda della filiera lattiero-casearia.

Alla Camera dei deputati, l’onorevole Antonella Forattini, insieme ad altri parlamentari, ha depositato il 15 gennaio 2026 un’interrogazione a risposta in commissione, richiamando l’attenzione sul crollo del prezzo del latte spot, sceso fino a circa 27 centesimi al litro, oltre il 50% in meno rispetto a un anno fa e ben al di sotto dei costi di produzione. Nell’atto si evidenzia come l’eccesso di offerta e la rigidità dei contratti di lungo periodo stiano mettendo in difficoltà molti allevatori, costretti in alcuni casi a vendere il latte fuori contratto a prezzi insostenibili. In questo scenario, i consumatori rimangono all’oscuro di questo calo perché non ci sono conseguenze sui prezzi finali, stabili per via di accordi che proteggono i consistenti margini ottenuti dalla grande distribuzione organizzata, la Gdo.

Due giorni prima, il 13 gennaio 2026, anche al Senato è stata presentata un’interrogazione a risposta orale dal senatore Giorgio Maria Bergesio, per segnalare una crisi che rischia di assumere carattere strutturale. L’onorevole richiama, in particolare, il ruolo dell’aumento della produzione in altri Paesi europei e dell’immissione di latte estero nel mercato italiano, fattori che contribuiscono a deprimere i prezzi. Viene inoltre riportato come alcune aziende stiano valorizzando il latte in surplus a poco meno di 28 euro per ettolitro, a fronte di costi medi di produzione superiori ai 55 euro per ettolitro.

Entrambe le interrogazioni fanno inoltre riferimento all’accordo raggiunto a dicembre presso il Masaf, che prevede un prezzo indicativo di 54 centesimi al litro a gennaio, 53 a febbraio e 52 a marzo (leggi QUI). Un’intesa considerata un primo passo per arginare l’emergenza, ma non vincolante e ritenuta insufficiente a garantire stabilità nel medio periodo. I parlamentari chiedono quindi interventi urgenti e strutturali per tutelare il reddito degli allevatori, riequilibrare il mercato e scongiurare il rischio che il crollo del latte spot influenzi negativamente il rinnovo dei contratti di fornitura, compromettendo la sopravvivenza di centinaia di aziende agricole e la tenuta di un settore strategico dell’agroalimentare italiano.

Le iniziative proposte dal Masaf al tavolo del latte 

Ieri, 22 gennaio, è arrivata da parte del Masaf e del Ministro Lollobrigida una serie di proposte per il rilancio del settore lattiero caseario.

Nel corso della riunione del Tavolo del latte il Ministro, concorde con i partecipanti sulla necessità di un’azione a livello comunitario, ha infatti avuto modo di illustrare le iniziative che intraprenderà a Bruxelles per far fronte alla riduzione del prezzo del latte, per la promozione dei prodotti lattiero caseari e per il sostegno all’intero settore lattiero caseario.

La proposta, che verrà presentata al prossimo consiglio Agrifish, prevede:

  • Attivazione di un programma europeo di finanziamenti alla riduzione volontaria della produzione con il riconoscimento di un indennizzo finanziario agli allevatori che decidano di contenere i propri volumi produttivi.
  • Concessione di aiuti per l’ammasso privato nel settore dei formaggi, del burro e del latte UHT per la stabilizzazione dei prezzi e interventi a sostegno della stabilità finanziaria delle imprese più esposte.
  • Fondo europeo di aiuti agli indigenti che faccia riferimento ai formaggi di qualità maggiormente diffusi/rappresentativi a livello territoriale per un reale impatto a livello di mercato.
  • Campagne di promozione straordinaria dei prodotti lattiero-caseari per valorizzare il contenuto nutrizionale e la sostenibilità dei prodotti europei, stimolando i consumi interni, enfatizzando la qualità dei formaggi DOP e IGP, e consolidando la presenza sui mercati internazionali.
  • L’Ice – Italian trade agency supporterà ulteriori attività di promozione dei prodotti lattiero-caseari con campagne dedicate e presenze collettive nelle più rilevanti fiere internazionali.

Queste proposte si andranno a sommare alle iniziative nazionali per la promozione del consumo di prodotti lattiero-caseari già in essere, come il programma “Latte nelle scuole”, finanziato con 6,9 milioni di euro annui, e il finanziamento nel 2025, con 33 milioni di euro, dell’acquisto per il fondo indigenti dei formaggi DOP (14 milioni di euro) e per i formaggi a pasta dura (18 milioni di euro). Tale impegno verrà rinnovato nel 2026.

“Il settore lattiero-caseario è un settore strategico per il settore agroalimentare italiano e negli ultimi anni sta registrando risultati incoraggianti ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. – Ovviamente il compito del Ministero è sostenere l’intera filiera e trovare, insieme ai produttori, soluzioni possibili alla diminuzione del prezzo del latte. Lo faremo intervenendo su due fronti, il primo è quello dell’offerta. C’è la necessità di costituire un sistema di incentivi per raggiungere il giusto livello di offerta di latte. Il secondo fronte è quello della domanda, dobbiamo sostenere con apposite campagne la domanda di latte, cibo genuino e di qualità. Lo facciamo in Italia con il programma ‘Latte nelle scuole’ e vogliamo che anche a livello europeo si cominci a promuovere il consumo per valorizzare il contenuto nutrizionale e la qualità dei formaggi DOP e IGP anche in Europa e all’Estero”.

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