Oli essenziali e immunità ovina: nuove evidenze per un approccio naturale all’infiammazione
Uno studio in vitro valuta l’effetto degli oli essenziali di rosmarino, menta e lavanda sulle risposte immunitarie delle cellule ovine, evidenziando un potenziale ruolo immunomodulante

L’esigenza di promuovere una zootecnia più sostenibile e di contrastare il crescente fenomeno dell’antibiotico-resistenza ha indirizzato la ricerca verso la valorizzazione di composti naturali con potenziale terapeutico e preventivo. Tra questi, gli oli essenziali (OE) rappresentano una classe di fitocomplessi di particolare interesse, grazie alla loro documentata attività antimicrobica, antiossidante e alla capacità di modulare la risposta immunitaria. Il presente studio si è focalizzato sulla valutazione, in un modello in vitro, degli effetti degli OE di Rosmarino (Rosmarinus officinalis L., REO), Menta piperita (Mentha × piperita L., MEO) e Lavanda (Lavandula angustifolia L., LEO) sulle biorisposte dei linfomonociti (PBMC) isolati da sangue periferico ovino. Il sangue è stato raccolto da pecore da latte provenienti da un allevamento commerciale situato a Foggia (Italia).
Caratterizzazione chimica degli oli essenziali
Gli OE, ottenuti tramite idrodistillazione, sono stati caratterizzati mediante gascromatografia accoppiata a spettrometria di massa (GC–MS) per l’identificazione e la quantificazione dei principali componenti. In particolare, il REO era caratterizzato da elevate concentrazioni di 1,8-cineolo (25,2%), α-pinene (20%) e canfora (16,2%); il MEO presentava un elevato contenuto di ossido di piperitenone (51,25%) e 1,8-cineolo; infine, il LEO mostrava alti livelli di linalolo (44,5%) e borneolo (10,9%).
Disegno sperimentale: trattamenti e valutazioni
Le PBMC sono state trattate con quattro concentrazioni crescenti di ciascun OE (3%, 5%, 7% e 10%), precedentemente testate per escludere effetti citotossici. Inoltre, le cellule sono state attivate tramite due stimoli: Concanavalina A (ConA), per promuovere l’attivazione e la proliferazione dei linfociti T, e la combinazione ConA + lipopolisaccaride batterico (LPS), per simulare una risposta immunitaria simil-batterica tipica dei Gram-negativi, con attivazione congiunta di linfociti T e monociti. Successivamente alla messa in coltura è stata valutata la vitalità cellulare, mediante saggio XTT, mentre la risposta blastogenica tramite saggio BrdU, che misura la proliferazione cellulare. Nei surnatanti sono state quantificate le citochine IL-6, IL-10 e IL-8 tramite test ELISA.
Risultati sulla vitalità e proliferazione cellulare
I risultati relativi alla vitalità cellulare non hanno evidenziato effetti citotossici; al contrario, il MEO e il REO alla concentrazione del 10% hanno determinato un metabolismo cellulare significativamente più elevato rispetto ai controlli.

La proliferazione cellulare ha mostrato che REO e MEO al 10%, e LEO al 5%, hanno significativamente stimolato la risposta proliferativa, suggerendo un potenziale ruolo degli OE nel supportare le risposte immunitarie cellulo-mediate.
Per quanto riguarda il profilo citochinico, i risultati hanno evidenziato un andamento strettamente dipendente dal tipo di OE impiegato, riflettendo una diversa cinetica associata alla composizione chimica specifica. In particolare, nelle PBMC stimolate con ConA + LPS, i trattamenti con REO e LEO al 3% hanno determinato un aumento significativo dei livelli di IL-10, una citochina generalmente associata alla regolazione/attenuazione dell’infiammazione in contesti stressogeni. Contestualmente, è stata osservata una significativa riduzione dei livelli di IL-8, chemochina tipicamente pro-infiammatoria. Tale modulazione potrebbe essere attribuibile alla presenza di linalolo (componente dominante nel LEO), noto per le sue proprietà inibitorie sulle citochine pro-infiammatorie indotte da LPS.
Conclusioni: un potenziale strumento per la resilienza immunitaria
Nel complesso, il modello di infiammazione in vitro ha evidenziato un interessante effetto immunomodulatorio degli OE, in particolare di Rosmarino e Lavanda, evidenziando sia un potenziamento della proliferazione linfocitaria sia una modulazione favorevole del profilo citochinico, con incremento delle citochine regolatorie come la IL-10.
Pertanto, l’integrazione di questi fitocomplessi nella dieta degli ovini potrebbe rappresentare una strategia naturale e biosostenibile per rafforzare la resilienza immunitaria. Questo approccio non solo promuove il benessere degli animali, ma contribuisce anche alla costruzione di una filiera zootecnica più sana, sostenibile e meno dipendente dagli antibiotici.
Riferimenti
La presente nota è una sintesi del seguente articolo scientifico pubblicato dalla rivista Veterinary Sciences: Ciliberti, M. G., Albenzio, M., Sevi, A., Frabboni, L., Marino, R., & Caroprese, M. (2024). Immunomodulatory Role of Rosmarinus officinalis L., Mentha x piperita L., and Lavandula angustifolia L. Essential Oils in Sheep Peripheral Blood Mononuclear Cells. Veterinary Sciences, 11(4), 157.
Autori
Valentina Biancardi e Cristina Stango sotto la supervisione del Gruppo editoriale ASPA – Giuseppe Conte, Alberto Stanislao Atzori, Fabio Correddu, Luca Cattaneo, Gabriele Rocchetti, Antonio Natalello, Sara Pegolo, Aristide Maggiolino, Antonella Della Malva, Giulia Gislon, Manuel Scerra.



















































































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