PAC 2028-2034: la Corte dei conti UE segnala rischi e lacune
Osservazioni su Fondo unico, incertezze finanziarie e primi commenti delle associazioni di categoria

Prosegue il confronto sul futuro della politica agricola comune nel quadro del bilancio UE post 2027. Il parere della Corte dei conti europea sulle proposte della Commissione per il periodo 2028-2034 riaccende il dibattito su governance, finanziamenti e controlli, mentre le organizzazioni agricole iniziano a esprimere le prime valutazioni.
Il contesto del nuovo quadro finanziario UE
Nel confronto sul futuro delle politiche europee dopo il 2027, la Corte dei conti europea ha pubblicato un parere sulle proposte legislative che disciplineranno l’agricoltura e il settore agroalimentare dell’UE nel periodo 2028-2034. Il documento fornisce al Parlamento europeo e al Consiglio una valutazione tecnica indipendente delle proposte della Commissione in materia di politica agricola comune (PAC) e organizzazione comune dei mercati (OCM). Il parere si inserisce nel quadro del nuovo bilancio pluriennale dell’Unione, per il quale la Commissione ha proposto una dotazione complessiva di circa 2.000 miliardi di euro.
Il Fondo unico e la riforma della PAC
Nel nuovo quadro finanziario, un ruolo centrale sarebbe affidato al Fondo europeo, che accorperebbe risorse oggi distribuite su fondi distinti. La PAC, attualmente il principale programma di spesa agricola dell’UE, verrebbe finanziata attraverso questo strumento sulla base di piani nazionali.
La Corte rileva che la proposta segna un cambiamento strutturale rilevante: per la prima volta, infatti, dalla nascita della PAC nel 1962 non sarebbe previsto un fondo specifico per l’agricoltura e verrebbe superata la tradizionale articolazione in due pilastri.
Complessità e incertezza per i beneficiari
Secondo la Corte dei conti europea, la nuova architettura normativa e le modalità di programmazione potrebbero generare incertezza, riducendo la prevedibilità dei finanziamenti e ritardando l’erogazione delle risorse. Ciò potrebbe incidere sull’obiettivo di semplificazione alla base della riforma.
Ulteriori elementi di incertezza deriverebbero dal fatto che l’entità complessiva delle risorse destinate alla PAC sarebbe definita solo dopo l’adozione dei piani nazionali, rendendo più difficile la pianificazione per i beneficiari e il confronto con l’attuale periodo di programmazione.
Controllo della spesa e obiettivi comuni
Il parere sottolinea la necessità di garantire rendicontabilità e tracciabilità dei fondi, indipendentemente dal ricorso a interventi basati su realizzazioni o sul raggiungimento di obiettivi. La possibilità di risalire ai beneficiari finali viene indicata come una condizione essenziale per l’attività di controllo.
La Corte evidenzia inoltre che la maggiore flessibilità concessa agli Stati membri non dovrebbe compromettere gli obiettivi comuni della PAC, tra cui il sostegno al reddito degli agricoltori, la tutela dell’ambiente, l’azione per il clima e la sicurezza alimentare.
Le prime reazioni delle Organizzazioni Agricole
Il parere della Corte dei conti europea ha raccolto le prime reazioni delle associazioni di categoria.
Cia-Agricoltori Italiani ha definito il parere una conferma dei timori espressi dal settore sulla riforma della PAC post 2027. Il presidente Cristiano Fini ha richiamato i rischi di una possibile rinazionalizzazione della politica agricola e ha annunciato che l’organizzazione continuerà a intervenire nel confronto in corso in vista dei prossimi passaggi negoziali.
Anche Confagricoltura ha evidenziato come il parere metta in luce rischi già noti, in particolare in relazione alla struttura del Fondo unico e alla maggiore discrezionalità attribuita agli Stati membri, che potrebbe incidere sull’omogeneità della politica agricola comune e sulla capacità competitiva delle imprese agricole all’interno dell’UE.
Copagri ha parlato di una conferma delle criticità già segnalate sull’impostazione della PAC post 2027, richiamando, inoltre, i rischi per la redditività delle imprese agricole, la sicurezza alimentare e la sostenibilità del settore, oltre alle preoccupazioni legate alla complessità del nuovo impianto e all’ipotesi di un fondo unico.
Un contributo al confronto istituzionale
Il parere della Corte dei conti europea rientra in una serie di contributi richiesti dal Parlamento europeo e dal Consiglio per accompagnare l’esame delle proposte della Commissione sul prossimo quadro finanziario pluriennale e sulle politiche settoriali dell’Unione.
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