PAC post-2027: ecco le proposte del Parlamento europeo. No a tagli e fondo unico
Tra le principali richieste degli europarlamentari, un bilancio più consistente e autonomo, pagamenti diretti rafforzati, minore onere amministrativo per gli agricoltori e rimozione degli ostacoli all’avvio dell’attività agricola

Mercoledì 10 settembre, il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione ufficiale sul futuro della PAC post-2027, chiedendo un bilancio più consistente e autonomo, e opponendosi alla creazione di un fondo unico e ai tagli annunciati dalla Commissione europea il 17 luglio (leggi anche “L’UE presenta il nuovo bilancio per PAC e agricoltura. Dure le reazioni delle associazioni di categoria“).
Nella risoluzione non vincolante, approvata con 393 voti favorevoli, 145 contrari e 123 astensioni, gli eurodeputati hanno infatti sottolineato che i finanziamenti della PAC non devono essere integrati con altri settori né inseriti in un quadro finanziario più ampio che possa essere utilizzato dagli Stati membri per scopi diversi dall’agricoltura.
I deputati chiedono inoltre che il sostegno diretto al reddito venga erogato a tutti gli agricoltori attivi e professionali sulla base della superficie agricola coltivata, e ritengono che lo sviluppo rurale vada sostenuto indipendentemente dalle politiche di coesione.
La relazione sul futuro dell’agricoltura e della PAC post-2027, presentata da Carmen Crespo Díaz (PPE, ES), era stata già adottata dalla Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale il 7 luglio 2025 (leggi anche “La Commissione AGRI del Parlamento europeo definisce le priorità per la PAC post-2027“) ed è stata ora approvata in plenaria dal Parlamento europeo.
“Siamo impegnati per un futuro equo per il settore agricolo europeo – ha dichiarato Díaz. – Ciò significa una PAC realmente comune, che rafforzi la filiera alimentare, sostenga comunità rurali e dia potere agli agricoltori attraverso innovazione, ricambio generazionale e condizioni di mercato eque. Non possiamo accettare tagli, né tentativi di nazionalizzare la PAC o di fondere i suoi finanziamenti con altri strumenti UE. Soprattutto, dobbiamo tutelare e garantire i pagamenti diretti agli agricoltori: essi rappresentano il fulcro del loro reddito e lo strumento più efficace per assicurare sicurezza alimentare ed equilibrio territoriale in tutta Europa.”
Semplificazione della PAC
Nella risoluzione adottata, i deputati affermano che la riduzione degli oneri amministrativi per gli agricoltori deve essere uno dei principi guida della futura PAC. Sostengono inoltre un sistema basato su incentivi per incoraggiare il raggiungimento di obiettivi ambientali e sociali, mentre i regimi ecologici devono rimanere volontari e accompagnati da remunerazione. Si chiede anche di prendere in considerazione le pratiche agricole esistenti quando gli agricoltori devono rispettare requisiti per mantenere i terreni in buone condizioni agricole e ambientali.
Digitalizzazione dell’agricoltura
Il Parlamento ribadisce che tutti gli agricoltori devono avere accesso a soluzioni innovative e digitali che supportino l’agricoltura sostenibile, aumentino il reddito e riducano il carico amministrativo. Per ridurre al minimo le procedure di controllo che possono essere stressanti, il monitoraggio dell’uso dei fondi PAC dovrebbe basarsi su immagini satellitari e autocertificazione, in un sistema centralizzato di rendicontazione elettronica.
Gestione dell’acqua ed economia circolare in agricoltura
Per garantire una produzione alimentare sufficiente e di qualità, i deputati propongono investimenti nella modernizzazione e nello sviluppo delle infrastrutture di ritenzione, distribuzione e stoccaggio dell’acqua, nonché nel trattamento delle acque reflue. Inoltre, bisognerebbe offrire agli agricoltori incentivi per il recupero di biomassa, rifiuti agricoli e co-prodotti.
Rinnovamento generazionale nelle aziende agricole
Il ricambio generazionale è essenziale per il futuro dell’agricoltura UE, ma quasi il 58% degli agricoltori ha più di 55 anni e solo il 6% meno di 35, sottolineano i deputati. Il Parlamento chiede dunque di incrementare gli incentivi fiscali e creditizi per rimuovere gli ostacoli all’avvio dell’attività agricola.
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