Parlamento UE approva riforma OCM: contratti scritti obbligatori, etichette più trasparenti e stop ai “burger vegetali”

La posizione adottata dagli eurodeputati prevede contratti scritti obbligatori per la consegna di prodotti agricoli (con alcune eccezioni), norme più chiare in materia di etichettatura e pubblicità, e priorità negli appalti pubblici ai prodotti locali e stagionali dell’UE

8 Ottobre, 2025

Mercoledì 8 ottobre, il Parlamento europeo, riunito in plenaria a Strasburgo, ha approvato le modifiche mirate al regolamento sull’organizzazione comune dei mercati agricoli (OCM) e ad altri due atti così come proposte a settembre dalla Commissione AGRI (leggi anche “Agricoltori più forti nella filiera: la Commissione AGRI approva la proposta con riserve“). Le modifiche, presentate inizialmente dalla Commissione europea, hanno l’obiettivo di riequilibrare i rapporti di forza nella filiera agroalimentare (leggi anche “Commissione UE: proposte nuove misure per rafforzare la posizione degli agricoltori e combattere le pratiche commerciali sleali“).

Il testo, che fungerà da base per i negoziati con il Consiglio (leggi anche “Via libera dal Consiglio UE a maggiori tutele per gli agricoltori nella filiera agroalimentare“), è stato adottato con 532 voti favorevoli, 78 contrari e 25 astensioni, e include il tanto discusso emendamento proposto dalla relatrice francese del PPE Céline Imart che prevede il divieto di utilizzare termini riconducibili alla carne per i prodotti di origine vegetale. Per l’entrata in vigore delle modifiche servirà ora un accordo con gli Stati membri.

“Vogliamo assicurarci che gli agricoltori abbiano un contratto con il loro primo acquirente – ha dichiarato Céline Imart durante il dibattito in plenaria. – Dobbiamo porre fine a rapporti commerciali precari e disequilibrati. Serve garantire una remunerazione equa a chi ci nutre, tenendo conto dei costi di produzione. Il reddito agricolo non è solo una questione di statistiche o cifre astratte: è una questione di giustizia, dignità e talvolta di sopravvivenza. Chi produce il nostro cibo rappresenta la nostra identità. Questo strumento è il minimo che dobbiamo loro”.

Di seguito, il dettaglio della posizione adottata dal Parlamento.

Contratti scritti e organizzazioni di produttori

Gli eurodeputati sostengono che le consegne di prodotti agricoli nell’Unione dovrebbero essere oggetto di un contratto scritto. Tuttavia, propongono che gli Stati membri possano esentare determinati settori su richiesta di un’organizzazione rappresentativa dello stesso. Inoltre, il Parlamento vuole ridurre a 4.000 euro (rispetto ai 10.000 proposti dalla Commissione) la soglia di valore al di sotto della quale gli Stati membri possono decidere che i contratti non siano obbligatori.

Per evitare una concorrenza innecessaria tra modelli produttivi, i deputati si oppongono alla creazione di organizzazioni di produttori biologici.

Definizione più rigorosa degli alimenti di “carne”

I deputati introducono una nuova definizione di carne, descitta come “parti commestibili di animali”, e stabiliscono che denominazioni quali “bistecca”, “scaloppina”, “salsiccia” o “hamburger” siano riservate esclusivamente ai prodotti che contengono carne, escludendo quelli coltivati in laboratorio.

Etichettatura e commercializzazione

Il Parlamento chiede maggiore chiarezza sull’uso dei termini “giusto”, “equo” o equivalenti per i prodotti agricoli e propone che i criteri per consentirne l’inserimento in etichetta includano il contributo dei prodotti allo sviluppo delle comunità rurali e alla promozione delle organizzazioni di agricoltori.

Si chiede inoltre che l’espressione “filiera corta” sulle etichette o nella pubblicità sia riservata ai prodotti realizzati nell’UE con un numero limitato di intermediari tra agricoltore e consumatore finale, scambiati su brevi distanze o in tempi ridotti.

Antiparassitari negli alimenti importati

I deputati sostengono che gli alimenti e i mangimi di origine vegetale o animale possono essere importati da paesi terzi solo se i livelli di residui di antiparassitari sono inferiori ai limiti massimi consentiti per i prodotti dell’UE.

Appalti pubblici

Parlamento chiede che i governi UE assicurino che i contratti di fornitura aggiudicati nell’ambito degli appalti pubblici riguardino prodotti agricoli e alimentari di origine UE, con particolare attenzione a quelli locali e stagionali. Dovrà essere data priorità ai prodotti recanti indicazioni geografiche dell’UE.

Prossime tappe

I negoziati con gli Stati membri sulla forma finale della legge inizieranno martedì 14 ottobre 2025.

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