Precision feeding systems: tecnologie ICT e sostenibilità
Dagli allevamenti alle banche dati: come i sistemi di precision feeding stanno trasformando la gestione dell’alimentazione animale, riducendo i costi e migliorando la sostenibilità ambientale

In un settore che deve fare i conti con la volatilità dei mercati delle materie prime, il cambiamento climatico e una crescente attenzione al benessere animale, l’alimentazione rimane la voce di costo più rilevante nell’allevamento. Eppure, per decenni, il razionamento alimentare è stato affidato all’esperienza del singolo allevatore, con approcci basati su medie di categoria piuttosto che sui reali fabbisogni individuali. Oggi, tutto sta cambiando.
Una recente review pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Animals (MDPI) fa il punto sullo stato dell’arte dei Precision Feeding Systems (PFS) — sistemi integrati di sensori, elettronica e Information and Communication Technologies (ICT) capaci di misurare in tempo reale i parametri produttivi e fisiologici degli animali, traducendoli in raccomandazioni nutrizionali personalizzate.
Ciò che distingue questi sistemi dalla zootecnia tradizionale è la capacità di raccogliere, analizzare e utilizzare automaticamente le informazioni. Non più razionamento medio per categoria, ma piani alimentari adattati allo stato di salute, alla fase produttiva e ai reali fabbisogni di ciascun individuo. La Precision Feeding Systems (PFS) è basata sull’applicazione di sensori direttamente sull’animale come: boli ruminali, accelerometri, podometri, tag auricolari, collari; sensori installati in stazioni di alimentazione elettroniche con riconoscimento individuale tramite Radio-Frequency Identification (RFID) o transponder, e sistemi di visione artificiale per la stima automatica della condizione corporea. I dati raccolti confluiscono in piattaforme di analisi che, integrate con modelli alimentari, generano raccomandazioni aggiornate in tempo reale.

Applicazione dei Precision Feeding Systems nelle produzioni animali.
La revisione della letteratura — che spazia tra le principali specie di interesse zootecnico, dai bovini da latte ai suini, dagli avicoli ai piccoli ruminanti — evidenzia risultati promettenti: gli allevamenti che hanno adottato PFS riportano riduzioni significative dei costi alimentari, una minore incidenza di patologie metaboliche nei periodi critici, come il periparto nella bovina da latte, e un miglioramento degli indici riproduttivi. Tra i vantaggi più rilevanti, la capacità di intercettare precocemente stati subclinici spesso invisibili all’occhio umano.
Accanto ai benefici produttivi ed economici, i PFS mostrano un potenziale importante anche sul fronte della sostenibilità: la somministrazione ottimizzata di nutrienti riduce le perdite azotate e fosfatiche, limitando l’impatto ambientale dell’allevamento. Un contributo non secondario per un settore sempre più chiamato a rispondere alle sfide della transizione ecologica.
Gli autori sottolineano tuttavia che diversi componenti dei PFS si trovano ancora a diversi stadi di sviluppo e maturità commerciale, e che ulteriori ricerche sono necessarie per consolidarne l’applicazione su larga scala.
La presente nota è sintesi della review: “Sensor-Based Precision Feeding Systems in Animal Production: Technologies and Applications”. Francesco Giannico, Claudia Carbonara, Anna Caputi Jambrenghi, Marco Ragni, Abdelfattah Zeidan Mohamed Salem, Simona Tarricone, Maria Selvaggi and Maria Antonietta Colonna. Animals 2026, 16(9), 1333; https://doi.org/10.3390/ani16091333.



















































































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