Relazioni genetiche tra tasso di gemellarità e produzione di latte a 305 giorni nella Frisona Italiana

Uno studio su oltre un milione di parti analizza ereditabilità, impatti produttivi e potenzialità selettive per ridurre i parti gemellari nella Frisona Italiana

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5 Dicembre, 2025

La gemellarità nelle vacche da latte rappresenta un fenomeno complesso e costoso per gli allevatori, in quanto aumenta il rischio di complicazioni riproduttive (aborti, morti perinatali, ritenzione placentare, distocia), disturbi metabolici (chetosi, dislocazione dell’abomaso, infezioni uterine) e riduce la produttività e la longevità della vacca. Inoltre, nelle vitelle nate da parto gemellare con un maschio, circa il 90% è infertile a causa del freemartinismo, riducendo ulteriormente l’efficienza del ripopolamento.

Questo studio ha analizzato oltre 1 milione di parti registrati tra il 1992 e il 2022 in 514.702 vacche Frisone Italiane appartenenti a 924 allevamenti, per studiare il tasso di gemellarità (TR), stimarne l’ereditabilità e le correlazioni genetiche e fenotipiche con i principali caratteri produttivi del latte a 305 giorni (produzione di latte, proteine e grasso, tenore in grasso e proteine).

I risultati evidenziano che:

  • Il Tasso di gemellarità (TR) medio della popolazione è 2,6%, con valori più bassi nelle primipare (0,8%) e più elevati nelle vacche di parità 3-5 (∼4%).
  • L’ereditabilità del TR è bassa (h² tra 0,01 e 0,06), coerente con studi precedenti, ma esiste variabilità genetica sufficiente per intervenire selettivamente.
  • Le correlazioni genetiche tra TR e caratteri produttivi sono molto deboli, vicine allo zero, indicando che la selezione tradizionale per alte produzioni non ha influenzato significativamente la gemellarità.
  • Il trend genetico del TR è stabile nel tempo, mentre il trend fenotipico mostra un lieve aumento (dal 2,36% al 2,54% negli ultimi 30 anni), probabilmente dovuto a fattori gestionali e ambientali come nutrizione, stagionalità, sincronizzazione ormonale e gestione dell’allevamento.
  • I parti gemellari comportano una riduzione media di circa 154 kg di latte per lattazione, con perdite economiche che aumentano nei parti estivi a causa dello stress da caldo, oltre a costi indiretti legati a complicazioni riproduttive e metaboliche.
  • Esiste una notevole variabilità tra i tori: alcune linee trasmettono alle figlie una probabilità di gemellarità più che doppia rispetto ad altre, suggerendo la possibilità di selezione mirata.

In conclusione, lo studio mostra che è possibile gestire o ridurre l’incidenza dei parti gemellari nella popolazione Frisona Italiana attraverso programmi di selezione mirati, senza compromettere la produzione di latte. Si raccomanda inoltre di approfondire la relazione della gemellarità con altri caratteri chiave quali fertilità, longevità, sopravvivenza dei vitelli e facilità di parto, al fine di ottimizzare futuri programmi selettivi e ridurre le perdite economiche associate. Questi risultati offrono agli allevatori e ai tecnici uno strumento prezioso per bilanciare produttività, salute riproduttiva e gestione dei rischi economici, rafforzando le strategie di selezione sostenibile nella popolazione Frisona italiana.

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