Gli eurodeputati, riuniti in sessione plenaria a Strasburgo, hanno votato a fine aprile 2026 un mandato negoziale che prevede un incremento massiccio delle risorse finanziarie destinate al settore primario nel prossimo decennio. Questa decisione è figlia del bisogno di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti in un contesto geopolitico instabile e di sostenere la transizione verso un’economia a impatto climatico zero, o quanto meno ridotto.
Il Quadro Finanziario Pluriennale
La proposta parlamentare si inserisce nella definizione del Quadro Finanziario Pluriennale, ovvero il bilancio a lungo termine che disciplinerà la spesa dell’Unione tra il 2028 e il 2034. Il Parlamento chiede che il bilancio complessivo sia fissato all’1,27% del Reddito Nazionale Lordo dell’Unione Europea, per un totale di 2.010 miliardi di euro a prezzi correnti. Un elemento tecnico cruciale riguarda la gestione del debito contratto per il fondo di ripresa NextGenerationEU, che i deputati chiedono di mantenere al di fuori dei tetti di spesa ordinari, per evitare che il rimborso sottragga risorse vitali alle politiche tradizionali come l’agricoltura.
La difesa dell’autonomia della PAC
Uno dei punti cardine della strategia parlamentare riguarda il mantenimento di una linea di bilancio distinta e autonoma per la Politica Agricola Comune all’interno del futuro Fondo Unico. Gli eurodeputati si oppongono fermamente a uno sminuzzamento delle politiche agricole, respingendo il modello che prevede un piano nazionale specifico per ogni Stato membro, per evitare spiacevoli occasioni di concorrenza sleale tra i beneficiari dei diversi Paesi. La stabilità del settore, secondo gli scettici, dipende infatti da regole comuni e da finanziamenti certi, non suscettibili di priorità politiche nazionali.
Le voci di spesa
Entrando nel merito dei numeri, la proposta prevede di innalzare il budget della Politica Agricola Comune a 433,91 miliardi di euro, segnando un aumento netto di 139,31 miliardi rispetto alla proposta iniziale della Commissione Europea. All’interno di questo pacchetto finanziario, 320,72 miliardi di euro sarebbero destinati agli aiuti diretti al reddito e alle misure a superficie, mentre 106,91 miliardi verrebbero riservati agli interventi per lo sviluppo rurale e agli investimenti strutturali delle imprese agricole. Inoltre, è prevista una riserva di 6,3 miliardi di euro denominata Unity Safety Net, un fondo di emergenza specifico per intervenire tempestivamente in caso di crisi di mercato. Tale dotazione finanziaria complessiva supera di oltre 55 miliardi di euro quanto stanziato per l’attuale periodo 2023-2027, per affrontare l’aumento dei costi di produzione.
Fondi per le emergenze
Vengono richiesti più soldi per far fronte alla crisi che si paventa dal Medio Oriente, dai presenti e futuri terremoti geopolitici e dagli strascichi del passato recente, che poi è ancora presente, leggasi conflitto in Ucraina. Per far fronte all’incertezza, si chiede un miglioramento del tenore di vita nelle aree rurali e il ricambio generazionale, raggiungibili solo attraverso una politica agricola forte e coerente. Per finanziare queste ambizioni senza gravare ulteriormente sugli Stati membri, il Parlamento propone l’introduzione di nuove entrate proprie, come prelievi sui servizi digitali o sulle transazioni in criptovalute, capaci di generare circa 60 miliardi di euro all’anno.
Prospettive per il settore primario
Il voto della plenaria rappresenta l’inizio di un complesso iter legislativo che vedrà il Parlamento confrontarsi con il Consiglio dell’Unione Europea. Il prossimo passo decisivo sarà il raggiungimento di una posizione comune tra gli Stati membri, dopodiché potranno avviarsi i negoziati diretti per la stesura del regolamento definitivo.













































































GDPR Compliant