Tours, capitale mondiale del formaggio: l’Italia conquista 11 ori al Mondial du Fromage
Durante l'evento si è svolto anche il Concorso Mondiale del Miglior Formaggiaio

Nel mese di settembre Tours, in Francia, ha ospitato la settima edizione del Mondial du Fromage et des Produits Laitiers, il grande concorso internazionale che ha visto quest’anno la partecipazione di ben 1.900 formaggi da tutto il mondo. Sono stati 320 i giudici, divisi in 24 tavoli, che hanno valutato i campioni in gara e selezionato i dodici finalisti. Nella rosa purtroppo non figurava nessun prodotto italiano, e la vittoria assoluta è andata al Gruyère AOP Vieux della Fromagerie la Côte-aux-Fées, prodotto in Svizzera da Simon Miguet.
Il concorso, nato da un’idea di Roland Barthélemy, prévôt della Guilde Internationale des Fromagers, ha avuto una crescita costante: dalla sede iniziale nel palazzo delle esposizioni nel centro di Tours si è trasferito nella più grande area fieristica fuori città, aprendosi a tutti i produttori e non solo agli espositori. Questa evoluzione ha contribuito a renderlo uno dei palcoscenici più prestigiosi a livello mondiale per il settore lattiero-caseario.
Nonostante l’assenza in finale, l’Italia ha conquistato un bottino di rilievo con undici medaglie d’oro che dimostrano la varietà e la forza del nostro patrimonio caseario.
Tre ori sono arrivati dal Parmigiano Reggiano Dop, premiato grazie al lavoro del Caseificio Ambrosi, del Caseificio San Giorgio e del Caseificio Lanfredini. Dal Veneto il Caseificio Turato di Villafranca Padovana ha brillato con l’Asiago d’Allevo Dop, mentre la Latteria Perenzin di San Pietro di Feletto ha convinto la giuria con un Montasio Dop di straordinaria qualità.
La creatività e l’innovazione sono state premiate con la Burrata di Bufala al pesto verde firmata Mealk (distributore nel cuore della Francia), mentre il prestigioso Quadrello della bergamasca Quattro Portoni ha conquistato l’oro tra le specialità bufaline. Doppietta in Toscana per il Caseificio dei Barbi di Montalcino, che ha ottenuto due ori con un Cacio stagionato 24 mesi e con un Cacio aromatizzato a zafferano e ginepro. Dalla Sardegna è arrivato l’oro per il Monteterno del casaro Sergio Murgia, autentico simbolo della tradizione isolana, mentre tra i caprini si è imposto lo Sciür della Vialattea, prodotto in Lombardia.
Un’altra pagina importante è stata scritta dal concorso parallelo dedicato ai professionisti della vendita e del servizio: il titolo di miglior formaggiaio del mondo è andato a Emilia D’Albero di Formaticum. Statunitense, con un percorso formativo sviluppato in Italia, D’Albero ha impressionato i giudici per la sua preparazione tecnica e culturale, culminata in una prova sul Parmigiano Reggiano eseguita con precisione impeccabile.
Proprio su questo aspetto si è soffermato Armando Brusato, Presidente della Guilde Italia e super giudice della manifestazione: «Il livello dei formaggi in concorso è stato altissimo e l’Italia ha confermato la sua forza, portando a casa undici ori che testimoniano la diversità e la qualità del nostro Paese. Ma voglio sottolineare con soddisfazione anche la vittoria di Emilia D’Albero: è una professionista che ha tanta cultura casearia italiana, perché si è formata nel nostro Paese, e la sua prova sul Parmigiano è stata assolutamente perfetta. Questo dimostra che la scuola italiana è in grado di trasmettere competenze riconosciute e premiate in tutto il mondo».
Per l’Italia, queste undici medaglie d’oro, il riconoscimento a una cheesemonger che ha costruito la sua competenza nel nostro Paese, oltre che la qualità espressa dai due italiani in gara, Roberto Guermandi e Marco Zacchello, rappresentano un risultato di grande prestigio.
Il Mondial du Fromage di Tours si conferma così come il luogo in cui il formaggio diventa simbolo di cultura e dove l’Italia continua a scrivere pagine di eccellenza riconosciute a livello mondiale.

















































































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