I vantaggi di una dieta con un elevato rapporto foraggio:concentrato nell’allevamento bufalino
Un elevato rapporto foraggio:concentrato migliora qualità del latte, salute animale e sostenibilità. Aumentano CLA e omega-3, si riducono i costi e cresce la resa in mozzarella. Scelta efficiente.

Il latte di bufala rappresenta la seconda fonte di latte a livello mondiale, con una produzione annua che supera i 75 milioni di tonnellate, e presenta un contenuto medio di proteine compreso tra il 4 e il 4,5% e un contenuto di grassi di circa il 6–8%, a differenza del latte vaccino che contiene mediamente il 3–4% di grassi e il 3,5% di proteine. Di conseguenza, quando valutato in termini di latte corretto per l’energia (ECM), il contributo nutrizionale del latte di bufala è quasi doppio rispetto a quello del latte vaccino.
Nella formulazione delle diete per bufale, il rapporto foraggio:concentrato (F:C) rappresenta un elemento cruciale, come dimostrato da diverse ricerche che evidenziano che un rapporto F:C più elevato migliora l’assunzione di fibra, la quale a sua volta promuove una migliore funzionalità ruminale e una qualità del latte superiore. Tale rapporto esercita, inoltre, un’influenza significativa sulla sostenibilità dell’allevamento, elemento fondamentale per affrontare le sfide globali legate al cambiamento climatico, alla sicurezza alimentare e alla tutela degli ecosistemi.
Infatti, una gestione efficiente del rapporto F:C nell’alimentazione animale può influenzare in modo rilevante sia la produttività animale che l’impatto ambientale, contribuendo al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Un elevato rapporto F:C risulta in un aumento dell’acido linoleico coniugato (CLA), che può ridurre i rischi cardiovascolari e generare benefici per la salute dei consumatori, contribuendo al raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 3 – Salute e Benessere.
Inoltre, l’impiego di foraggi locali di alta qualità protegge le aziende agricole dai rischi associati a fluttuazioni dei costi o alla scarsa disponibilità di concentrati importati, garantendo una produzione sicura e sostenibile (Obiettivo 2 – Fame Zero).
Di conseguenza, promuovendo l’uso di risorse locali e riducendo la necessità di concentrati importati, è possibile migliorare l’efficienza e la sostenibilità della filiera, aumentandone l’autosufficienza (Obiettivo 12 – Consumo e produzione responsabili), riducendo l’impronta di carbonio (Obiettivo 13 – Lotta contro il cambiamento climatico) e tutelando gli ecosistemi naturali (Obiettivo 15 – Vita sulla Terra).
Infine, un incremento dell’efficienza produttiva e nutrizionale si riflette positivamente sulla redditività degli agricoltori, contribuendo al raggiungimento dell’Obiettivo 8 – Lavoro dignitoso e crescita economica.
Questo studio, pertanto, si propone di indagare come una gestione appropriata del rapporto foraggio:concentrato possa supportare il raggiungimento degli SDGs, evidenziando i legami tra pratiche agricole sostenibili e obiettivi di sviluppo globale.
Come è stato condotto lo studio
Sono state coinvolte 40 bufale in lattazione, divise in due gruppi:
- Gruppo H: alimentazione ad alto contenuto di foraggio (58% foraggio, 42% concentrati)
- Gruppo L: alimentazione a basso contenuto di foraggio (45% foraggio, 55% concentrati)
Per 120 giorni, gli animali hanno ricevuto razioni totali miste (TMR), con registrazioni giornaliere dei consumi alimentari e della produzione di latte. Sono stati analizzati anche la composizione chimica del latte e il profilo degli acidi grassi.
Risultati
- Produzione di latte: simile tra i due gruppi, a dimostrazione che un maggiore apporto di fibra non compromette la quantità di latte prodotto, se la dieta è ben bilanciata.
- Contenuto di grasso: significativamente più alto nel gruppo H (90,1 g/kg vs. 85,6 g/kg). Questo si traduce in una maggiore resa casearia, soprattutto nella produzione di mozzarella.
- Profilo lipidico del latte: la dieta ricca in foraggi ha aumentato la presenza di acidi grassi benefici, come:
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Acido oleico: noto per le sue proprietà cardioprotettive
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CLA (acido linoleico coniugato): potente antiossidante e antitumorale
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Omega-3: con effetti antinfiammatori e benefici per la salute cerebrale
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Impatto economico
Oltre ai benefici nutrizionali, la dieta ad alto F:C ha garantito un risparmio di 0,46 €/capo/giorno (9,2 €/giorno/gruppo) sui costi alimentari.
Nei 4 mesi di sperimentazione, il gruppo H ha prodotto 168 kg in più di mozzarella, con un risparmio complessivo sulla razione pari a 1104 euro.
Inoltre, la maggior resa in formaggio comporta minori costi di smaltimento del siero, aggiungendo un ulteriore vantaggio economico.
Conclusioni
I risultati di questo studio dimostrano che un rapporto foraggio:concentrato (F:C) più elevato nella dieta delle bufale in lattazione può rappresentare una strategia alimentare efficace che non compromette le prestazioni produttive.
La dieta ad alto contenuto di foraggio ha determinato un contenuto di grasso nel latte significativamente più elevato e un profilo degli acidi grassi più favorevole, elementi che migliorano la qualità del prodotto finale. In particolare, l’aumento delle concentrazioni di acido oleico, CLA e omega-3 è associato a benefici per la salute umana, tra cui effetti antinfiammatori, anticancerogeni e cardioprotettivi.
Dal punto di vista economico, la dieta ad alto foraggio ha permesso una riduzione dei costi di alimentazione e un incremento della resa in formaggio, generando vantaggi concreti per i produttori. Anche sul piano ambientale, la diminuzione dell’uso di concentrati importati e di quelli ad alta richiesta irrigua contribuisce alla tutela delle risorse naturali e alla riduzione delle emissioni di gas serra.
In conclusione, l’aumento del rapporto F:C nelle diete delle bufale si conferma una scelta sostenibile e redditizia, capace di apportare benefici integrati alla salute animale, alla qualità del prodotto e all’ambiente.
Tratto da: “Diet with High Forage:Concentrate Ratio Improves Milk Nutritional Properties and Economic Sustainability of Buffalo Breeding” di Lorenzo Infascelli, Nadia Musco, Piera Iommelli, Giuseppe Vassalotti, Francesco Capezzuto, Fabio Zicarelli, Valeria Maria Morittu, Anna Antonella Spina, Federico Infascelli e Raffaella Tudisco. Animals 2025, 15(14), 2050; doi.org/10.3390/ani15142050.















































































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