Yogurt e latte, alleati della longevità. I risultati di uno studio giapponese

In una coorte di oltre 14 mila adulti seguiti per nove anni, il consumo moderato o elevato di yogurt e quello moderato di latte sono risultati legati a una riduzione della mortalità totale e oncologica, senza effetti significativi su quella cardiovascolare

latte-yogurt
11 Febbraio, 2026

IN BREVE

Questo studio prospettico ha valutato l’associazione tra consumo di latte e yogurt e mortalità in 14.264 soggetti giapponesi di età 40-74 anni, monitorati durante controlli sanitari annuali. La frequenza di assunzione è stata classificata in nulla, bassa, moderata e alta. Durante il follow-up si sono verificati 265 decessi totali, 40 cardiovascolari e 90 correlati al cancro. Analisi Kaplan-Meier e modelli di Cox hanno mostrato che il consumo elevato/moderato di yogurt e il consumo moderato di latte erano associati a una riduzione significativa della mortalità totale e per cancro. Nessuna associazione significativa è stata osservata per la mortalità cardiovascolare. Lo studio supporta un effetto protettivo dei latticini sulla longevità e salute oncologica.

Introduzione

I prodotti lattiero-caseari, come latte e yogurt, sono considerati alimenti salutari grazie al loro contenuto di nutrienti essenziali e probiotici. Tuttavia, l’associazione tra il consumo di latticini e gli esiti sulla salute non è stata del tutto chiarita. Meta-analisi precedenti indicano che l’assunzione di latte o latticini non è significativamente correlata con la mortalità totale, le malattie cardiovascolari o la mortalità correlata al cancro, mentre prodotti fermentati come formaggio e yogurt mostrano un rischio lievemente ridotto di mortalità totale ed eventi cardiovascolari.

In Giappone, dove il consumo di latticini è generalmente inferiore rispetto ad altri paesi con livelli economici simili, alcuni studi osservazionali hanno suggerito che un aumento del consumo di latte e yogurt sia associato a una riduzione della mortalità totale, cardiovascolare e correlata al cancro, mentre altri risultati indicano possibili rischi con l’elevato consumo di specifici latticini. Le discrepanze potrebbero dipendere da differenze metodologiche, classificazione dei prodotti, modalità di valutazione della quantità assunta, caratteristiche della popolazione e tipo di esito analizzato.

Lo studio effettuato nella provincia di Yamagata, pubblicato su BMC Nutrition ne 2021, è stato progettato proprio per valutare gli effetti di fattori genetici e ambientali sullo sviluppo di malattie comuni e sulla mortalità in una coorte basata sulla comunità. I dati raccolti riguardano il consumo di latticini, inclusi latte e yogurt, insieme a informazioni su età, sesso, comorbidità e altri fattori di contesto. Durante un follow-up di 9 anni, sono state registrate le cause di morte e analizzata l’associazione tra consumo di latticini e mortalità totale o specifica.

Obiettivo dell’analisi è chiarire come differenti prodotti lattiero-caseari influenzino la prognosi e la salute pubblica, sottolineando l’importanza di distinguere tra latticini fermentati e non fermentati nel formulare raccomandazioni dietetiche basate sull’evidenza.

Materiali e metodi

La popolazione coinvolta nello studio comprendeva 19.231 soggetti di età compresa tra 40 e 74 anni, residenti in sette città della prefettura di Yamagata, che hanno partecipato allo studio di Yamagata durante l’indagine di base tra il 2009 e il 2015. Lo studio era una coorte prospettica basata sulla comunità e includeva la popolazione locale coperta dall’assicurazione sanitaria nazionale.

Dai 19.231 soggetti iniziali, 14.264 sono stati inclusi nell’analisi, dopo l’esclusione di coloro che avevano ritirato il consenso, risposte mancanti su yogurt e latte o caratteristiche basali (n = 3.387) e soggetti con anamnesi di cancro o malattie cardiovascolari (n = 1.580). Lo studio è stato approvato dal Comitato di revisione etica della Facoltà di Medicina dell’Università di Yamagata (approvazione 2019–391) ed è stato condotto in conformità con la Dichiarazione di Helsinki.

Le informazioni sul consumo di yogurt e latte sono state raccolte tramite un questionario breve sulla frequenza alimentare (FFQ) con validità e riproducibilità elevate. La frequenza di assunzione è stata valutata con domande dirette (“Con quale frequenza mangi yogurt?” e “Con quale frequenza bevi latte?”), con sei opzioni di risposta. Successivamente, i partecipanti sono stati classificati in quattro gruppi: nessuna (< 1 al mese), bassa (1-3 al mese), moderata (1-6 alla settimana) e alta (> 1 al giorno).

Sono stati inoltre raccolti dati sulle caratteristiche basali dei partecipanti, inclusi età, sesso, fumo, consumo di alcol, livello di istruzione e parametri di laboratorio. L’istruzione è stata suddivisa in tre livelli (< 9 anni, 10-12 anni, > 13 anni). La presenza di ipertensione, diabete e dislipidemia è stata accertata utilizzando dati di laboratorio e informazioni sui farmaci secondo definizioni di studi precedenti.

Tutti i partecipanti sono stati seguiti per 9 anni (2009-2018). La causa di morte è stata registrata dal certificato di morte tra il 2009 e il 2016 e classificata secondo i codici ICD-10. La mortalità cardiovascolare includeva i decessi dovuti a disturbi del sistema circolatorio (ICD-10 I00–I99), mentre la mortalità correlata al cancro comprendeva i decessi dovuti a tumori (ICD-10 C00–D48).

Risultati e discussione

Lo studio ha analizzato 14.264 soggetti (5.323 uomini e 8.941 donne) con un’età media di 61,5 anni. Le caratteristiche basali sono riportate nella Tabella 1. Complessivamente, la prevalenza di fumo, consumo di alcol, ipertensione, diabete e dislipidemia era rispettivamente del 12,0%, 46,0%, 41,2%, 9,5% e 50,4%. La frequenza di assunzione di yogurt e latte variava, con circa il 19-20% dei soggetti senza consumo, un 17-12% a basso consumo, il 36-38% a consumo moderato e il 24-32% a consumo elevato. L’assunzione di yogurt e latte tendeva ad aumentare con l’età e diminuire nei gruppi con maggiore prevalenza di uomini, fumo e consumo di alcol.

Tabella 1 – Caratteristiche dei soggetti dello studio.

Durante un follow-up di 9 anni (mediana 6,5 anni), si sono verificati 265 decessi totali, di cui 40 decessi cardiovascolari e 90 decessi correlati al cancro in un periodo di 7 anni (mediana 4,5 anni). L’analisi di Kaplan-Meier ha mostrato che i gruppi con consumo elevato/moderato/basso di yogurt e moderato/basso di latte avevano una probabilità di sopravvivenza maggiore rispetto al gruppo senza consumo (Fig. 1).

Figura 1 – Associazione tra la frequenza di assunzione di yogurt e latte e la mortalità totale.

Nell’analisi dei rischi proporzionali di Cox, gli hazard ratio (HR) non aggiustati per la mortalità totale diminuivano significativamente nei gruppi a basso, moderato e alto consumo di yogurt e nei gruppi a basso e moderato consumo di latte rispetto ai non consumatori (Tabella 2). Nell’analisi multivariata aggiustata, l’HR per la mortalità totale era significativamente ridotto nei gruppi con consumo moderato o elevato di yogurt e nel gruppo con consumo moderato di latte.

L’associazione tra consumo di yogurt e latte e mortalità correlata al cancro mostrava tendenze simili: HR aggiustati significativamente ridotti per consumo moderato/elevato di yogurt e moderato di latte (Tabella 2). L’incidenza dei tumori era più alta per polmone, stomaco e pancreas, mentre i gruppi con consumo moderato/elevato di yogurt mostravano un’incidenza relativamente inferiore di tumori al colon, pancreas e polmone, e i gruppi con consumo moderato di latte un’incidenza inferiore di tumori allo stomaco e pancreas. Non è stata osservata alcuna associazione significativa tra consumo di latticini e mortalità cardiovascolare.

La discussione conferma che un consumo moderato/elevato di yogurt e moderato di latte è associato a un ridotto rischio di mortalità totale e correlata al cancro. Questi risultati suggeriscono una possibile differenza nell’assunzione ottimale tra yogurt e latte. Meccanismi ipotizzati includono il ruolo di sostanze bioattive nei latticini (calcio, lattoferrina, prodotti di fermentazione) e dei probiotici nello yogurt, che potrebbero esercitare effetti antinfiammatori e prevenire lo sviluppo di alcuni tumori. Allo stesso tempo, fattori come l’IGF-I nel latte potrebbero promuovere l’insorgenza di alcuni tumori, spiegando differenze tra prodotti lattiero-caseari.

Non è stata rilevata alcuna associazione significativa tra consumo di latticini e mortalità cardiovascolare, ma la limitata potenza statistica dovuta al basso numero di decessi cardiovascolari potrebbe aver influenzato questo risultato. La valutazione dell’assunzione si basava su un questionario breve (FFQ), valido e riproducibile, ma l’assunzione potrebbe essere cambiata nel tempo. Inoltre, lo studio osservazionale non permette di stabilire causalità, ed esiste un possibile bias di selezione poiché i partecipanti erano relativamente sani e sottoposti a screening sanitario.

In conclusione, i risultati suggeriscono che un consumo moderato/elevato di yogurt e moderato di latte può essere associato a una riduzione del rischio di mortalità totale e correlata al cancro nella popolazione giapponese, fornendo evidenze utili per possibili raccomandazioni dietetiche basate sull’evidenza.

Tabella 2 – Analisi dei rischi proporzionali di Cox: associazione tra assunzione di yogurt e latte e mortalità.

Conclusioni

Questo studio ha dimostrato che l’assunzione di yogurt e latte era associata in modo indipendente a una riduzione della mortalità totale e della mortalità correlata al cancro nella popolazione generale giapponese. Tuttavia, l’associazione potrebbe essere modulata dalla quantità e dalla combinazione dei diversi prodotti lattiero-caseari consumati. Sono comunque necessari ulteriori studi per definire l’assunzione ottimale di latticini finalizzata a migliorare la prognosi e supportare raccomandazioni nutrizionali basate sull’evidenza.

Fonte: “Association between milk and yogurt intake and mortality: a community-based cohort study (Yamagata study)”, Akiko Nakanishi, Erika Homma, Tsukasa Osaki, Ri Sho, Masayoshi Souri, Hidenori Sato, Masafumi Watanabe, Kenichi Ishizawa, Yoshiyuki Ueno, Takamasa Kayama, Tsuneo Konta. BMC Nutrition (2021) 7:33. https://doi.org/10.1186/s40795-021-00435-1.

 Autore: Elisabetta Simonetti

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