Dermatite nodulare contagiosa: abbattimenti inevitabili per gli allevamenti sardi, lo conferma il Consiglio di Stato

Il ricorso di Agropower s.r.l. è stato respinto, la tutela della salute pubblica prevale sugli interessi economici. Confermata l’applicazione delle misure previste dal Regolamento UE 687/2020

bovini-carne
2 Settembre, 2025

La gestione dell’emergenza sanitaria legata alla dermatite nodulare contagiosa (Lumpy Skin Disease, LSD) in Sardegna ha conosciuto nelle scorse settimane un passaggio decisivo sul piano giuridico. Con un’ordinanza pubblicata il 29 agosto, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dalla società Agricola Agropower s.r.l. contro la Regione Autonoma della Sardegna, l’Istituto Zooprofilattico sardo, il Ministero della Salute e la Asl di Sassari, confermando la validità delle misure disposte dall’amministrazione regionale e già avallate in prima istanza dal TAR.

Secondo i giudici, l’interesse della salute pubblica – intesa anche in chiave zooprofilattica a tutela degli allevamenti ancora indenni – deve prevalere rispetto all’interesse economico-produttivo del singolo operatore. Una posizione che si inserisce nel quadro delle politiche comunitarie e nazionali di contrasto alla malattia, ispirate alla logica della prevenzione e al contenimento tempestivo dei focolai.

Stamping out e vaccinazione: cosa prevede la normativa europea

Uno dei punti centrali del ricorso riguardava il rapporto tra vaccinazione e abbattimento. Il Consiglio di Stato ha chiarito che la vaccinazione non costituisce una deroga allo stamping out, cioè all’abbattimento di tutti i capi presenti nell’unità epidemiologica in cui viene confermato un caso. Il Regolamento UE 687/2020 prevede infatti che le due misure siano complementari: la vaccinazione protegge gli allevamenti non ancora colpiti e rallenta la diffusione della malattia, ma non elimina l’obbligo di abbattimento nei focolai accertati, che resta lo strumento più rapido ed efficace per circoscrivere l’infezione.

La Corte ha sottolineato la correttezza delle tempistiche applicate dalla Regione Sardegna, considerando la velocità con cui la malattia si è propagata sul territorio. Un approccio che si fonda su dati epidemiologici consolidati e che trova riscontro nelle esperienze pregresse di gestione di altre epizoozie a livello europeo.

Ristori economici e bilanciamento degli interessi

Il Consiglio di Stato ha inoltre ribadito che i danni economici subiti dagli allevatori a seguito degli abbattimenti sono compensabili attraverso i meccanismi di ristoro previsti dalle autorità regionali. Si tratta di una misura indispensabile per contemperare l’interesse alla tutela della salute pubblica con la salvaguardia, almeno parziale, della sostenibilità economica delle aziende coinvolte.

La decisione si inserisce quindi in un quadro di bilanciamento tra diritti e interessi: da un lato la difesa del comparto zootecnico sardo nel suo insieme, dall’altro la garanzia di indennizzi adeguati per le realtà colpite.

Le dichiarazioni istituzionali

L’assessore all’Agricoltura, Gian Franco Satta, ha accolto l’ordinanza come una conferma della necessità di applicare con rigore le misure di contenimento stabilite dalla normativa europea. “La tutela dell’interesse generale dell’intero comparto viene prima di ogni altro interesse”, ha dichiarato, annunciando allo stesso tempo la ripresa delle movimentazioni in Sardegna per gli allevamenti che hanno completato la vaccinazione e rispettato i tempi di attesa previsti.

Per l’assessore alla Sanità, Armando Bartolazzi, la pronuncia del Consiglio di Stato sancisce la bontà del percorso intrapreso dall’amministrazione regionale, richiamando l’attenzione sui rischi derivanti da polemiche e strumentalizzazioni. “Le normative europee e nazionali sulla gestione delle malattie infettive – ha sottolineato – derivano da anni di esperienze cliniche-epidemiologiche e rappresentano l’unica base solida per guidare gli interventi di contrasto”.

Bartolazzi ha inoltre fornito un aggiornamento sulla campagna vaccinale: oltre 140 mila capi vaccinati, pari a più del 50% del totale. Un risultato che, se mantenuto a questi ritmi, potrebbe consentire all’Isola di superare l’attuale emergenza sanitaria in tempi rapidi.

Il verdetto del Consiglio di Stato, confermando la prevalenza dell’interesse collettivo, segna un passaggio cruciale nella gestione della LSD in Sardegna e rappresenta un precedente significativo per le future emergenze sanitarie nel comparto zootecnico.

Contenuti correlati:

Image used alone as a linked logo

Da leggere - Luglio 2026

Condividi questa notizia!