Latte e urine forniscono nuove prospettive per comprendere l’utilizzo dell’azoto nelle bovine da latte
Integrare le informazioni provenienti da diversi fluidi biologici può aiutare a comprendere meglio come la dieta influenzi il metabolismo delle bovine e l’efficienza di utilizzo delle proteine, con possibili ricadute sulla nutrizione di precisione e sulla sostenibilità degli allevamenti

L’efficienza con cui le bovine da latte utilizzano le proteine della dieta è un aspetto importante sia per la produttività aziendale sia per la sostenibilità ambientale degli allevamenti. Quando l’azoto apportato con gli alimenti non viene adeguatamente utilizzato dall’animale e dai microrganismi presenti nel rumine, una parte può essere eliminata, contribuendo alle perdite di nutrienti e all’impatto ambientale della produzione zootecnica (Hristov et al., 2019; Kand & Dickhoefer, 2021).
Comprendere come la dieta influenzi questi processi è quindi fondamentale per migliorare le strategie alimentari. In questo contesto, i derivati delle purine presenti nelle urine, in particolare allantoina e acido urico, sono utilizzati da tempo come indicatori indiretti dell’attività microbica ruminale e della sintesi di proteina microbica (Giagnoni et al., 2025; Errico et al., 2026).
La possibilità di ottenere informazioni analoghe attraverso il latte sarebbe particolarmente interessante, perché consentirebbe di utilizzare un campione già raccolto regolarmente durante la mungitura, semplificando potenzialmente il monitoraggio degli animali.
Ma il latte può davvero sostituire l’urina per valutare questi processi metabolici?
Il confronto tra latte e urina
Per rispondere a questa domanda, la short communication “Do milk purine derivatives reflect the urinary PDC index in dairy cows? Insights from integrative milk–urine targeted and untargeted screening”, pubblicata nel 2026 sull’Italian Journal of Animal Science da Errico e coautori, ha confrontato i profili chimici del latte e delle urine di bovine di razza Frisona alimentate con diete differenti per disponibilità e degradabilità ruminale delle proteine.
La prova sperimentale è stata condotta presso il Centro di ricerca per la zootecnia e l’ambiente CERZOO di Piacenza, azienda agro-zootecnica sperimentale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Marcatori convenzionali e analisi metabolomica
I ricercatori hanno quantificato alcuni marcatori tipici, tra cui allantoina, acido urico e creatinina. A queste misurazioni è stata affiancata un’analisi di spettrometria di massa untargeted, capace di rilevare un ampio insieme di piccole molecole presenti nei campioni.
L’obiettivo era verificare non soltanto se i singoli indicatori fossero correlati tra loro, ma anche se latte e urina potessero fornire informazioni complementari sulle risposte metaboliche associate alla dieta.
Il latte non sostituisce direttamente l’urina
Il primo risultato emerso è stato che i derivati delle purine presenti nel latte non riflettevano direttamente l’indice urinario utilizzato per stimare l’escrezione di questi composti, il cosiddetto PDC index.
In altre parole, la concentrazione di allantoina e acido urico nel latte non può essere interpretata automaticamente come un indicatore equivalente dei processi valutati attraverso le urine. I due fluidi biologici sembrano infatti descrivere aspetti differenti del metabolismo dell’animale.
Informazioni differenti ma complementari
L’analisi untargeted ha tuttavia evidenziato risultati di grande interesse. Pur non mostrando una corrispondenza diretta tra gli indicatori convenzionali, i profili chimici complessivi del latte e dell’urina presentavano variazioni associate alle differenti strategie alimentari.
Queste variazioni coinvolgevano in particolare composti collegati al metabolismo degli amminoacidi e alla gestione dell’azoto. Attraverso l’integrazione statistica dei due insiemi di dati è stato possibile identificare schemi metabolici condivisi, mantenendo al tempo stesso le informazioni specifiche di ciascun fluido biologico.
Questo approccio dimostra il valore di una lettura integrata del metabolismo: un singolo indicatore può non essere sufficiente a descrivere la complessità delle risposte dell’animale, mentre l’analisi congiunta di più matrici biologiche può offrire una visione più ampia dei processi coinvolti.
Risultati da confermare su un numero maggiore di animali
I risultati devono essere interpretati considerando le dimensioni contenute dello studio e la necessità di ulteriori verifiche su un numero maggiore di animali.
Inoltre, nelle condizioni sperimentali considerate, le differenti strategie alimentari non hanno determinato variazioni significative dell’indice urinario convenzionale. Saranno quindi necessari altri studi per validare i potenziali indicatori metabolici individuati e chiarirne il significato fisiologico.
Verso un monitoraggio integrato del metabolismo azotato
Nel complesso, la ricerca contribuisce a definire meglio le possibilità e i limiti dell’utilizzo del latte come fonte di informazioni sul metabolismo dell’azoto.
Più che individuare un singolo biomarcatore capace di sostituire quelli urinari, lo studio apre la strada a strategie di monitoraggio basate sull’integrazione di più informazioni metaboliche, con possibili ricadute sullo sviluppo di razioni più efficienti e sull’impiego responsabile delle proteine nell’allevamento bovino da latte.
La prospettiva futura è passare dalla valutazione di singoli composti alla comprensione integrata delle risposte metaboliche dell’animale, mettendo le tecnologie analitiche avanzate al servizio di una nutrizione di precisione più consapevole ed efficiente.
Fonte: la presente nota è una sintesi dell’articolo scientifico Do milk purine derivatives reflect the urinary PDC index in dairy cows? Insights from integrative milk–urine targeted and untargeted screening, pubblicato sull’Italian Journal of Animal Science, 25(1), 1443-1450. Nell’articolo originale è riportata tutta la letteratura citata. https://doi.org/10.1080/1828051X.2026.2745959
Autore
Gruppo editoriale ASPA – Giuseppe Conte, Fabio Correddu, Luca Cattaneo, Gabriele Rocchetti, Antonio Natalello, Sara Pegolo, Aristide Maggiolino, Antonella Della Malva, Giulia Gislon, Manuel Scerra.
















































































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