Afta Epizootica: confermato nuovo focolaio in Ungheria

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7 Marzo, 2025

Dopo il focolaio di afta epizootica confermato in Germania lo scorso gennaio, oggi anche l’Ungheria segnala un caso in un allevamento di vacche da latte. Le autorità veterinarie hanno già avviato misure restrittive e indagini per tracciare la fonte dell’infezione e prevenire ulteriori focolai.

Il 10 gennaio 2025, la World Organisation for Animal Health (WOAH) e il Friedrich-Loeffler-Institut (FLI) avevano confermato il ritorno dell’afta epizootica in Europa, con un focolaio individuato in un allevamento di bufali nel Land di Brandeburgo, Germania. L’episodio segnava il primo caso di afta epizootica in Germania dal 1988, nonché il primo in Europa dal 2011, anno dell’ultimo focolaio accertato in Bulgaria. L’afta epizootica è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce principalmente gli ungulati, come bovini, ovini, caprini e suini, ma che può riguardare anche alcune specie selvatiche. Sebbene non rappresenti una minaccia per la salute umana, la malattia ha un grave impatto socioeconomico, con misure di contenimento rigorose in atto per evitarne la diffusione.

A causa dell’elevata contagiosità del virus, le misure di sorveglianza e controllo in Europa sono state immediatamente intensificate, con l’Italia che ha adottato misure preventive per contrastare l’ingresso della malattia nel Paese, vista la vicinanza geografica e i frequenti scambi commerciali con la Germania.

Oggi, 7 marzo 2025, la situazione si complica ulteriormente con la conferma, arrivata dall’IZS Lombardia ed Emilia Romagna, di un nuovo focolaio in Ungheria, che riguarda un allevamento di vacche da latte situato vicino a Győr, al confine con la Slovacchia. I bovini infetti mostrano i sintomi tipici dell’afta epizootica, e la presenza del virus è stata confermata dai laboratori locali. Al momento sono in corso indagini per determinare il sierotipo del virus, ma le autorità ungheresi hanno già messo in atto misure restrittive, tra cui il blocco delle movimentazioni di tutti gli animali suscettibili e un’indagine epidemiologica per tracciare la fonte dell’infezione.

Le misure di contenimento sono fondamentali per fermare la diffusione del virus. Mentre l’epidemia di afta epizootica si estende, i servizi veterinari di tutta Europa, inclusi quelli italiani, sono pronti a rafforzare i sistemi di sorveglianza e le misure preventive, con l’obiettivo di limitare la propagazione della malattia sul continente.

Con due focolai confermati in pochi mesi, la situazione richiede una pronta reazione e una collaborazione internazionale tra le autorità sanitarie per contenere un’eventuale crisi e prevenire il danno economico e agricolo che una pandemia di afta epizootica potrebbe causare.

Le aziende agricole europee, già colpite dalle difficoltà legate a crisi sanitarie e fluttuazioni di mercato, dovranno fare attenzione alle nuove restrizioni imposte dai focolai. Un monitoraggio continuo e l’attuazione di misure di prevenzione adeguate saranno cruciali nei prossimi mesi per evitare il rischio di un’ulteriore diffusione del virus in Europa.

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