Dalle foglie di ulivo una nuova risorsa: effetti sul metabolismo dei piccoli ruminanti e sulla qualità del latte

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21 Marzo, 2025

Negli ultimi anni, l’attenzione verso un’alimentazione animale più sostenibile è cresciuta significativamente, promuovendo l’uso di sottoprodotti agro-industriali nell’alimentazione dei ruminanti. Questa strategia si è rivelata efficace per integrare i principi dell’economia circolare nel settore zootecnico.

Tra le soluzioni più innovative troviamo le foglie di olivo scartate durante la produzione dell’olio d’oliva, essendo una fonte naturale di composti come i polifenoli che possono influenzare il metabolismo dei ruminanti e la qualità dei prodotti.

Recentemente, un gruppo di ricercatori (Valenti et al., 2025) afferenti a quattro atenei italiani – Università di Perugia, Università di Firenze, Università di Pisa e Università di Catania – ha studiato l’effetto delle foglie di ulivo sulla comunità microbica del rumine, sulle performance degli animali e sulla qualità del latte nelle pecore da latte.

La prova di alimentazione in vivo è stata condotta su pecore da latte della razza Comisana, nello specifico sono state prese in esame 20 pecore suddivise in 2 gruppi da 10 individui.

Gli animali sono stati allevati al pascolo e hanno ricevuto un’integrazione di 800g/capo/giorno di un concentrato pellettato di controllo (CON) o un concentrato contenente il 28% di foglie di olivo essiccate (FOG) per 30 giorni.

Dopo il periodo di adattamento, il latte individuale è stato raccolto settimanalmente e analizzato per la composizione chimica di base, gli acidi grassi e le proprietà di caseificazione. Mentre il liquido ruminale individuale è stato prelevato l’ultimo giorno della prova ed è stato analizzato per i profili microbici e degli acidi grassi.

In vitro invece è stato valutato l’effetto dell’inclusione di foglie di olivo e sulla degradabilità dei nutrienti delle diete. I dati ottenuti hanno indicato che le foglie di olivo non hanno influenzato la degradabilità ruminale della fibra solubile al detergente neutro (NDF) e proteine rispetto alla dieta controllo (CON).

Tuttavia, la bioidrogenazione ruminale ha subito delle modifiche rilevanti, portando ad un profilo lipidico del latte contenente una maggiore concentrazione di acidi grassi benefici. In particolare, è stato osservato un aumento di acidi grassi polinsaturi (PUFA) e monoinsaturi (MUFA), mentre gli acidi grassi saturi (SFA) hanno subito una riduzione.

Questo cambiamento è significativo poiché gli acidi grassi insaturi sono noti per i loro effetti benefici sulla salute umana in particolare la riduzione del rischio di malattie cardiovascolari. Inoltre, il miglioramento degli indici aterogenico e trombogenico indica un potenziale effetto positivo sulla qualità nutrizionale del latte, rendendolo un alimento più sano per il consumo umano.

Inoltre, è stata evidenziata una maggiore concentrazione di acido rumenico e acido vaccenico nel latte prodotto dalle pecore alimentate con foglie di ulivo. Questi composti sono noti per le loro proprietà antinfiammatorie e protettive sulla salute umana, aumentando ulteriormente il valore nutrizionale del latte ottenuto con questa dieta.

Tuttavia, è importante considerare anche alcuni aspetti critici. La produzione di latte è risultata leggermente inferiore nelle pecore alimentate con foglie di olivo (FOG) rispetto alla dieta convenzionale (CON), con una conseguente riduzione della sintesi giornaliera di proteine e grassi. Sebbene la degradabilità ruminale dei nutrienti non sia stata compromessa nei test in vitro, in condizioni reali si è registrato un lieve calo della resa lattiera, un aspetto che potrebbe rappresentare una sfida per gli allevatori in termini di produttività e sostenibilità economica.

Nonostante questa riduzione nella produzione di latte, i benefici complessivi della dieta arricchita con foglie di olivo suggeriscono che questa pratica potrebbe rappresentare una soluzione valida per migliorare la qualità del latte e ridurre l’impatto ambientale dell’allevamento ovino. Infatti, l’uso delle foglie di olivo consente di valorizzare un sottoprodotto dell’industria olearia, contribuendo a una maggiore sostenibilità e a una gestione più efficiente delle risorse agricole.

In conclusione, l’integrazione delle foglie di olivo nella dieta delle pecore da latte appare come un’opportunità interessante per l’allevamento moderno, con benefici nutrizionali e ambientali significativi. Tuttavia, è necessario bilanciare i vantaggi con la potenziale riduzione della resa lattiera, e ulteriori studi saranno fondamentali per ottimizzare questa pratica e massimizzare i suoi effetti positivi. Se adeguatamente gestita, questa innovazione potrebbe rappresentare un importante passo avanti verso un’agricoltura più sostenibile e una produzione alimentare più salutare.

La presente nota è una sintesi del seguente articolo scientifico: Valenti B., Scicutella F., Viti C., Daghio M., Mannelli F., Gigante D., Buccioni A., Bolletta V., Morbidini L., Turini L., Natalello A., Servilli M., Selvaggini R., Pauselli M. (2025). Olive tree leaves in dairy sheep diet: effects on rumen metabolism, microbiota composition and milk quality. Animal, 101435. https://doi.org/10.1016/j.animal.2025.101435

Autore

Salvatore Privitera

sotto la supervisione del Gruppo editoriale ASPA: Giuseppe Conte, Antonio Natalello, Alberto Stanislao Atzori, Manuel Scerra, Fabio Correddu, Sara Pegolo, Luca Cattaneo, Gabriele Rocchetti, Aristide Maggiolino.

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