Dermatite nodulare contagiosa: salgono a 14 i focolai, ma qualcosa si muove anche in Parlamento

Nelle ultime settimane sono state presentate cinque interrogazioni parlamentari che chiedono al Governo chiarimenti e azioni concrete su vaccini, indennizzi, protocolli sanitari e strumenti assicurativi

Bollettino epidemiologico
10 Luglio, 2025

A distanza di sei giorni dal nostro ultimo approfondimento, la dermatite nodulare contagiosa (Lumpy Skin Disease, LSD) continua a far registrare nuovi casi in Sardegna, pur mostrando un rallentamento nella velocità di diffusione. Secondo il Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario (BENV) ad oggi, i focolai confermati in Italia salgono a 14, di cui uno in Lombardia – già dichiarato estinto il 28 giugno – e tredici attivi tra le province di Nuoro (12) e Sassari (1).

Gli animali coinvolti sono attualmente 1.403, 104 i malati confermati, e 382 bovini già soppressi per contenimento. Si tratta di un aumento contenuto rispetto ai 1.281 casi segnalati al 4 luglio, ma che conferma la persistenza del virus nei territori colpiti. La circolazione virale in Sardegna rimane dunque attiva, seppur sotto stretta sorveglianza, mentre in Lombardia il quadro appare stabile, come sottolineato più volte dalle autorità regionali e dal Ministero della Salute.

Le prime risposte politiche: interrogazioni in Parlamento

Dopo settimane in cui la gestione dell’emergenza era rimasta confinata alle task force sanitarie e alle istituzioni regionali, il tema della LSD è finalmente entrato all’interno del dibattito politico nazionale. Tra il 30 giugno e l’8 luglio, sono state presentate cinque interrogazioni parlamentari – tra Camera e Senato – che chiedono al Governo chiarimenti e azioni concrete su vaccini, indennizzi, protocolli sanitari e strumenti assicurativi.

Il primo atto risale al 30 giugno, quando la deputata Francesca Ghirra, del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, ha presentato un’interrogazione scritta alla Camera dei Deputati chiedendo lumi sulla tempistica del piano vaccinale in Sardegna, sulla disponibilità di risorse per coprire i danni economici degli allevatori e sul livello di coordinamento operativo tra Stato e Regione Sardegna.

Il giorno seguente, il 1° luglio, il tema è approdato anche in Senato con un’interrogazione orale del senatore Giorgio Maria Bergesio (Lega), che ha chiesto al Ministero della Salute l’immediato avvio di un piano vaccinale su scala nazionale, l’adozione di protocolli per abbattimenti selettivi e l’aggiornamento delle linee guida di emergenza per evitare che l’intera zootecnia italiana venga penalizzata da misure troppo rigide.

Nel frattempo, alla Camera, è intervenuto anche il deputato Davide Bergamini, sempre della Lega, con un’interrogazione in Commissione presentata il 2 luglio e sottoscritta da diversi colleghi. L’accento è posto sulla necessità di tutelare la filiera bovina nazionale con misure tempestive, adeguate a contenere i danni economici, definiti “paragonabili a quelli causati dalla peste suina africana”.

Il 3 luglio, il deputato Dario Giagoni, anche lui leghista, ha incalzato il Ministero della Salute chiedendo con la sua interrogazione scritta di rendere pubblico il calendario della campagna vaccinale per i circa 300.000 capi bovini della Sardegna, e di chiarire i criteri territoriali e operativi previsti per l’erogazione degli indennizzi alle aziende agricole colpite.

Infine, l’8 luglio, la senatrice Vita Maria Nocco (Fratelli d’Italia) ha presentato un’interrogazione scritta che introduce un aspetto finora poco considerato nel dibattito ovvero l’estensione delle coperture assicurative alle malattie esotiche come la LSD. La senatrice propone di attivare strumenti che incentivino gli allevatori a stipulare polizze per tutelarsi contro emergenze sanitarie, affiancando a ciò un intervento pubblico sul piano finanziario per sostenere la campagna vaccinale e rafforzare i controlli alle importazioni.

Una svolta attesa: la malattia entra nell’agenda politica

Questa prima ondata di interrogazioni parlamentari rappresenta un segnale importante. La dermatite nodulare contagiosa sta finalmente conquistando l’attenzione del mondo politico, dopo settimane in cui la gestione era stata affidata esclusivamente al livello tecnico. Il coinvolgimento di esponenti di forze politiche diverse – da AVS a Lega, fino a Fratelli d’Italia – evidenzia che si sta delineando una convergenza trasversale sulla necessità di affrontare in modo sistemico una crisi che rischia di mettere in pericolo la zootecnia italiana.

Ora si attende la risposta ufficiale dei Ministeri competenti. Le risposte dovranno chiarire quando partirà la campagna vaccinale, come saranno distribuite le dosi, quali criteri economici guideranno l’attribuzione degli indennizzi, e se il Governo intenda sostenere le proposte in materia di coperture assicurative. È il primo vero banco di prova per l’azione politica, ed è fondamentale che sia all’altezza delle aspettative di un comparto che sta fronteggiando perdite e blocchi operativi in piena stagione produttiva.

Prossime tappe e prospettive operative

Secondo quanto trapelato da fonti istituzionali, le prime dosi di vaccino sono in fase di sdoganamento presso lo scalo di Fiumicino e dovrebbero raggiungere gli hub veterinari sardi nei prossimi giorni. L’obiettivo, confermato anche dagli assessori regionali competenti, è avviare la vaccinazione obbligatoria nei comuni più colpiti entro la terza settimana di luglio, secondo un piano già validato dal team di esperti europei (EUVET) in missione sull’isola.

Nel frattempo, si attende per fine mese il decreto di riparto del Fondo emergenze zootecniche, rifinanziato nell’ultimo assestamento di bilancio. Sarà questo lo strumento che dovrà garantire copertura ai ristori richiesti con forza dal mondo agricolo e ora anche da più voci parlamentari.

Il momento è cruciale. L’estate, favorevole alla proliferazione degli insetti vettori, può ancora amplificare il rischio di diffusione. Ma se le istituzioni sapranno agire con tempestività e concretezza – nella vaccinazione, nei ristori economici e nel coordinamento normativo – la catena del contagio potrà essere spezzata prima che la malattia si espanda ad altre aree del Paese.

Ruminantia continuerà a monitorare l’evoluzione dell’epidemia e delle azioni parlamentari, garantendo alla filiera agro-zootecnica un’informazione puntuale, chiara e fondata.

 

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