Allevatore, presidente del Caseificio Europeo, dal 2020 è alla guida del Consorzio di Tutela. Berni: “Con grandi doti imprenditoriali e profonde qualità umane ci guida in anni difficili.”

Grande soddisfazione tra i vertici, gli associati, i dipendenti e gli allevatori di tutta la filiera del Grana Padano per il conferimento al presidente del Consorzio di Tutela Renato Zaghini dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, deciso dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. “È un riconoscimento alle grandi capacità imprenditoriali e alle profonde qualità umane del presidente Zaghini, che da anni è ai vertici del Consorzio che tutela e valorizza il prodotto DOP più consumato nel mondo – ha commentato il Direttore Generale del Consorzio, Stefano Berni, a nome di tutto il mondo consortile – Ha assunto la presidenza in uno dei periodi più difficili non solo per l’economia e il settore agroalimentare, ma per l’intera umanità, scossa da epidemie e conflitti. E sta guidando la filiera con la determinazione, la lungimiranza e l’amore per i valori della sua terra e della sua Patria, elementi essenziali per il conferimento dell’onorificenza che gli è stata concessa”.

Renato Zaghini è stato infatti eletto presidente del Consorzio Tutela Grana Padano il 2 luglio del 2020 dal consiglio d’amministrazione votato ad aprile dell’assemblea generale del Consorzio, nel pieno della pandemia, una delle emergenze globali più gravi degli ultimi decenni, seguita dalla guerra in Ucraina. Crisi che Zaghini affronta con i principi che lo hanno sempre ispirato: “Rispetto di regole e statuti, ma anche dialogo e buon senso tengono unite le persone anche nelle situazioni più difficili”.

Sessantasette anni, sposato, ha due figli di 44 e 42 anni, che ora guidano l’azienda di famiglia, un allevamento di medie dimensioni di vacche da latte a Bagnolo San Vito, in provincia di Mantova.

La vita di Zaghini si è presto divisa tra l’azienda zootecnica ed il Caseificio Europeo, dove il padre lavorava come operaio. Conseguito il diploma da perito agrario, si è dedicato subito all’allevamento, insieme al nonno e ad uno zio, morto giovanissimo. Ed ha trasmesso ai figli questa passione per la campagna di cui va orgoglioso, guidando così l’azienda alla quarta generazione, e che talvolta lo porta a rimproverare ai colleghi di annusare troppo poco l’odore delle stalle.

Di se ama ricordare di essere uomo di poche parole, una caratteristica mostrata già da ragazzo, tanto che il nonno lo chiamava “il muto”.  Ciò non gli ha tuttavia impedito di appassionarsi presto all’attività delle organizzazioni agricole, nella Coldiretti, al cui interno ha ricoperto anche incarichi.

Questo impegno insieme a quello nell’attività cooperativistica lo ha visto eletto nel 1997 alla presidenza del Caseificio Europeo Società Agricola Cooperativa di Bagnolo San Vito, produttore di Grana Padano D.O.P., in uno dei momenti più delicati della gestione delle quote latte in Europa. In quegli anni lavorò intensamente per trovare intese che conciliassero il rispetto della legalità con la tutela delle aziende zootecniche.

Il suo impegno è stato particolarmente apprezzato all’interno della filiera del Grana Padano, tanto che i soci del Consorzio di Tutela lo elessero nel consiglio d’amministrazione e per 17 anni ha svolto l’importante ruolo di Tesoriere nel vertice consortile, prima dell’elezione alla massima carica tre anni.

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